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Cronaca

Va in vacanza in Africa e torna sposata “senza saperlo”. Coppia a processo per bigamia

La donna, una 67enne di Tolentino, nel 2011 aveva effettuato un viaggio in Senegal. Dopo sei anni in Comune è arrivata la richiesta di trascrizione del matrimonio con un senegalese di 34 anni

MACERATA – Nove anni fa era stata in vacanza in Africa, dopo sei anni al suo Comune di residenza arriva una richiesta di trascrizione del matrimonio contratto in Senegal: coppia a processo per bigamia. Si aprirà il prossimo 15 aprile davanti al giudice del Tribunale di Macerata Roberto Evangelisti il processo a carico di una tolentinate di 67 anni e di un senegalese di 34, accusati di aver contratto seconde nozze in costanza delle prime.

Tutto sarebbe iniziato nel 2011. Era settembre quando la donna, sposata e poi anche separata, aveva deciso di andare in vacanza in Africa. Meta del viaggio il Senegal, stato dell’Africa occidentale che ha al suo interno sette siti riconosciuti come patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Al termine della vacanza la donna fece rientro in Italia nella sua Tolentino tornando alle proprie occupazioni ordinarie. Sei anni più tardi l’inaspettato (a suo dire). A settembre del 2017, infatti, al Comune di Tolentino arrivò una richiesta di trascrizione di un matrimonio con effetti civili contratto in Senegal il 25 settembre del 2011 dalla tolentinate con un senegalese di 33 anni più giovane. Come accade in questi casi ne seguirono le verifiche di rito, ma dagli accertamenti eseguiti emerse subito qualcosa di strano. All’ufficio comunale era risultato, infatti, che la sposa fosse già sposata da anni con un italiano. Il matrimonio, con effetti civili ancora in essere, era stato celebrato a febbraio del 1971 a Civitanova.

A quel punto la circostanza fu segnalata alla procura e il pubblico ministero di turno in quel momento, Enrico Riccioni, aprì un fascicolo a carico dei novelli sposi per l’ipotesi di reato di bigamia. In base all’articolo 556 del codice penale, infatti, a rispondere del reato di bigamia è sia chi è già legato da matrimonio sia chi, “non essendo coniugato, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio avente effetti civili”. Oggi il procedimento è finito all’attenzione del giudice dell’udienza preliminare Giovanni Maria Manzoni e del pubblico ministero Margherita Brunelli. I due imputati, difesi dagli avvocati Mauro Chiariotti (oggi sostituito in aula dal collega Vanni Vecchioli) e Martina Mogetta, non hanno richiesto riti alternativi e per loro è stato disposto il rinvio a giudizio.

Secondo la ricostruzione della difesa, la tolentinate nel 2011 era andata in vacanza in Senegal e lì aveva conosciuto il giovane, durante la sua permanenza nello Stato africano avrebbe partecipato a una cerimonia ma, a suo dire, nessuno le avrebbe detto che quello era un vero matrimonio. Pensando si trattasse di una cerimonia locale, la tolentinate vi aveva preso parte senza immaginare quello che stesse realmente succedendo. Solo nel 2017 l’uomo avrebbe raggiunto l’Italia e avrebbe chiesto il riconoscimento del matrimonio celebrato sei anni prima.