I mosaici di Maurizio Galimberti in mostra alla Rocca roveresca di Senigallia

L'artista comasco è tra i più noti a livello internazionale per l'uso di scatti Polaroid, uniti in originali creazioni con tutte le sfaccettature del soggetto ritratto: tre i temi in cui si divide la mostra

L'inaugurazione della mostra alla Rocca di Senigallia su Maurizio Galimberti
L'inaugurazione della mostra alla Rocca di Senigallia su Maurizio Galimberti

SENIGALLIA – Il massimo esponente italiano della corrente artistica basata sulla fotografia istantanea, Maurizio Galimberti, è in mostra in questi giorni alla Rocca Roveresca. Per tutto il mese di agosto, infatti, è esposta nel celebre monumento senigalliese una raccolta di fotografie originali dell’artista di fama internazionale, noto al pubblico per i suoi “collages” di polaroid.

La mostra “Maurizio Galimberti Antologica”, a cura di Denis Curti, è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, in collaborazione con il Polo Museale delle Marche e il Comune di Senigallia e dà spazio a uno dei più importanti fotografi italiani degli ultimi decenni.

Particolare, originale e ad effetto lo stile di Maurizio Galimberti che si esprime con dei mosaici realizzati attraverso numerosi scatti di polaroid dello stesso soggetto. L’artista comasco classe ‘56 propone – spiega il curatore della mostra Curti – «il soggetto fotografato in composizioni realizzate da tante tessere o tasselli, tutti della stessa dimensione, ma di numero variabile tra un’opera e l’altra. In ognuna delle tessere viene riprodotto un frammento del tutto e nel caso specifico del ritratto, utilizzando un accessorio che permette scatti a distanza ravvicinata, ognuno dei tasselli accoglie un particolare del soggetto. L’abilità di Galimberti consiste nello scegliere la sequenza delle inquadrature e nell’accostare le varie parti: in questo modo vengono messi in evidenza i tratti più significativi e la personalità del personaggio ripreso, rompendo la continuità visiva di volumi e proporzioni».

Maurizio Galimberti, Un colpo all'anima: Mario Giacomelli, 1993
Maurizio Galimberti, Un colpo all’anima: Mario Giacomelli, 1993

I ritratti spezzettati in mosaici, che danno un’inedita versione della persona fotografata, compongono solo una delle serie presenti in mostra, forse il genere a cui Galimberti deve maggiormente la propria notorietà. Da Umberto Eco e Lalla Romano a Lucio Dalla e Loredana Bertè, da Robert Altman a Barbara Bouchet, da Carla Fracci a Mario Giacomelli: questi sono solo alcuni dei mosaici più famosi.

Un secondo filone è quello dei “ready made”: la tecnica consiste nel prelevare oggetti d’uso quotidiano dal loro contesto per proporli come opere d’arte in cui il dettaglio viene manipolato e spezzettato realizzando un mosaico che poi viene sovrapposto all’originale.
Un terzo tema è quello delle fotografie di viaggio scattate dall’artista a New York e in Emilia Romagna: da un lato le architetture e l’asfalto con cui creare linee geometriche, dall’altro i paesaggi di pianura, per ragionare sul tempo e sulla memoria, con riferimento ai grandi fotografi che hanno immortalato l’Italia nel passato.

Gli scatti di Galimberti saranno esposti fino al 31 agosto, tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30 (dal 6 al 10 e il 16, 19, 24 agosto, dalle ore 19.30 alle 24). Biglietto intero 5 €, ridotto 2 € (18-25 anni), gratuito 0-18 anni. Ingresso libero il 9 e il 16 agosto.
Info: www.roccasenigallia.it