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Cronaca

Jesi, i vigili del fuoco piangono Franco Rosetti

76 anni, pompiere in pensione, si è spento all'ospedale Carlo Urbani in seguito a complicanze polmonari. La famiglia ha promosso una raccolta fondi per l’Oikos

Franco Rosetti

JESI – Il rischio è stato il suo pane quotidiano per tanti anni, fronteggiare il fuoco, il pericolo, la paura. Affrontare tutto con il coraggio e la tempra che forgiano gli uomini appartenenti al Corpo dei Vigili del fuoco. E per tutta la sua vita Franco Rosetti, 76 anni, ha dimostrato che quella tempra ce l’aveva eccome, nel lavoro come nelle difficoltà della vita.

Oggi i Vigili del fuoco piangono la scomparsa di un ex collega mai realmente ex, uno che la divisa non la indossava più per andare di turno ma che c’era sempre quando il Corpo chiamava. Franco Rosetti si è spento venerdì sera al reparto di Broncopneumologia dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi dove era ricoverato. Si era sottoposto a un banale intervento di ernia, sembra essere andato tutto bene, poi sono sopraggiunge le complicanze polmonari. Un problema che Franco conosceva fin troppo bene, infatti due anni fa era stato ricoverato 100 giorni negli ospedali di Jesi, Ancona e Roma per quel grave problema. E ne era uscito vincitore.

Aveva scelto i Vigili del fuoco a 18 anni, ai tempi del servizio militare. Subito assegnato al distaccamento di Jesi, aveva trascorso un periodo a Varese, poi a Fabriano e di nuovo a Jesi dove è rimasto effettivo fino al conseguimento della pensione, a 52 anni.
Ha coronato il sogno di diventare bisnonno e di vedere il nipote Marco, 31 anni (figlio della figlia Barbara) con indosso la tuta da discontinuo in quel corpo dei Vigili del fuoco che tanto ha amato. «Non potrà assistere al giuramento – dice Barbara – che peccato, lo desiderava tanto. Sono certa che lo vedrà dal posto migliore in cui si trova».

Rosetti partecipava a tutte le iniziative e le cerimonie con i pompieri in pensione, a ogni cerimonia per la patrona Santa Barbara. Il tempo libero, quello che gli restava dopo essersi dedicato alla famiglia e ai nipoti, era per il suo hobby, la pesca sportiva e le partite di carte al Bocciodromo jesino di via La Malfa.

Oggi lo piangono e lo salutano tante persone, strette al dolore della moglie Liliana Ciattaglia, delle figlie Barbara e Valeria, il genero Roberto, gli adorati nipoti Marco (che sta seguendo le orme del nonno nei Vigili del fuoco), Clarissa, Christian e Sophia, il pronipote Alessandro, la sorella Anna e tanti ex colleghi. «Nostro padre era il migliore del mondo – dicono le figlie -, ci ha cresciute con amore e ci ha sempre sostenute e lo stesso ha fatto con i nostri figli. Ha sempre aiutato chiunque ne avesse bisogno senza chiedere nulla in cambio. È stato il punto di riferimento della nostra famiglia, un buon amico, un buon marito e grande lavoratore. Sarà per sempre con noi e noi lo porteremo nel cuore con lo stesso amore immenso che ci ha donato».

La cerimonia funebre si è svolta oggi pomeriggio nella chiesa di San Giuseppe di Jesi. La famiglia ha promosso una raccolta fondi per l’Oikos.