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Cronaca

Montelupone, truffa all’Asur: il sindaco Pecora a processo

Il primo cittadino, all'epoca in qualità di primario di Pediatria all'ospedale di Civitanova, è accusato di aver attestato di essere al lavoro mentre era altrove. I fatti risalgono al 2015. La difesa: «Non aveva vincoli di orario»

Il tribunale di Macerata

MACERATA – Si è aperto stamattina in Tribunale a Macerata il processo a carico del sindaco di Montelupone, Rolando Pecora, accusato di truffa ai danni dell’Asur. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 5 ottobre del 2015 e il 27 dicembre del 2016 quando il primo cittadino era primario facente funzioni dell’unità operativa complessa di Pediatria dell’ospedale di Civitanova. Le contestazioni che gli vengono mosse infatti non riguardano la sua attività di amministratore, bensì la sua attività professionale.

Secondo l’accusa – il fascicolo è del procuratore capo Giovani Giorgio – in quell’arco temporale Pecora avrebbe attestato falsamente, attraverso il dispositivo marcatempo, di essere presente o nella sede del Reparto di Recanati o presso la struttura di Civitanova, mentre era, in realtà, in altre località non per motivi legati a questioni d’ufficio. Così facendo si sarebbe procurato un ingiusto profitto relativo allo stipendio percepito anche quando non era in ospedale quantificato in circa 15.000 euro. Tutto era partito da una segnalazione fatta alla Guardia di finanza che aveva poi effettuato mirati controlli per verificare la bontà di quanto segnalato. Nel corso delle indagini venne effettuato anche un sequestro preventivo di una somma di pari importo (15.000 euro) dal suo conto corrente.

Pecora, sin dall’inizio della vicenda giudiziaria, si era difeso respingendo gli addebiti. Il suo legale, l’avvocato Paolo Rossi, ha più volte ribadito come Pecora fosse una figura apicale e in quanto dirigente «non aveva vincoli di orario, passava il badge solo per attestare la sua presenza giornaliera. L’unico vincolo che aveva era il rispetto degli obblighi assegnati». Oltretutto per la difesa, tutti sapevano dove e come rintracciare l’allora primario e se fosse stato necessario, sarebbe tornato immediatamente in ospedale. Oggi si è aperto il processo a carico del sindaco dinanzi al giudice Paolo Properzi e al pubblico ministero Francesca D’Arienzo. L’udienza è stata rinviata al prossimo 28 giugno per iniziare a sentire i primi testimoni.