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Cronaca

Senigallia, vendeva informazioni riservate: condannato poliziotto

7 anni al poliziotto dirigente dell’anticrimine. Era finito sotto inchiesta per corruzione insieme al titolare di una agenzia investigativa di Modena

tribunale di Ancona
Tribunale di Ancona


ANCONA – Un anno sotto processo, due sotto inchiesta. È arrivata la condanna a sette anni, oggi, per Mirko Minghelli, il poliziotto 57enne, originario di Bologna e dirigente dell’Anticrimine al Commissariato di Senigallia. Era finito al centro di una indagine della squadra mobile dorica, esplosa a marzo 2018, per corruzione e vendita di informazioni riservate, insieme al titolare di una agenzia investigativa di Modena, Fabio Goldoni. Anche per il detective privato oggi arrivata la sentenza: è stato condannato a 4 anni e 2 mesi.

Le accuse erano concorso in corruzione e accesso abusivo ai sistemi informatici in uso alle forze di polizia. A Minghelli era stato contestato anche la rivelazione di segreti d’ufficio e la truffa aggravata ai danni dello Stato. La doppia sentenza è arrivata al tribunale di Ancona davanti al collegio penale presieduto dal giudice Francesca Grassi. Tra 90 giorni usciranno le motivazioni.

Per alcuni capi d’accusa Minghelli è stato assolto perché il fatto non sussiste. Una vicenda complessa che aveva travolto uno dei poliziotti modello vincitore di encomi e riconoscimenti. Entrambi gli imputati hanno sempre rigettato le accuse definendosi «estranei ai fatti del processo». Stando alla difesa del poliziotto, rappresentata dall’avvocato Ruggero Tomasi e sostenuta in aula durante l’arringa, gli accessi ai sistemi informatici di Minghelli erano «solo di natura istituzionale».

Scontato che si ricorrerà in appello per affermare l’innocenza del poliziotto che oggi pomeriggio era in aula quando è stato letto il dispositivo. Le indagini, condotte dalla squadra mobile, avevano evidenziato oltre 100 accessi al database di servizio per Minghelli. 

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