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Cronaca

Omicidio di Montecassiano, slitta il funerale di Rosina Carsetti

Il rito funebre era fissato a Sant'Egidio di Montecassiano, ma la procura ha revocato l'autorizzazione. Proseguono le indagini per ricostruire quanto avvenuto la sera della vigilia di Natale

MACERATA – Era previsto per oggi pomeriggio a Sant’Egidio di Montecassiano, ma il funerale di Rosina Carsetti è slittato per motivi di natura burocratica. La salma della 78enne trovata morta in casa la sera della vigilia di Natale resterà all’obitorio in attesa della fissazione della nuova data che comunque dovrebbe essere a breve.

«La procura ha comunicato al Comune la revoca dell’autorizzazione alla celebrazione dei funerali», ha riferito nella tarda mattinata di oggi il sindaco di Montecassiano, Leonardo Catena. Due giorni fa il medico legale Roberto Scendoni su disposizione del sostituto procuratore Vincenzo Carusi aveva effettuato l’autopsia. All’esame autoptico aveva partecipato anche il pool di legali nominato dai familiari di Rosina (il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna Orazi, e il nipote Enea Simonetti) tutti indagati per concorso in omicidio, favoreggiamento e simulazione di reato, e il consulente di parte, il medico legale Claudio Cacaci.

Secondo gli inquirenti, infatti, ci sarebbero diverse incongruenze nel racconto fatto dai familiari la sera della vigilia di Natale. Secondo quanto riferito nell’immediatezza da marito, figlia e nipote, verso le 19.30 nella loro villetta a schiera in via Pertini a Montecassiano era entrato un uomo molto alto, vestito di nero e forse con accento dell’Est che avrebbe chiuso il marito di Rosina in bagno, schiaffeggiato e legato i polsi alla figlia con del filo elettrico ed era poi fuggito con un bottino di circa mille euro. Prima però si sarebbe trovato faccia a faccia con la 78enne che, spaventata, avrebbe avuto un malore. A liberare i parenti era stato poco dopo il nipote, tornato a casa dopo essere stato al supermercato, e i tre avrebbero trovato il corpo della donna a terra al primo piano in cucina.

Da quanto si è successivamente appreso però, in casa i carabinieri non avrebbero trovato segni di effrazione e nel giardino della villetta a schiera c’erano due cani di grossa taglia che, secondo quanto raccontato dai vicini, non avrebbero abbaiato. Ma non solo. Dall’accertamento autoptico eseguito dal medico legale sarebbe emerso che Rosina Carsetti è morta per asfissia e non per cause naturali. Poi c’è un’ulteriore circostanza, la 78enne pochi giorni prima di Natale si era rivolta al centro antiviolenza di Macerata per presunte tensioni familiari, le era stato fissato un appuntamento con il legale del centro antiviolenza, l’avvocato Egle Asciutti, per domani, ma a quell’appuntamento non è mai arrivata. Di inquietudini e problemi di Rosina avrebbero parlato anche le sue amiche nei giorni successivi alla tragedia.

Per questi motivi la procura ha iscritto sul registro degli indagati i familiari, un atto dovuto, «uno scrupolo investigativo» lo ha definito il procuratore capo Giovanni Giorgio che coordina le indagini insieme al sostituto Carusi. Al momento sono in corso le indagini dei carabinieri guidati dal comandante provinciale, il tenente colonnello Nicola Candido, gli investigatori stanno analizzando tabulati telefonici e compiendo accertamenti sulle telecamere di videosorveglianza eventualmente posizionate nelle vicinanze della villetta. Ieri mattina e oggi ha effettuato un sopralluogo anche l’analista forense esperto in indagini informatiche Luca Russo per eseguire una mappatura della zona dove si è consumato il delitto. I familiari di Rosina si sono chiusi nel silenzio così i legali Laura Ricci, Gianni Padula, Sergio Del Medico e Chiara Arcangeli hanno scelto la linea del riserbo in attesa di conoscere in dettaglio le accuse che la procura muoverà ai loro assistiti.