Il Festival Alte Marche chiude con un bilancio positivo

Soddisfatti gli organizzatori della rassegna che, tramite suoni e armonie della musica, ha valorizzato alcuni dei luoghi più belli delle terre d'Appennino tra le province di Pesaro Urbino e Ancona. Uno scambio di energie culturali riuscito

Arsene Duevi
Arsene Duevi al Castello di Frontone (Foto: Elena Passoni)

PESARO – La seconda edizione del Festival Alte Marche si è chiusa con un bilancio positivo. Ha unito con i suoni e le armonie della musica alcuni dei luoghi più belli delle terre d’Appennino tra le province di Pesaro Urbino e Ancona, gemme turistiche poco conosciute, che il festival ha valorizzato con creatività e il pubblico ha abbracciato con calore.

Il pubblico è decisamente cresciuto rispetto alla prima edizione e si è mano a mano fidelizzato, partecipando a molti dei concerti in programma e dimostrando apprezzamento per la proposta direttamente ai concerti e anche sui social: il video di presentazione del festival, ad esempio, ha raccolto quasi 42.000 visualizzazioni su Facebook.

Il cartellone ufficiale del Festival comprendeva undici appuntamenti musicali, dal 4 al 14 agosto, che hanno preso ispirazione da culture musicali diverse e ricche di fascino, con musicisti per la maggior parte di giovane età. Si è partiti dai ritmi etiopici dei Qwanqwa, che hanno scatenato la piazza di Cagli, per proseguire con il talento di Marco Mezquida che con il suo pianoforte ha incantato il pubblico di Serra Sant’Abbondio. Per il primo concerto in provincia di Ancona, a Sassoferrato, si è esibito un altro grande solista, il mago della fisarmonica Simone Zanchini, sempre in tensione tra modernità e tradizione, mentre al Castello di Frontone si è vissuto un vero e proprio rito musicale officiato dallo sciamano dell’Africa Nera, Arsene Duevi.

Interesse di pubblico e sui canali social hanno riscosso i concerti al fiume, improvvisati e senza calendario preciso, con tre momenti nei comuni di Frontone, Serra S. Abbondio e Cantiano. Sono stati vere e proprie occasioni di incontro tra la musica acustica e la natura che hanno deliziato i fortunati partecipanti.

È quindi grande la soddisfazione di tutto lo staff organizzativo, a partire dal presidente dell’Unione Montana Catria e Nerone, Alberto Alessandri, che ha promosso il festival, e dei sindaci dei nove comuni coinvolti: Acqualagna, Apecchio, Arcevia, Cagli, Cantiano, Frontone, Piobbico, Sassoferrato e Serra Sant’Abbondio.
Soddisfatto anche Saul Beretta direttore creativo di Musicamorfosi, che anche in questa occasione ha voluto portare proposte musicali da tutto il mondo nelle aree interne del pesarese e dell’anconetano per realizzare uno scambio di energie culturali: una sfida riuscita.