Festival Adriatico Mediterraneo, premio al musicista Enzo Avitabile

Quattro giorni in viaggio, sulle onde della musica, della cultura e dell’attualità. Dal 28 al 31 agosto, la manifestazione porterà Ancona dai confini fin nel cuore dell’Europa. Tra gli ospiti: Arsene Duevi, Pipo Romero, Chalaban, Bandadriatica, Esmahan Aykol e Gabriele Del Grande

La presentazione del festival Adriatico Mediterraneo 2019
Da sin. il giornalista Matteo Tacconi, il direttore del festival Giovanni Seneca, l'ambasciatore Fabio Pigliapoco, Guido Vettorel (Adsp)

ANCONA – ll sound mediterraneo di Enzo Avitabile con i ritmi africani di Arsene Duevi, la chitarra di Pipo Romero, il mix marocchino-ungherese dei Chalaban e la Bandadriatica. E poi Diritti e Rovesci con Esmahan Aykol e Gabriele Del Grande. Dal 28 al 31 agosto, il festival Adriatico Mediterraneo porterà Ancona ai confini del Mediterraneo e su fin nel cuore dell’Europa, con un susseguirsi di concerti e incontri alla ricerca dei cambiamenti e delle novità di quell’ampia area che dall’Europa guarda a sud e a est, con un focus particolare sull’area adriatico-ionica.

Il festival, organizzato dall’associazione Adriatico Mediterraneo con il Comune di Ancona e il supporto di tanti partner pubblici e privati, parte come sempre da Ancona per rivolgere lo sguardo verso Nord Africa, Spagna, Sud Italia, Medio Oriente e Balcani, con occhio curioso ed esploratore.

«Adriatico Mediterraneo è un festival che punta con decisione sulla qualità e sulla sperimentazione – spiega il direttore del festival Giovanni Seneca – cercare le cose facili non ci interessa, vogliamo trovare sempre qualcosa di nuovo, andare alla ricerca di ciò che unisce la qualità alla sorpresa. Va in questa direzione ad esempio il duetto tra Enzo Avitabile e Arsene Duevi di mercoledì 28 agosto, uno spettacolo pensato e realizzato ad hoc per il nostro festival che unisce le voci dell’Africa e i ritmi mediterranei di Napoli. Accanto a ciò vogliamo proporre con forza la conoscenza e il dialogo come strumento per creare relazioni e superare divisioni. Da qui nascono il ciclo di incontri sull’Adriatico, organizzato insieme allo IAI, e “Diritti e Rovesci” insieme al Garante Regionale per i Diritti della Persona: attraverso l’incontro con ospiti internazionali, conoscendo esperienze e realtà in particolare dell’area Balcanica pensiamo si possa migliorare un po’, fosse anche solo un piccolo pezzo, l’Europa e il Mediterraneo in cui viviamo».

Enzo Avitabile

Il Premio Adriatico Mediterraneo, che viene ogni anno assegnato alle personalità che si impegnano per la cultura e per i diritti nel Mediterraneo e nei Balcani, nel 2019 verrà attribuito al musicista e compositore Enzo Avitabile. Il premio vuole essere un riconoscimento a un artista per molti versi straordinario, che da sempre si impegna per la conoscenza e il dialogo tra culture con una particolare attenzione ai temi sociali e all’attualità proprio del Mediterraneo.

Enzo Avitabile, nato a Napoli nel 1955, è infatti un sassofonista poliedrico, compositore, autore. Vanta tantissime collaborazioni con artisti internazionali, da James Brown, a Maceo Parker, da Marcus Miller a Randy Crawford, e in Italia ha collaborato con autori del calibro di Pino Daniele, Edoardo Bennato, Francesco Guccini. Per lui la musica è confronto, scambio culturale, messaggio sul mondo: non a caso ha dedicato canzoni e serate alle vittime della guerra in Siria e al tema dei migranti e dell’integrazione. Enzo Avitabile riceverà il Premio Adriatico Mediterraneo mercoledì 28 agosto alla sede IAI di Cittadella ad Ancona e la sera stessa terrà un concerto alla Mole Vanvitelliana insieme ad Arsene Duevi. Si tratta di uno spettacolo unico, creato appositamente per Adriatico Mediterraneo Festival: i ritmi di Arsene Duevi, cantante, musicista ed etnomusicologo originario del Togo, si mescoleranno con le sonorità di Enzo Avitabile. L’anima soul e world conficcata fra le vie di Napoli dell’uno duettano con il profondo cuore africano dell’altro. Un concerto per viaggiare da Napoli fino al Golfo di Guinea, per parlare di migrazioni e di culture che si incontrano.

Pipo Romero

La Mole si conferma come sempre il cuore pulsante dei concerti serali. Se la serata d’esordio del 28 agosto sarà affidata a Enzo Avitabile e Arsene Duevi, il 29 arriverà dalla Spagna un grande virtuoso della chitarra acustica, Pipo Romero: giovane ma già affermato sulla scena internazionale come musicista e come autore, Romero unisce flamenco, world music, fusion nel suo stile innovativo, lo “Spanish acoustic fingerstyle”, per creare un concerto che sfugge alla tradizione verso nuove frontiere. Il 30 agosto sarà il giorno per scoprire il ponte che unisce Marocco e Ungheria nella musica dei Chalaban: il gruppo, fondato a Budapest da Said Tichiti, ricrea ogni sera in maniera diversa un’incredibile unione di suoni dal Nordafrica ai Balcani, passando per la musica tradizionale e gypsy. La chiusura alla Mole sabato 31 agosto riporterà il festival in Italia con l’odissea mediterranea di Bandadriatica: un sound scatenato che dalle radici salentine andrà a toccare tutte le coste del Mediterraneo. I concerti alla Mole, tutti organizzati in collaborazione con AMAT, inizieranno sempre alle 21 con biglietti a 10 euro.

Con il ciclo di incontri “Dialoghi a due sponde” si cercherà di conoscere – e capire – meglio la Macroregione Adriatico Ionica. Gli incontri si terranno alle 18 alla sede IAI alla Cittadella di Ancona e nei locali dell’Autorità Portuale, coordinati dal giornalista Matteo Tacconi, e vedranno la partecipazione di ospiti internazionali. Si partirà il 29 agosto, nelle sale dell’Autorità Portuale, con un incontro su “Porti e trasporti” al quale parteciperanno Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale di Trieste, e Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità Portuale di Sistema dell’Adriatico Centrale di Ancona. Il 30 agosto, alla sede IAI di Cittadella, si parlerà di “Sostenibilità e turismo in Adriatico”, con Marco Affronte, divulgatore ed ex eurodeputato, e Mara Jurisic, presidente di Pokret Otoka (Croazia). Il 31 agosto infine, sempre a Cittadella, si parlerà di “Città e identità adriatica” con Nicola Pedrazzi, giornalista esperto di Albania per Osservatorio Balcani e Caucaso, Gino Sabatini, Presidente dell’Associazione Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio, ed Egidio Ivetic, docente di storia moderna Università di Padova.

Gabriele Del Grande

Con Adriatico Mediterraneo Festival 2019 tornerà anche “Diritti e Rovesci”, la rassegna di incontri a cura del Garante Regionale dei Diritti della Persona in collaborazione con il Consiglio Regionale – Assemblea Legislativa delle Marche. L’obiettivo è come sempre quello di indagare e approfondire l’evoluzione dei diritti tra Italia, Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Sono due gli incontri in calendario, alle 19 al foyer dell’Auditorium della Mole. Si partirà venerdì 30 agosto con il giornalista e regista Gabriele Del Grande: un racconto dei lavori sul campo di Del Grande per raccontare le vittime della privazione dei diritti, dai migranti morti nel Mediterraneo ai giovani arruolati da Isis, alla Turchia in cui il giornalista venne imprigionato per alcuni giorni nel 2017. Nella serata di venerdì 30, alle 21.30 alla Sala Boxe della Mole, sarà proiettato “Io sto con la sposa”, il film del 2014 realizzato da Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro, Khaled Soliman Al Nassiry per raccontare le peripezie e le difficoltà di un gruppo di profughi siriani e palestinesi decisi a raggiungere a tutti i costi la Svezia. Alla situazione in Turchia, un focus da anni sempre presente ad Adriatico Mediterraneo Festival, sarà invece dedicato il secondo incontro del ciclo, in programma sabato 31 agosto. L’ospite sarà la scrittrice Esmahan Aykol, intervistata dal giornalista di Repubblica Marco Ansaldo. Aykol, nata in Tracia da genitori macedoni e bulgari, dopo il successo con alcuni romanzi gialli, si è dedicata a temi sociali, immigrazione e discriminazione, criticando spesso le restrizioni delle libertà per gli intellettuali decise da Ankara.

Dopo il successo dell’esordio nel 2018, tornano anche i concerti acustici all’alba alla scalinata del Passetto. Primo appuntamento il 29 agosto con il concerto di Carlo Maver, vero e proprio artista sia del bandoneon sia del flauto che si sposta tra jazz e musiche originali. Il 30 agosto Mario Crispi: il fondatore degli Agricantus porterà al Passetto un mix sperimentale di flauti tradizionali e nuove tecnologie. Chiuderà la rassegna all’alba del 31 agosto la chitarra di Roberto Fabbri, tra note romantiche e composizioni eclettiche.

Esmahan Aykol

Ampio anche il programma di incontri e presentazioni. Si partirà giovedì 28 agosto alle 19 al Foyer dell’Auditorium della Mole con la presentazione della guida Lonely Planet dell’Albania. All’incontro, realizzato in collaborazione con UlisseFest, parteciperanno l’autore della guida Piero Pasini e Silvia Castelli, responsabile redazione guide di Lonely Planet. L’incontro sarà l’occasione per scoprire, anche da un punto di vista turistico, le possibilità di un paese a portata di mano ma ancora poco considerato per viaggi e vacanze. Giovedì 29 agosto si tornerà invece a scoprire “Le origini dell’Europa”, quelle greche e latine, grazie all’incontro realizzato insieme all’Associazione Italiana Cultura Classica: alle 17 alla Sala Boxe della Mole il docente di letteratura latina all’Università di Bologna Ivano Dionigi, guiderà alla riscoperta dei concetti alla base dell’Europa contemporanea, dalla politica, al valore della parola, al ruolo della democrazia. Sempre il 29 agosto e sempre alla Sala Boxe, ma alle 19 con Amnesty International si parlerà di “Rotta Balcanica”, quel percorso che dalla Grecia arriva fino alla Croazia e che ancora oggi tanti migranti provano a percorrere tra rischi e violenze. Ospite dell’incontro sarà Massimo Moratti, vice direttore Ufficio Regionale Amnesty International per l’Europa. Venerdì 30 alle 17 infine, sempre alla Sala Boxe, incontro su “Ospiti, Supplici, stranieri. L’ambigua lezione d’Atene” con Federico Condello, docente di Filologia greco-latina dell’Università di Bologna: un viaggio affascinante tra accoglienza e rifiuto, tra proclami e pratiche reali, all’origine di quel dovere dell’accoglienza che, dall’Odissea in poi, fonda la cultura europea.