Centro Pagina - cronaca e attualità

Cronaca

Tolentino, «contagio al Premio Ravera», ma è una fake news: denunciato un uomo

L'uomo, che aveva utilizzato il logo dell'Asur nella sua comunicazione falsa diramata sui social, è stato individuato dai carabinieri della stazione di Tolentino

TOLENTINO – L’uomo ha generato, nei giorni scorsi, non poco allarmismo tra i partecipanti alla manifestazione canora; è stato identificato e denunciato dai carabinieri della stazione di Tolentino.

La vicenda risale al 24 agosto quando su alcune pagine Facebook è stato postato un avviso, riportante il logo dell’Asur Marche, che invitava gli spettatori e il personale che avevano partecipato al 6° Premio Gianni Ravera a Tolentino di mettersi in quarantena fiduciaria e di chiedere di essere sottoposti a tampone dato che il presentatore della serata, l’artista Pupo, era affetto da Covid-19.

All’evento, tra spettatori, artisti e organizzatori, avevano partecipato oltre 900 persone. Moltissimi cittadini che hanno letto l’annuncio hanno temuto per la propria salute, rivolgendosi all’Asur e chiedendo spiegazioni all’Amministrazione Comunale.

Il Comune di Tolentino e il sindaco Giuseppe Pezzanesi avevano subito smentito tutto parlando di una notizia «assolutamente priva di fondamento e totalmente falsa. Il comunicato è assolutamente falso ed è estremamente grave in quanto si configura il procurato allarme, specie in considerazione del periodo emergenziale che tutti noi stiamo vivendo – aveva sottolineato il primo cittadino -. Abbiamo già denunciato il fatto alle autorità competenti e in particolare alla Polizia Postale e stiamo lavorando con tutte le autorità interessate per risalire al colpevole o ai colpevoli di un così grave fatto per assicurarli alla giustizia».

Le indagini sulla questione sono state svolte dai militari della stazione di Tolentino che, in breve tempo, hanno individuato l’autore del finto volantino, deferendolo a piede libero per procurato allarme e per diffamazione a mezzo stampa. L’autore, sotto il peso delle proprie responsabilità, ha ammesso di aver pubblicato il messaggio, senza tuttavia volerne spiegare il motivo.