La Traviata secondo Dragone

Franco Dragone ha curato la cerimonia di inaugurazione dei Mondiali di Calcio del Brasile nel 2014

Piazza Federico II in occasione de Il Volo dell'Aquila di Franco Dragone

JESI – Torna a Jesi Franco Dragone, creatore di eventi conosciuti in tutto il mondo, dopo aver firmato con grande successo lo scorso settembre, l’inaugurazione del XVI Festival Pergolesi Spontini, in una grande festa teatrale seguita da 2500 persone dedicata al grande imperatore Federico II di Hohenstaufen. Questa volta Dragone cura la regia de La Traviata di Giuseppe Verdi, che debutta in un nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini.

L’opera, tra i titoli più celebri e amati del grande repertorio, andrà in scena venerdì 3 febbraio alle ore 20.30 e domenica 5 febbraio alle ore 16 (anteprima giovani il primo febbraio ore 16), per la Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi nell’ambito della Stagione Lirica unica “Opera Ancona Jesi”. C’è molta attesa per lo spettacolo visto che Dragone ha curato eventi memorabili come quelli del Cirque du Soleil, lo show di Céline Dion del 2003 a Las Vegas e la cerimonia di inaugurazione dei Mondiali di Calcio del Brasile del 2014. Direttore artistico del Napoli Teatro Festival, ha firmato la regia di Aida del Teatro San Carlo nel 2013.

La direzione de La Traviata è affidata a Giuseppe Montesano sul podio dell’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” e del Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”. Le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Catherine Buyse Dian, assistente alla regia Michele Mangini.

Cast eccezionale con il giovane soprano georgiano Salome Jicia che interpreta Violetta Valéry, e che questa estate ha riscosso un grandissimo successo di pubblico e di critica nella Donna del lago al Rossini Opera Festival. Nel ruolo di Alfredo Germont è Ivan Defabiani, giovane tenore valsesiano recentemente nello stesso ruolo sul palco di Ravenna con Riccardo Muti nell’ambito della seconda edizione della Italian Opera Academy. Giorgio Germont è Giovanni Meoni, interprete importante della tradizione operistica italiana e del repertorio verdiano, apprezzato in tutto il mondo per il fraseggio raffinato e la rilevante presenza scenica.