Festival Pergolesi Spontini, sfida alla tastiera: TeoTronico vs Roberto Prosseda

In scena, lunedì 2 settembre in piazza delle Monachette a Jesi, l'eccezionale duello a colpi di note tra un pianista robot in grado di suonare il pianoforte con le sue 53 dita e un pianista “umano” tra i più raffinati interpreti del nostro tempo

Roberto Prosseda e il collega robot TeoTronico
Roberto Prosseda e il collega robot TeoTronico

JESI- Proseguono con successo a Jesi e dintorni gli appuntamenti del XIX Festival Pergolesi Spontini in programma fino al 29 settembre. Tema di questa nuova edizione è “Futuro. Infinito” che vuole essere anche un omaggio al poeta di Recanati Giacomo Leopardi. Organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini, la rassegna itinerante di musica, che per la prima volta ha la firma del nuovo direttore artistico Cristian Carrara, propone una riflessione sul futuro che non vuole limitarsi solo agli addetti ai lavori ma vuole coinvolgere in maniera trasversale le persone che di volta in volta incontra, lungo un percorso dedicato alla musica ma che sa “catturare” anche le famiglie e i bambini.

Ogni evento offre una particolare sfaccettatura del tema principale, tra Cantafavola, musical, social opera, concerti dal barocco al classico, dal jazz ai confini del pop, poesia, danza, filosofia, arte, visual design, clownerie, astronomia, narrazione, mapping, robotica, enogastronomia.

Lunedì 2 settembre alle ore 21 in Piazza delle Monachette di Jesi (in caso di maltempo al Teatro Pergolesi) l’appuntamento sarà con la singolare sfida tra il pianista robot TeoTronico e il pianista umano Roberto Prosseda, tra i più raffinati interpreti del nostro tempo.

«Sin dalla sua nascita, il pianoforte è stato anche un “campo di battaglia” per virtuosi della tastiera – spiega il pianista Roberto Prosseda – La storia della musica è costellata di celebri sfide alla tastiera, come quelle tra Mozart e Muzio Clementi, tra Daniel Steibelt e Beethoven, tra Sigmund Thalberg e Liszt. Complice il fascino spettacolare, quasi sportivo, che il competere in pubblico suscita negli spettatori, stimolandone la curiosità e lo spirito critico. In questo filone si colloca, dunque, la sfida tra un pianista “umano” e il mio collega robot, TeoTronico, in grado di suonare il pianoforte con le sue 53 dita. Il robot, dotato di parola, metterà in discussione le interpretazioni a suo dire “troppo soggettive” dei musicisti umani, e argomenterà anche verbalmente sulle proprie scelte estetiche e interpretative. Un’occasione, dunque, per riflettere sul complesso rapporto tra riproduzione e interpretazione, tra fedeltà al testo e creatività».

Roberto Prosseda ha guadagnato una notorietà internazionale in seguito alle sue incisioni Decca, comprendenti, tra l’altro, l’integrale pianistica di Felix Mendelssohn in 10 CD, completata nel 2015. È vincitore di numerosi premi discografici, tra cui lo CHOC di Le Monde de la Musique-Classica, il Diapason d’Or, il Best of the Month di Classic FM. Dal 2005 Roberto Prosseda è invitato da importanti orchestre, tra le quali la London Philharmonic, New Japan Philharmonic, Moscow State Philharmonic, Bruxelles Philharmonic, Calgary Philharmonic e Gewandhaus Orchester. Con quest’ultima, diretta da Riccardo Chailly ha inciso il Concerto inedito in mi minore di Mendelssohn, pubblicato dalla Decca nel settembre 2009. In Italia è ospite di Serate Musicali di Milano, dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, il Teatro alla Scala, Unione Musicale di Torino, Accademia Filarmonica Romana, il Teatro la Fenice di Venezia. Oltre a Mendelssohn, di cui è oggi considerato un autorevole interprete pianistico, Roberto Prosseda è particolarmente apprezzato nelle interpretazioni di Mozart, Schubert, Schumann e Chopin, autori a cui si è anche dedicato in recenti incisioni Decca.  Roberto Prosseda è coideatore e coordinatore artistico della rete di musicisti “Donatori di Musica”, presidente dell’Associazione Mendelssohn Italia e coordinatore artistico di Cremona Musica International Exhibitions & Festival.

TeoTronico è nato a Imola nel 2008 per opera del padre Matteo Suzzi. Dichiara di non avere una madre, come Pinocchio, e di non sentirne la mancanza. Ha intrapreso lo studio del pianoforte da autodidatta all’età di 3 giorni, quando era dotato di sole 29 dita. Con la versione 2.0 (2012), le sue dita sono diventate 53 e possono anche avere una maggiore gamma dinamica. TeoTronico riproduce impeccabilmente files MIDI e ha quindi un repertorio sterminato che comprende, tra l’altro, le integrali per tastiera di Bach, Haendel, Scarlatti, Haydn, Mozart e Beethoven. Detesta gli autori romantici, che pure suona in modo, a suo dire, impeccabile, poiché basato su un’aderenza letterale alla partitura. Il suo sogno nel cassetto è di avere presto 88 dita.