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Cronaca

Scarsa igiene e irregolarità, chiuso un ristorante di sushi a Tolentino

Sequestrati locale e 150 chili di prodotti e preparati ittici. Raffica di sanzioni per un totale di oltre 60.000 euro. Quattro lavoratori su sette erano in nero. Denunciata la titolare

TOLENTINO – Sono andati avanti per ore, oggi, gli accertamenti dei carabinieri all’interno del noto ristorante etnico di Tolentino “Sweet sushi”, in via Cristoforo Colombo. E l’esito è stato tutt’altro che dolce: 150 chili di prodotti e preparati ittici sequestrati, oltre 60.000 euro di sanzioni (tra amministrative e penali) emesse, ristorante chiuso e posto sotto sequestro preventivo e la titolare, una donna di etnia cinese, denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica di Macerata. All’interno del locale sono state riscontrate una scarsissima igiene e l’assenza di misure anti-Covid, inoltre sono stati trovati prodotti ittici senza tracciabilità e più della metà dei lavoratori in nero.

Il controllo è scattato all’ora di pranzo da parte dei carabinieri della locale Compagnia guidata dal capitano Giacomo De Carlini, insieme agli agenti della polizia locale, ai carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro di Macerata e del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) di Ancona, e alle ore 18 erano ancora in corso gli accertamenti. Nello specifico, i militari del Nas hanno sequestrato 150 chili di prodotti ittici e preparazioni gastronomiche a base di prodotti ittici (senza alcuna tracciabilità) per un valore commerciale stimato all’ingrosso di 3.000 euro e hanno elevato anche tre contravvenzioni per un totale di 4.500 euro per irregolarità nella sanità, salubrità degli ambienti e sanificazione. Non solo. Il locale sarà anche segnalato anche all’Asur di Macerata, questo comporta che per riaprire la titolare dovrà ripristinare un livello igienico adeguato ad ospitare la clientela. 

I carabinieri dell’Ispettorato del lavoro, invece, hanno accertato che dei sette lavoratori stranieri trovati all’interno del ristorante al momento dell’accesso, quattro erano in nero. Essendo la percentuale dei lavoratori in nero superiore al 20%, oltre alla maxi sanzione prevista (ovvero 3.600 euro per ogni lavoratore in nero, in questo caso la sanzione complessiva ammonta a 14.400 euro), è stato emesso anche un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. La titolare, per riaprire il ristorante, dovrà mettere in regola i quattro lavoratori trovati in nero, pagare la maxi sanzione di 14.400 euro e, in virtù della sospensione, dovrà pagare un’ulteriore sanzione di 2.000 euro per ottenere l’idoneità a poter riprendere l’attività. Ma alla titolare sono state comminate anche ammende per 40.000 euro relative a sei gravi violazioni sulla sicurezza e l’igiene riscontrate. Il locale è stato quindi chiuso e sottoposto a sequestro preventivo (il ristorante è stato anche chiuso per la mancata applicazione del protocollo anti Covid che prevede la chiusura temporanea per cinque giorni e 400 euro di contravvenzione, con contestuale segnalazione in prefettura).