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Cronaca

Fiuminata. Allevamento di suini irregolare, sequestrati 11 animali, maxi multa per il proprietario

Gli animali presenti in una delle due strutture non erano stati identificati e il detentore non è stato in grado di riferire sulla loro provenienza. Nei suoi confronti sono scattate sanzioni per più di 40.000 euro

I carabinieri Forestali durante il sequestro

MACERATA – L’indagine, che porta la firma dei carabinieri forestali di Fiuminata e San Severino, era iniziata a fine ottobre 2020, ed era finalizzata a verificare il benessere animale negli allevamenti suinicoli nell’alto Maceratese. Nel corso dei controlli i militari hanno accertato una serie di illeciti riguardanti due allevamenti che si trovano nel comune di Fiuminata, uno in località Bufeto e l’altro in località San Cassiano.

Tutto è partito dopo il rinvenimento di alcuni suini, risultati essere privi della marca auricolare di identificazione, che si trovavano all’interno di alcuni recinti che si trovano a poca distanza dalla sponda destra del fiume Potenza. Durante gli accertamenti è emerso che i due allevamenti sono intestati a un cittadino di origine romena, ma residente in Italia. Così, i controlli effettuati e i conseguenti accertamenti presso la Banca dati nazionale veterinaria hanno evidenziato numerose violazioni alla normativa di riferimento sugli allevamenti di suini (in particolare al decreto legislativo 26 ottobre 2010 n° 200 sull’identificazione delle Aziende e degli Animali e al decreto legislativo 16 marzo 2006 n° 158 sui trattamenti farmacologici veterinari): gli animali presenti nell’allevamento non erano stati identificati e il detentore non è stato in grado di riferire sulla loro provenienza, indicando solamente che i suini provenivano dal trasferimento di un secondo allevamento, sempre a lui intestato, localizzato a Bufeto, una frazione del Comune di Fiuminata al confine con l’Umbria.

I controlli dei carabinieri forestali del Gruppo di Macerata

Dello spostamento, però, non esiste traccia nella documentazione del Servizio veterinario. Inoltre, l’allevamento di San Cassiano era stato autorizzato per soli quattro animali, ovvero per uso famigliare mentre al suo interno sono stati rinvenuti 11 suini, di cui una scrofa, un verro ed alcuni magroni, in violazione degli obblighi di comunicazione all’ente competente delle variazioni aziendali nei tempi previsti. Degli animali presenti, solamente due magroni da ingrasso risultavano correttamente identificati, ma erano stati acquistati da poco ed inseriti nel registro aziendale dell’allevamento sbagliato. I suini rinvenuti all’interno dell’allevamento in località San Cassiano sono stati sottoposti a sequestro cautelativo per motivi sanitari con il fine della loro identificazione e per consentire le pratiche relative alla profilassi di stato necessaria con divieto di spostamento, vendita e macellazione. Il detentore degli animali, titolare dei due allevamenti, è stato nominato loro custode con l’obbligo di accudirli e fornire loro le cure necessarie fino al momento in cui i suini verranno definitivamente identificati dal Servizio veterinario ed eseguite le obbligatorie profilassi di stato e quindi saranno assegnati ad un allevamento in regola con la normativa di settore.

L’interesse primario dell’attività investigativa nel settore della produzione primaria da parte dei carabinieri forestali del Gruppo di Macerata, è quello della tutela della salute del consumatore a partire dall’inizio della filiera alimentare: la sottrazione degli animali al controllo sanitario è, infatti, un pericolo da non sottovalutare perché espone a forti rischi la popolazione. I controlli negli allevamenti zootecnici sono quindi volti alla verifica del rispetto delle normative igienico-sanitarie delle produzioni primarie, del rispetto del benessere animale, del rispetto delle norme di anagrafe zootecnica e del rispetto delle normative di polizia veterinaria (esecuzione delle profilassi di stato e registrazione dei trattamenti farmacologici). Al detentore dell’allevamento sono state notificate sanzioni amministrative per più di 40.000 euro.