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Cronaca

Macerata, omicidio di Pamela Mastropietro: slitta l’udienza sui presunti complici di Oseghale

Una notifica a uno dei due gambiani indagati non è andata a buon fine, rinvio al 18 ottobre. Oggi si sarebbe dovuta discutere l'opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura generale

MACERATA – Una notifica non andata a buon fine e l’udienza sui presunti complici di Innocent Oseghale nell’omicidio di Pamela Mastropietro è slittata al prossimo ottobre. Era fissata per questa mattina l’udienza in cui si sarebbe dovuta discutere l’opposizione alla richiesta di archiviazione per due gambiani di 23 e 27 anni inizialmente indagati per concorso nell’omicidio della 18enne romana avvenuto il 30 gennaio del 2018 in un appartamento di via Spalato a Macerata e concorso nel vilipendio e occultamento di cadavere.

L’avvocato Federica Nardi

In tribunale a Macerata erano presenti il difensore dei due indagati, l’avvocato Federica Nardi e la mamma di Pamela Mastropietro, Alessandra Verni, insieme allo zio e avvocato Marco Valerio Verni. Ma la notifica dell’udienza a uno dei due gambiani indagati, il 23enne, non è andata a buon fine e oggi il giudice ha rinviato l’udienza al prossimo 18 ottobre.
Dopo l’udienza i familiari di Pamela hanno raggiunto via Spalato e nel giardino davanti all’abitazione dove è stata posizionata un’installazione permanente realizzata per ricordare la 18enne romana e dove tante persone lasciano testimonianze hanno deposto un fiore. «Oggi nuova udienza a Macerata: noi ce la stiamo mettendo tutta… Per noi e per tutta la brava gente», hanno poi scritto i familiari in un post sulla pagina Facebook “La voce di Pamela Mastropietro”.

L’avvocato Marco Valerio Verni e la mamma di Pamela, Alessandra Verni

L’indagine, la terza nei confronti dei presunti complici del nigeriano (le altre due si sono concluse con l’archiviazione degli indagati), fu avviata all’epoca dalla Procura di Macerata a carico di ignoti. Il 3 settembre 2020 l’allora procuratore generale di Ancona Sergio Sottani avocò a sé il fascicolo avviando proprie indagini delegate ai carabinieri del Ros. Dopo otto mesi di indagini, a maggio 2021, il procuratore aggiornò il fascicolo con l’iscrizione nel registro degli indagati dei due gambiani e l’ampliamento dei reati ipotizzati a loro carico, non solo il concorso in omicidio, ma anche il vilipendio e l’occultamento di cadavere. Per quanto riguarda il 27enne, assiduo frequentatore della casa di Oseghale, era stata ritrovata un’impronta sulla portafinestra del balcone nei cui pressi era stata fatta a pezzi la 18enne. Poi c’era stata un’intercettazione di una conversazione in carcere tra i due iniziali coindagati poi scagionati che avrebbero parlato di un aiuto non meglio precisato che Oseghale avrebbe ricevuto da amici gambiani che aveva indirizzato gli inquirenti verso i due extracomunitari. Ma né questa conversazione (fatta quando i due arrestati potevano aver capito di essere intercettati e di cui non avevano più fatto cenno in altre conversazioni) né gli altri accertamenti eseguiti avevano portato a raggiungere una prova certa a loro carico, per cui, non emergendo elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio nei confronti dei due la Procura generale aveva chiesto l’archiviazione. I familiari di Pamela tramite l’avvocato Verni avevano presentato opposizione e questa mattina si sarebbe dovuta celebrare la discussione. L’udienza è stata rinviata al prossimo 18 ottobre.