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Cultura

Il giardino delle Rose Bianche

Nasce a Jesi, nel centro culturale della parrocchia di San Giovanni Battista, uno spazio per celebrare i personaggi che si sono impegnati per la libertà

JESI – Uno spazio nel centro culturale della parrocchia di San Giovanni Battista di Jesi per celebrare i personaggi che civilmente si sono impegnati per la libertà. «Si chiamerà “Il giardino delle Rose Bianche” e vi sarà stata sistemata un’opera pittorica che una giovane capo scout sta realizzando in questi giorni e un quaderno dove raccoglieremo delle schede per ricordare donne e uomini, popoli, gruppi ed esperienze che hanno difeso la libertà e lottato per la giustizia» spiega Filippo Tassi che unitamene a Giorgio Berti ha ideato l’iniziativa. «In realtà non si tratta di un giardino vero e proprio ma di una stanza dove saranno istallate delle rose bianche in legno per ricordare un gruppo di giovani che tra il 1942 e il 1943, a Monaco di Baviera, si opposero al nazismo» prosegue Tassi.

Questo il gruppo di giovani passato alla storia: Hans Scholl, 24 anni, sua sorella Sophie, 21 anni, i suoi amici Alexander Schmorell, 25 anni, Willi Graf, 25 anni, Christoph Probst, 23 anni ed il loro professore Kurt Huber, 49 anni. Cinque studenti e un docente di filosofia dell’Università di Monaco che pagarono con la vita, nel 1943, per sei volantini scritti e divulgati clandestinamente contro il regime nazista. «Il quaderno delle Rose Bianche sarà per tutti noi uno strumento per avere la possibilità di coltivare e curare la memoria di coloro che hanno lottato per la propria generazione ma anche per quelle future – continua –. Chi desidera può segnalare personaggi da approfondire». Le proposte possono essere inviate a centroculturale@sangiovannibattistajesi.org

L’iniziativa è inserita nell’ambito della Giornata della Memoria. Partecipa all’iniziativa Alessandra Marcuccini, insegnante di religione al Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi. Ha conseguito il Diploma di Laurea in Filosofia all’Università di Macerata dove ha anche frequentato un corso di perfezionamento post-laurea in Filosofia e Storia. Ad Alessandra Marcucci il compito di presentare la vita e l’opera del pastore protestante Dietrich Bonhoeffer giustiziato pochi giorni prima della caduta del nazismo. Un uomo che ha lasciato un’impronta bella e significativa durante e dopo il disumano regime nazista. La sua opposizione al regime nazista è cifra interpretativa della possibilità e del dovere di ciascuno di denunciare il male, di opporsi ad esso nella radicalità delle scelte di bene che rendono l’uomo essere libero e dunque responsabile, cioè capace di rispondere e di sostenere le conseguenze dei propri pensieri e delle proprie azioni.