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Cronaca

Pasti per i terremotati mai erogati, albergatore di Civitanova denunciato per indebita percezione di 9.000 euro

La Guardia di Finanza ha sequestrato due auto e 1.000 euro. Nel mirino degli inquirenti sono finiti 500 su migliaia di pasti che l'imprenditore aveva invece somministrato regolarmente

CIVITANOVA MARCHE – 9.000 euro di rimborsi per pasti non erogati, scattano i sequestri nei confronti di un albergatore civitanovese. L’indagine rientra nell’ambito di un più ampio servizio di monitoraggio delle attività commerciali operanti in provincia di Macerata che percepiscono erogazioni pubbliche. A seguito di una mirata analisi di rischio condotta con l’ausilio delle banche dati in uso alla Guardia di finanza, attraverso l’incrocio dei dati forniti dalla Regione Marche con le risultanze dell’anagrafe tributaria, i militari della Compagnia di Civitanova, guidata dal capitano Tiziano Padua, hanno passato al setaccio le sovvenzioni erogate dalla Regione alle strutture ricettizie attive nella zona costiera interessate dalla somministrazione dei servizi di vitto e alloggio alle persone sfollate a causa del sisma che ha colpito il Centro Italia nel 2016.

I finanzieri della Compagnia di Civitanova

I finanzieri hanno sentito alcuni degli ospiti, individuati attraverso gli elenchi consegnati dalla Regione, e sulla base delle loro dichiarazioni hanno individuato un albergo di Civitanova che aveva richiesto ed ottenuto dall’ente pubblico il rimborso per l’erogazione di oltre 500 pasti che, di fatto, non è mai avvenuta. Va precisato che si tratta di 500 pasti su migliaia di pasti che nel tempo l’albergatore ha erogato regolarmente senza lamentele da parte di alcuno e in maniera assolutamente limpida. I finanzieri, nell’ambito dell’attività di polizia giudiziaria, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Enrico Riccioni, hanno quindi quantificato l’importo indebitamente percepito dalla struttura, risultato pari ad oltre 9.000 euro, e hanno denunciato il legale rappresentante per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Condividendo appieno l’ipotesi accusatoria cristallizzata dai militari, il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’emissione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma indebitamente ottenuta dalla Regione, anche attraverso la cautela di beni mobili e immobili di proprietà e nella disponibilità dell’indagato. In esecuzione di quanto disposto dall’autorità giudiziaria, le Fiamme gialle hanno sottoposto a sequestro due auto, una di proprietà e una nella disponibilità dell’indagato, nonché disponibilità finanziarie per oltre 1.000 euro.