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Cronaca

Fano, atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e lesioni: 8 vittime, tra cui un uomo

Tra i principali motivi alla base degli episodi di violenze vi è il rifiuto di accettare l’interruzione del rapporto sentimentale, spesso protrattisi per lungo tempo, e quasi sempre caratterizzato da frequenti soprusi e sopraffazioni

I controlli della Polizia di Stato

FANO – Atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Sono questi purtroppo i reati più diffusi quando si parla di violenza di genere. Una piaga sociale di cui non è naturalmente esente neanche la città di Fano. Al riguardo, proprio al fine di prevenire e reprimere questa deprecabile forma di violenza che quasi sempre si consuma nel silenzio delle mura domestiche, la polizia di Stato locale, sotto la titolarità della Procura della Repubblica di Pesaro, è intervenuta in 8 casi, tutti verificatisi presso la città della Fortuna.

Gli agenti hanno proceduto penalmente nei confronti di 5 uomini resisi responsabili in 2 casi dei reati di maltrattamenti verso familiari e in 3 di atti persecutori oltre a lesioni personali. Le 8 vittime, di cui 7 donne e un uomo, sono tutte residenti a Fano. In tutti i predetti episodi, le vittime, tra cui 7 italiane e 1 straniera, a seguito delle continue minacce e sopraffazioni psicologiche, fisiche e materiali a cui erano sottoposte, anche da diversi anni, dai loro conviventi o compagni o ex, si sono rivolte direttamente agli agenti del Commissariato di Fano, presso il quale è stata ha allestito una stanza dedicata per accogliere, fornire assistenza e raccogliere le segnalazioni delle vittime di tali delicate situazioni.

Tra i principali motivi alla base degli episodi di violenze vi è il rifiuto di accettare l’interruzione del rapporto sentimentale, spesso protrattisi per lungo tempo, e quasi sempre caratterizzato da frequenti soprusi e sopraffazioni. In diversi casi trattati dagli agenti del Commissariato fanese, gli stalkers reagivano alla separazione con un ulteriore inasprimento degli atteggiamenti prevaricatori, con atti di meticoloso controllo anche mediante appostamenti negli ambienti di lavoro o di frequentazione privata delle vittime, reiterate minacce, molestie telefoniche, percosse e ingiurie, tanto da causare nelle vittime gravi stati d’ansia e fondati timori per la propria incolumità e quella dei figli minori.

Nei casi più gravi, i poliziotti hanno applicato nei confronti di due stranieri le misure coercitive degli arresti domiciliari e dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai suoi figli minori.