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Cronaca

Jesi, furti in calo ridotti di un terzo. Raddoppiano i reati scoperti

Il comandante della Compagnia Carabinieri: «La maggior presenza di pattuglie sul territorio è stata un ottimo deterrente». Funzionano la prevenzione e l'informazione sulle truffe ai danni degli anziani

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La Compagnia Carabinieri di Jesi

JEIS – Furti in calo, ridotti addirittura di un terzo rispetto al 2019. Stabili le truffe telematiche denunciate, solo tentati ma non riusciti i raggiri agli anziani utilizzando i pretesti delle raccolte fondi per ospedali e associazioni benefiche. Maggior presenza delle pattuglie su strada come deterrente della criminalità che, con la fine del lockdown torna ad affacciarsi ma non trova molte vie d’uscita. È il quadro rassicurante che emerge dall’analisi statistica dei dati del Comando Compagnia Carabinieri di Jesi sui reati consumati negli ultimi mesi.

«Ovviamente, durante il lockdown per via delle restrizioni cui le persone sono state sottoposte, si è registrato un azzeramento dei reati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – dice il Comandante della Compagnia, Capitano Simone Vergari -: le persone non potevano uscire di casa e potevano circolare solo in determinate condizioni, questo ha impedito ai ladri di commettere furti e ai banditi di tentare qualsiasi altro tipo di reato. Inoltre la nostra presenza su strada è sempre stata costante e massiccia. Dopo la fine del lockdown abbiamo assistito a una lieve ripresa dei furti, soprattutto quelli in abitazione. Ma abbiamo notato che dall’8 marzo al 2 agosto, rispetto al 2019, si sono ridotti di un terzo. Oscillazione negativa anche per il fenomeno dei topi d’auto e dei furti di borse e oggetti lasciati sui sedili delle auto in sosta: la maggior presenza di pattuglie sul territorio è stata un ottimo deterrente a chi intendesse commettere furti su strada». Indicazioni che si traducono in numeri: dal 1 maggio al 2 agosto si sono registrati 35 furti di cui 20 in abitazione. Nello stesso periodo del 2019 sono invece stati denunciati complessivamente 120 furti (sia in abitazione, ai danni di esercizi commerciali e sulle auto), di cui 70 in abitazione. Si è assistito in particolare a tentativi di furto, il più delle volte andati a vuoto con i banditi messi in fuga prima di poter entrare nei domicili. Ma anche a furtarelli mordi e fuggi, non veri raid pianificati: topi d’appartamento che hanno colpito rapidamente, in zone soprattutto isolate e di campagna, racimolando spesso bottini di scarso valore. Sensibilmente in calo anche i furti ai danni di esercizi commerciali, per gli ingressi contingentati dei clienti e per la presenza, nei grandi punti vendita e ipermercati, di steward ad assicurare ingressi, distanziamenti, igienizzazione e mascherine. Un presidio fisso che ha impedito anche a chi avesse voluto di commettere reati».

Stabili le truffe telematiche, nonostante il lockdown abbia visto un’impennata di acquisti online: tra il 2019 e l’inizio del 2020 ne sono state denunciate 120, con indebito utilizzo di credenziali delle carte di credito soffiate all’ignaro acquirente con la tecnica del “phishing”.

Il capitano Simone Vergari, comandante della Compagnia Carabinieri di Jesi

«Il dato significativo per noi – aggiunge l’ufficiale – è quello che vede aumentata, anzi raddoppiata, la percentuale di reati scoperti: dall’8 marzo al 2 agosto di quest’anno siamo sul 20% contro il 9% dello scorso anno nello stesso periodo di tempo».

Ma in quella percentuale di reati pesano degli elementi importanti che creano una certa difficoltà nel lavoro delle forze dell’ordine: ad esempio la mancata tempestività della segnalazione al 112 o della denuncia del fatto. «Molto spesso chi subisce un furto lo denuncia dopo qualche giorno – spiega il Comandante -, chi viene avvicinato per un tentativo di truffa aspetta giorni e giorni prima di venire a raccontarcelo, riducendo così la possibilità di una indagine tempestiva che porti all’individuazione dei responsabili. La tempestività è essenziale per consentire ai militari di intervenire con un sopralluogo».

Agosto, che si affaccia timidamente con un periodo di vacanze che però la stragrande maggioranza delle persone non farà quest’anno per via della pandemia e dei suoi strascichi sociali ed economici, potrebbe comunque rappresentare un momento favorevole per i ladri o i predatori di anziani che vivono soli.
«Qualcuno potrebbe approfittare del periodo di vacanza, di una giornata al mare o dei momenti in cui ci si riunisce con la famiglia o gli amici – aggiunge il capitano Vergari -: i consigli di questo Comando sono sempre quelli di rendere la vita difficile ai ladri, chiudendo bene gli infissi, specie se si esce di casa. Chiamare il 112 subito in caso si notassero movimenti sospetti di mezzi e persone nel quartiere o nella casa del vicino che sapete essere fuori. Non lasciare le finestre aperte per far aerare i locali anche se siete in casa e per questo mi rivolgo soprattutto agli anziani che vivono soli. Non far entrare estranei in casa e non consentire loro contatti o avvicinamenti, potrebbero essere malviventi che tentano le tecniche dell’abbraccio o altri tipi di truffe per penetrare in casa e rubare».

Nelle prime fasi di emergenza Covid e nell’immediatezza del post-lockdown sono state le stesse associazioni di volontariato e i Comuni a mettere in allarme le persone sulla presenza di sedicenti addetti incaricati dalle onlus e dalle amministrazioni comunali di raccogliere fondi porta a porta da destinare all’ospedale e all’acquisto di presidi sanitari di protezione individuale come mascherine e guanti. Ma gli anziani di Jesi e della Vallesina non ci sono cascati e hanno anzi subito chiamato i figli per raccontare della richiesta. «Fortunatamente nella nostra zona l’informazione e la sensibilizzazione hanno funzionato, gli anziani sono attenti e non cadono in queste vili trappole – conclude il capitano Vergari – ma il nostro compito è anche quello di rammentare le buone norme di comportamento per prevenire che certi spiacevoli fatti accadano soprattutto in danno di persone più fragili».