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Cronaca

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Delitto di Osimo, nuovo sopralluogo nella casa di Ilaria e Tarik

Resta intanto in stato di fermo quale indiziato di delitto per omicidio volontario aggravato Tarik El Ghaddassi, il marito di Maiorano

Il nuovo sopralluogo nella casa del delitto a Osimo
Il nuovo sopralluogo nella casa del delitto a Osimo

OSIMO – Oggi pomeriggio (12 ottobre) c’è stato un nuovo sopralluogo dei carabinieri e del pm nella casa dove è stata trovata morta Ilaria Maiorano, 41 anni, al civico 146 di via Montefanese a Osimo. Ci sono diversi aspetti da appurare, gli inquirenti tra le varie cose devono capire se è stata massacrata di botte o se è stato usato un oggetto contundente. La donna è stata trovata con segni di percosse. Resta intanto in stato di fermo di indiziato di delitto per omicidio volontario aggravato Tarik El Ghaddassi, il marito di Maiorano. Lo ha reso noto il suo legale, l’avvocato Domenico Biasco, uscendo dalla caserma dei carabinieri di Osimo ieri sera (11 ottobre) al termine di un interrogatorio fiume alla presenza del pm Daniele Paci, interrotto più volte perché El Ghadassi si è sentito male. La sua versione dei fatti è confusa: ci sarebbero stati un litigio con la moglie per gelosia e una colluttazione, finita in tragedia.

Il caso a Ore 14

Il fratello di Ilaria Maiorano

Il caso oggi pomeriggio è rimbalzato sulla trasmissione Ore 14 su Rai 2. Il fratello di lei, Daniele Maiorano, afferma: «Noi familiari eravamo all’oscuro di tutto e non è vero che lei era protetta solo dai genitori di lui. Quella mattina mia mamma ha chiamato a casa e le ha risposto lui che le ha detto che Ilaria non stava tanto bene, poi le ha passato la nipote più grande. Lei ha detto che stava bene. Noi siamo stati gli ultimi a sapere cosa era successo. Chiediamo giustizia. Vogliamo fare i funerali con rito cattolico, ci opponiamo se vogliono fare quello musulmano. I carabinieri ci hanno detto solo che ha dei lividi addosso e che le devono fare l’autopsia. Non ci hanno specificato nemmeno nulla sulla dinamica dell’accaduto, solo che dovevano fare altri accertamenti. Non era forte di carattere, si è fatta plagiare da quella famiglia».

La famiglia era seguita dai Servizi sociali. L’assessore ai Sevizi sociali Paola Andreoni spiega: «Il nucleo El Ghaddassi-Maiorano è conosciuto da diversi anni dalla rete dei Servizi Socio sanitari del territorio e nella fattispecie dal Servizio Sociale del Comune di Osimo. Ciò ha garantito un idoneo monitoraggio da parte dei Servizi del nucleo familiare ed ha permesso l’attivazione di tempestivi interventi socio-assistenziali pubblici e privati di supporto alla famiglia. La coppia veniva sostenuta attraverso un percorso di sostegno alla genitorialità presso il Consultorio Familiare di Osimo. Il nucleo familiare è stato inoltre nel tempo aiutato con interventi anche di natura economica a sostegno di utenze e altro. Il Servizio Sociale comunale, nello svolgimento della funzione di tutela minori, ha attivato nel tempo sia interventi di natura domiciliare che educativi ai Servizi per l’infanzia ubicati nel territorio osimano».

Le figlie della coppia

Le figliolette della coppia intanto sarebbero state affidate a parenti dell’indagato, una famiglia con minori che conoscono già le bambine, con cui andrebbero proprio a scuola, per garantire la massima serenità delle piccole, per non separarle e non farle sentire spaesate.

La scuola

«Siamo sconvolti. Quando ho appreso quello che era accaduto mi sono subito preoccupata di sapere se le bambine erano al sicuro perché quella mattina non sono venute a scuola – dice Rosanna Catozzo, la preside dell’istituto comprensivo Fratelli Trillini di cui la scuola che frequentano, a Padiglione, fa parte -. La maggiore frequenta la terza classe della primaria, la più piccola l’ultimo anno dell’infanzia. Posso dire, secondo le informazioni in mio possesso al momento, che le due stanno bene, sono in buone condizioni insomma. Le maestre sono in lacrime, provate da quanto accaduto. Nessuno poteva immaginare quanto sarebbe successo. Non conoscevo personalmente la madre ma le maestre delle piccole sì. Era una persona molto discreta. Le piccole sono dolcissime. Speriamo che tornino presto a scuola». La presidente dell’istituto Campana Gilberta Giacchetti afferma: Profondo cordoglio, dolore e rabbia per il dramma che ha colpito la famiglia, la città di Osimo e la società tutta. Solo 41 anni per Ilaria spazzati via da tanta violenza. Quanto lavoro ancora da fare per le istituzioni tutte dai Comuni alle scuole per le associazione a carattere sociale e culturale, per diffondere la cultura della non violenza di genere. Per sensibilizzare al tema contro la violenza di genere (ricordiamo che il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulla donna) l’Istituto Campana aveva inserito uno spettacolo che andrà in scena al teatrino Campana domani 13 ottobre alle 21.15 dal titolo “Maquina de encarnar”, proprio un’opera originale che ha come oggetto la lotta della violenza di genere. Sicuramente non avremmo mai immaginato che il tema tristemente attuale della violenza di genere avrebbe coinvolto così drammaticamente la città di Osimo».

I funerali sono stati fissati per sabato alle 10 nella chiesa di San Marco a Osimo.