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Cultura

Borders, il viaggio ai confini dei “nuovi” Secret Sight

Esce il terzo album in studio della band anconetana composta da Lucio Cristino, Tommaso Pompili ed Enrico Bartolini. Dieci tracce ipnotiche ed evocative, in bilico fra influenze e sentimenti differenti

I Secret Sight

ANCONA – Ipnotico, evocativo. Trascinante. In bilico fra i sentimenti. A tratti disperato, ma sempre pronto a riaccendersi per dar voce a desideri e speranze. In precario equilibrio fra sole e nebbia, Borders – il terzo lavoro in studio dei Secret Sight – si muove sulla fune sottile di questi anni incerti. Un sincero viaggio verso i confini fisici e immateriali per Lucio Cristino (Voce, Basso, Synth), Tommaso Pompili (Chitarra, Synth, Voce) ed Enrico Bartolini (Batteria, Pad), a distanza di due anni da un tour che li ha portati nei club di tutta Europa.

I Secret Sight

Dieci le tracce di questo nuovo album della band anconetana, nato in gran parte negli Stati Uniti e capace di connettere l’incedere pulsante del passato con melodie più aperte, frutto anche del cambio di line up e delle ulteriori influenze immagazzinate durante la stesura di testi e arrangiamenti. «Questo è l’album della rinascita, personale e collettiva – spiegano Cristino, Pompili e Bartolini -. Abbiamo deciso di pubblicarlo nonostante la pandemia e una serie di date in Europa programmate e poi sfumate, causa Covid-19. Pensiamo, infatti, che, malgrado tutto, oggi più che mai ci sia bisogno di musica. Abbiamo deciso di andare oltre ogni strategia di marketing o algoritmo che ci consigliava di pubblicare in un secondo momento, semplicemente perché la musica può e deve essere una risposta, nei tempi difficili. Lo è stata per noi, che siamo tornati in sala di registrazione dopo un anno di silenzio, chiuso col botto, un live al Festival Sacrosanct, nella patria del post punk, a Reading, UK».

There must be a way, il primo singolo dei Secret Sight

“Borders”, in uscita oggi (22 maggio) su tutte le piattaforme digitali e in Cd digipack, ha un cuore musicale tutto marchigiano, in quanto registrato e prodotto (ottimamente, aggiungiamo ndr.) da Manuele Pesaresi, al Dyne Engine Studio di Castelfidardo. L’etichetta è la Seahorse Recordings, la promozione (italiana ed estera) è affidata alla Martepress, in collaborazione con Monica Melissano di ” Giant Leap” e Roberto Forlano di O’Live produzioni. La Cover dell’album è di Margot Pandone. Il primo singolo estratto è There Must be a way, ovvero una ri-evoluzione personale e collettiva, fotografia nitida di ciò che sono, qui e ora, i Secret Sight. Ad aprire le danze di Borders, invece, è “Taxi Dreamer”, perfetto incipit che accoglie l’ascoltatore e lo conduce fra salite e discese, rettilinei e curve, orizzonti e strade senza uscita.

Borders dei Secret Sight

Difficile definire il genere musicale dei Secret Sight. Sicuramente la new wave, certamente il post punk, ma si percepiscono molteplici ispirazioni “british”. Un album da ascoltare una prima volta e far ripartire subito per coglierne le innumerevoli sfaccettature. Non resta che acquistarlo, a questo punto…

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• Bandcamp: https://secretsight.bandcamp.com/

BIOGRAFIA
Nati nel 2014 come evoluzione del progetto Coldwave, i Secret Sight iniziano il loro percorso realizzando in breve l’album di debutto “Day.Night.Life” (Red Cat records), registrato presso lo Studio Waves, a Pesaro, sotto la guida di Paolo Rossi (già al lavoro con Soviet Soviet, Be Forest, Brothers In Law) e accolto positivamente dalla critica di settore (Mucchio Selvaggio, Rockerilla, Rockit). A seguito del tour promozionale dell’album (oltre 30 date fra Italia, Austria e Svizzera), la band inizia a lavorare al secondo disco, la cui produzione viene affidata alle mani esperte di Alessandro Ovi Sportelli (Prozac +, Baustelle, Diaframma, Zen Circus). Il nuovo album, intitolato “Shared Loneliness”, è uscito a Settembre 2017 per Unknown Pleasures Records (edizione CD) e Manic Depression Records (edizione Vinile). Il tour di supporto ha visto la band impegnata in date in Gran Bretagna, Francia, Belgio, Germania, Austria, Repubblica Ceca
Nel 2019 un cambio di line up, con l’ingresso del polistrumentista Tommaso Pompili alle chitarre, voci e synth. Un nuovo innesto che ha portato verve creativa, finalizzata con il nuovo album.