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Cronaca

Festa della donna da incubo. Violentata dopo una serata a base di alcol

La denuncia di una studentessa universitaria di 22 anni. I fatti risalgono a marzo del 2018 e sarebbero avvenuti a Macerata. Questa mattina si è aperto il processo a carico di un 28enne abruzzese

Alcool

MACERATA – Una serata di festa tra amiche si è trasformata in un incubo per una studentessa universitaria di 22 anni. Lo ha raccontato lei stessa, dopo alcuni giorni, ai poliziotti della questura di Macerata.

La vicenda risale a marzo di due anni fa. La giovane era uscita con due amiche per festeggiare la Festa della donna. Le tre amiche erano state in un bar del centro dove avevano bevuto dei bicchierini di rum. Poi si erano spostate in un altro locale sempre del centro e lì avevano brindato con un altro bicchierino sempre di rum. A quel punto avevano deciso di tornare nel primo bar ed è lì che hanno conosciuto tre giovani con cui si erano fermate a chiacchierare.

I tre si erano proposti di offrire loro da bere e la serata era andata avanti a Montenegro e vodka. Uscite da quel bar tutta la comitiva era tornata nel locale dove erano state precedentemente le ragazze e lì i giovani hanno preso da bere solo per sé. È stato a quel punto che per la 22enne sarebbe iniziato il black-out. Mal di testa e sensi annebbiati poi il vuoto. I primi ricordi della studentessa affiorano a metà mattinata del giorno successivo quando aprendo gli occhi si era trovata nuda nel proprio letto con uno dei giovani conosciuti la sera prima disteso accanto a lei. Sarebbe stato lo stesso giovane, un 28enne di origine abruzzese a confermarle che quella notte avevano consumato un rapporto sessuale. Dopo alcuni giorni dal fatto la 22enne denunciò tutto alla polizia.

Questa mattina si è aperto il processo a carico del 28enne accusato di violenza sessuale. Per l’accusa – oggi sostenuta in aula dal pubblico ministero Claudio Rastrelli – il giovane avrebbe abusato delle condizioni di inferiorità della studentessa causate dal grave stato di ebrezza alcolica in cui si trovava, per indurla ad avere con lui un rapporto sessuale. L’imputato è difeso dall’avvocato Emidio Corradetti. La studentessa è parte civile con l’avvocato Simona Tacchi.