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Cronaca

San Severino, si spacciano per poliziotti e ammanettano una donna. Due condanne

Il fatto era avvenuto a febbraio del 2013. I giudici hanno condannato per tentata rapina un 47enne di San Severino e un 59enne di Giulianova, rispettivamente a quattro anni e tre anni e 10 mesi di reclusione

Il tribunale di Macerata

MACERATA – Si erano finti poliziotti per rapinare una brasiliana, in due condannati per tentata rapina. Questa mattina il collegio presieduto dal giudice Roberto Evangelisti ha condannato M.C., 47 anni di San Severino, e N.S., 59 anni di Giulianova, rispettivamente a quattro anni e tre anni e 10 mesi di reclusione.

La vicenda risale a sette anni fa. Era la notte del 27 febbraio 2013 quando i due uomini si presentarono alla porta di una brasiliana che oggi ha 52 anni e che all’epoca alloggiava in un residence a San Severino. I due si erano qualificati come agenti di polizia e la donna li aveva fatti entrare, ma una volta in casa l’avrebbero ammanettata e bloccata. Cercavano droga, oro e soldi, ma la donna non aveva niente di tutto quello, così mentre M.C. la teneva ferma mettendole le mani al collo, il complice avrebbe rovistato nei cassetti, ma senza trovare nulla. Alla fine i due finti poliziotti andarono via.

Questa mattina la brasiliana è stata sentita in aula e ha confermato le accuse. I giudici e il pm Enrico Riccioni hanno sentito anche un testimone della difesa che nel periodo precedente e antecedente i fatti avrebbe collaborato nella gestione del residence. All’epoca l’uomo raccolse lo sfogo della brasiliana e fu lui a consigliarle di denunciare l’accaduto, lo raccontò anche ai carabinieri ma stamattina, interrogato dal pm, ha fornito risposte vaghe e contraddittorie anche dopo che gli erano state contestate le sue precedenti dichiarazioni rese agli uomini dell’Arma.

Poi la discussione. Il sostituto procuratore ha concluso la requisitoria chiedendo la condanna a sei anni e sei mesi per M.C. a cui era contestata la recidiva reiterata specifica infraquinquennale, e cinque anni e sei mesi per N.S. a cui invece era contestata la recidiva reiterata. I legali della difesa, Giuliano Giordani per il settempedano e Vanni Vecchioli per il coimputato, hanno sollevato dubbi sul riconoscimento degli aggressori fatto dalla persona offesa come anche sulla genuinità delle sue dichiarazioni accusatorie ipotizzando che le avrebbe potute rendere per ottenere il permesso di soggiorno per motivi di giustizia. Per questo hanno chiesto l’assoluzione degli imputati.
I giudici, invece, hanno condannato M.C. a quattro anni e N.S. a tre anni e 10 mesi, disponendo la trasmissione degli atti in procura per valutare la sussistenza del reato di falsa testimonianza nei confronti del testimone sentito oggi.