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Macerata, atti sessuali sulla nipotina di 4 anni: 62enne condannato a sei anni e dieci mesi

Era accusato anche di corruzione di minorenne. L'imputato era il nonno acquisito della piccola. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2015, quando l'imputato aveva 55 anni, e il 2020 in un comune della costa maceratese

Il tribunale di Macerata

MACERATA – Avrebbe approfittato del rapporto di confidenza che si era creata con la nipotina della compagna per compiere su di lei atti sessuali. Un 62enne è stato condannato oggi a sei anni e 10 mesi di reclusione per atti sessuali su minore aggravati e corruzione di minorenne. La sentenza è stata emessa dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Macerata Claudio Bonifazi all’esito della discussione del procedimento avvenuta con rito abbreviato. Il pubblico ministero Enrico Riccioni aveva chiesto la condanna a nove anni. A richiedere il rito alternativo (che consente di ottenere uno sconto di pena in caso di condanna) era stato l’imputato nell’udienza precedente tramite il proprio difensore, l’avvocato Silvia Panico.

Da quanto emerso l’imputato era il nonno acquisito della piccola, perché compagno della nonna. In base a quanto ricostruito nel corso delle indagini, all’epoca dei fatti (le violenze sarebbero avvenute tra il 2015 e il 2018 in un comune della costa maceratese) la bambina viveva insieme alla mamma e alla nonna che aveva un compagno di 55 anni. Tra l’imputato e la bambina si era quindi creato un rapporto di confidenza e l’uomo avrebbe approfittato proprio di questa confidenza per costringere la piccola a subire atti sessuali: palpeggiamenti, strofinamenti e toccamenti. Nel 2021 la bambina, di ormai quasi 11 anni, aveva raccontato alla mamma tutto aggiungendo anche che in più occasioni il parente acquisito le aveva fatto vedere del materiale pornografico (questi ultimi fatti sarebbero avvenuti tra il 2019 e il 2020). La madre, scioccata da quelle rivelazioni, aveva deciso di rivolgersi a uno psicoterapeuta che dopo aver visitato la piccola aveva ritenuto che ci fossero profili di compatibilità con le violenze subite. Ne era seguita una denuncia all’autorità giudiziaria.

Nel corso delle indagini preliminari la minore fu sentita con la formula dell’incidente probatorio e in quella circostanza confermò tutte le accuse. All’incontro protetto era presente anche la psicologa Francesca Accorsi che stabilì la capacità della minore a testimoniare, ritenendo anche che la vittima fosse credibile. A conclusione delle indagini il pubblico ministero contestò i due reati all’imputato. Oggi, dunque, si è celebrata la discussione, con la conseguente condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione. La mamma della minore era parte civile con l’avvocato Egle Asciutti, oggi sostituita dalla collega Celeste Riera.

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