Jesi, la Madama Butterfly del Pergolesi suona marchigiano

Il capolavoro di Giacomo Puccini inaugura la 52esima Stagione Lirica di Tradizione. Alla direzione il portorecanatese David Crescenzi, regia dello jesino Matteo Mazzoni

Da sinistra il regista Matteo Mazzoni e il direttore d'orchestra David Crescenzi
Da sinistra il regista Matteo Mazzoni e il direttore d'orchestra David Crescenzi

JESI – Con la “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini verrà inaugurata venerdì prossimo, 18 ottobre alle 20:30, la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi. David Crescenzi, da Porto Recanati, dirigerà l’orchestra della Form Orchestra Filarmonica Marchigiana; Matteo Mazzoni, jesino d.o.c., che della Butterfly ha parlato nei giorni scorsi agli alunni del Liceo Classico cittadino “Vittorio Emanuele II” dove ha compiuto gli studi, ne firmerà la regia.

Entrambi porteranno l’allestimento del melodramma pucciniano al quale hanno lavorato insieme, sulla scena romena della Romanian National Opera-di Cluj-Napoca, per la prima volta nel teatro “di casa”, quel Pergolesi sul quale hanno mosso passi importanti della rispettiva formazione e crescita artistica.

«L’inizio della mia storia al Pergolesi risale al 1992, quando avevo 24 anni – ricorda Crescenzi – era da poco scomparso Alberto Gualdoni, storico direttore di scena del teatro, e Alberto Ziganti, allora direttore artistico, organizzò una serata per onorarne la memoria. Fui chiamato a dirigere con il coro, dato che il maestro Giannoni era impossibilitato. Fu un’emozione incredibile preparare una serata così.  E qui poi ho diretto tantissimi Concerti di Capodanno, con un pubblico spiritoso e simpatico. E infine qui ho lavorato con Matteo Mazzoni ad un “Elisir d’amore”, lui direttore di scena e io del coro. Matteo mi disse “portami con te a fare una regia”, feci una telefonata e l’occasione ci fu qualche mese dopo».

Da sinistra il regista Matteo Mazzoni e il direttore d’orchestra David Crescenzi

Racconta Mazzoni: «Il Pergolesi per me è il teatro di riferimento di quando ero ragazzino e venivo con i genitori, con i nonni, con la scuola. Il primo teatro in cui sono entrato e di cui ricordo le chiacchierate con due vecchi e baffuti macchinisti all’uscita da scuola, quando mi fecero salire a vedere la scena dall’altro. Qui ritrovo un team con cui sono cresciuto negli ultimi vent’anni. Tornare con un’opera così importante, una Butterfly, è un cerchio che si chiude. Col maestro Crescenzi ne parlammo mesi fa, era prima di Natale, a Bucarest: lui dirigeva uno Stabat Mater di Rossini, io debuttavo al Teatro Nazionale con un Barbiere di Siviglia.  Ci dicemmo: eccoci qua, due marchigiani che fanno la musica di un marchigiano, Rossini, lontani da casa».

Entrambi reduci e proiettati verso esperienze all’estero (per Crescenzi un ciclo di trenta spettacoli fra i teatri tedeschi Dusseldorf e Duisburg, per Mazzoni un nuovo “Don Pasquale” all’Opera Nazionale di Almaty, in Kazakistan), che “Madama Butterfly” proporranno al pubblico del teatro jesino?

Madama Butterfly

«Sarà la Butterfly del 1904– spiega Crescenzi- la versione riscritta da Puccini e la più eseguita, non la prima contestata del 1901. La eseguiremo senza tagli, compresa la parte che precede il matrimonio del primo atto, un pezzo breve ma veloce che spesso non viene eseguito, un po’ per la difficoltà di eseguirlo e un po’ perché consente di risparmiare su ruoli minori presenti in quel frangente. Ma è una parte importante per la drammaturgia della storia. Abbiamo cantanti giovanissimi, debuttanti e bravi. Del repertorio di Puccini, la Butterfly è la più difficile da dirigere, occorre trovare il momento giusto per dare libertà al cantante».

Madama Butterfly

Evidenzia Mazzoni: «Nel dialogo continuo fra fossa e palcoscenico, è un grande generosità del direttore quella di accettare scelte e richieste di ritmo della regia. La Butterfly non è una vera storia d’amore è in realtà una negazione dell’amore, una tragedia in cui c’è amore solo a metà. Butterfly si innamora di quello che è il sogno da favola, questo eroe. Pinkerton no. Sulla scena non ci sarà il “presepe” giapponese del ponticello sul fiume ma una scenografia moderna, fatta di strisce di carta, creerà un origami sul quale proietteremo immagini di un antico Giappone.  E se tutti i personaggi giapponesi saranno sulla scena con le maschere proprie del teatro Noh, i soli Butterfly e Pinkerton saranno senza maschera. Dove tutto è falso, solo amore, ostinazione e testardaggine di Butterfly, una donna d’altri tempi che attende il ritorno di Pinkerton non come una speranza ma come una certezza dato che lui glielo ha promesso e dunque deve essere così, sono veri. È un’opera non sull’amore ma sull’attesa».

Madama Butterfly è Linda Raffaeli nella campagna di comunicazione della Fondazione Pergolesi Spontini

La Madama Butterfly andrà in scena al Pergolesi venerdì 18 ottobre alle 20.30 e domenica 20 alle 16 (anteprima giovani mercoledì 16 alle 16). La settimana successiva l’opera andrà in scena nella stagione lirica del Teatro Comunale di Treviso, con recite sabato 26 e domenica 27 ottobre e anteprima il 25 ottobre. Si tratta di una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Teatro Comunale di Treviso e Teatro Comunale di Ferrara. L’allestimento della Romanian National Opera di Cluj-Napoca è stato realizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini. Canta il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto dal maestro Davide Dellissanti. Le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Patricia Toffolutti, video designer Mario Spinaci, le luci sono di Ludovico Gobbi, illustrazioni di Riccardo Cecchetti, assistente alle scene Elisabetta Salvatori.

Protagonisti dell’opera sono il soprano Silvia Pantani nel ruolo di Cio-Cio-San alias Madama Butterfly, la giovanissima sposa giapponese del tenente della Marina americana Pinkerton, interpretato dal tenore Francesco Fortes; il mezzosoprano Ilaria Ribezzi è Suzuky, il baritono Italo Proferisce affronta il ruolo del console Sharpless. Completano la compagnia di canto Margherita Hibel (18/10) e Katia Di Munno (20/10) che si alternano nel ruolo di Kate Pinkerton, Claudio Zazzaro (Goro), Dielli Hoxha (Il principe Yamadori – Il commissario imperiale), Andrea Tabili (Lo zio Bonzo), Luca Giorgini (Lo zio Yakusidé), Andrea Cutrini (L’ufficiale del registro), Eleonora Nota (La zia), Carmela Osato (18/10) e Wu Yue (20/10 ) che interpretano il ruolo della cugina, So Hyun Lee (18/10) e Lucia Conte (20/10) si alternano nel ruolo della madre.