Centro Pagina - cronaca e attualità

Cronaca

Omicidio di Montecassiano: domiciliari per Enrico Orazi, marito della vittima

Il Tribunale del Riesame di Ancona ha accolto il ricorso della procura. La misura avrà una durata di 60 giorni, ma gli avvocati hanno 10 giorni per ricorrere in Cassazione

MACERATA – I giudici del Tribunale del Riesame di Ancona hanno accolto il ricorso della procura e disposto gli arresti domiciliari per Enrico Orazi, il 79enne accusato insieme alla figlia Arianna e al nipote Enea Simonetti, dell’omicidio pluriaggravato della moglie Rosina Carsetti, avvenuto il giorno della vigilia di Natale all’interno della villetta di via Pertini a Montecassiano. A differenza di figlia e nipote, però, per il 79enne il gip Giovanni Manzoni non aveva disposto l’applicazione di misure cautelari, così il 12 febbraio scorso Arianna ed Enea erano finiti in carcere mentre l’anziano era rimasto indagato a piede libero. Contro questa decisione il procuratore Giovanni Giorgio aveva presentato un mirato ricorso ai giudici del Tribunale del Riesame chiedendo l’applicazione della misura (dei domiciliari) anche nei confronti dell’anziano.

Il 9 marzo scorso si era svolta l’udienza ad Ancona nel corso della quale i legali Andrea Netti e Valentina Romagnoli avevano evidenziato l’assenza di esigenze cautelari a carico del loro cliente. I giudici si erano riservati di decidere e questa mattina hanno sciolto la riserva notificando alle parti la decisione: arresti domiciliari per la durata di 60 giorni nell’abitazione che Enrico Orazi indicherà (la villetta è ancora posta sotto sequestro).

L’ordinanza però non è definitiva, i legali infatti hanno 10 giorni di tempo per impugnare il provvedimento in Cassazione, se ciò non dovesse avvenire, la misura verrà eseguita.
Dal punto di vista investigativo, invece, proseguono le indagini, il procuratore Giorgio e il sostituto Vincenzo Carusi sono in attesa di leggere le relazioni definitive del consulente informatico, l’analista Forense Luca Russo, del medico legale Roberto Scendoni e dei Ris di Roma che devono essere ancora depositate.