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Cronaca

Chiaravalle: rapina choc in gioielleria: «Ti strozzo se non mi dai tutto». Arrestato dai Carabinieri

Il malvivente, un 33enne affetto da disturbi psichici, ha minacciato il titolare di "Arte Oro" con un punteruolo

CHIARAVALLE – «Sono affiliato della mafia palermitana, ho già ucciso delle persone…», esordisce così l’uomo di 33 anni, originario di Palermo ma residente a Chiaravalle, affetto da disturbi psichici che oggi ha fatto irruzione all’interno della gioielleria “Arte Oro” di corso Matteotti 128 al centro di Chiaravalle. Una rapina a mano armata, culminata – grazie al sangue freddo del titolare Federico Raffaeli e al pronto intervento dei Carabinieri della Compagnia di Jesi – con l’arresto del malvivente e la restituzione della refurtiva al legittimo proprietario.

Nessuno è rimasto ferito, ma c’è stato pericolo. Oggi si è vissuto il terrore nella cittadina montessoriana. Erano le 13.50 quando quel giovane, noto da tutti per i suoi problemi psichici, entra nella gioielleria. Dapprima calmo, ha inscenato in un crescendo di nervosismo una storia sulla sua appartenenza alla mafia palermitana che lo avrebbe incaricato di rapinare la gioielleria e di ammazzare il titolare se avesse opposto resistenza. E mentre lo diceva ha estratto un’arma (un punteruolo a forma di lama bifilare) che ha puntato dritto contro Raffaeli.

Il bandito insieme al titolare della gioielleria Federico Raffaeli all’esterno del negozio


«Non lo vorrei mai usare su di te – ha detto con tono minaccioso – ma sappi che ti potrei uccidere… dammi tutti i soldi che hai». Raffaeli ha tuttavia mantenuto il sangue freddo. «Lo conoscevo, qui lo conoscono tutti – ci racconta la vittima – anzi, devo dire che mi dispiace enormemente per la sua famiglia, tutta brava gente, lavoratori. Purtroppo non sanno come fare con questo ragazzo affetto da gravi problemi, so che più volte hanno cercato l’aiuto delle istituzioni…». Al momento dell’irruzione nella centralissima gioielleria del corso di Chiaravalle, vi erano soltanto i titolari. Si stavano avvicinando dei clienti, ma non sono stati fatti entrare per loro tutela e per evitare che la situazione potesse degenerare. «Ho cercato di smorzare i toni, di mantenerlo calmo – spiega ancora Raffaeli – chiamandolo per nome gli ho detto che se aveva bisogno di soldi gli avrei fatto un bonifico, ma lui insisteva con fare sempre più minaccioso e mi ha chiesto tutto quello che avevo in tasca, allora ho estratto una banconota da 100 euro, che ha subito arraffato. Così ho provato a rabbonirlo, dicendo che conoscevo la sua famiglia e che se continuava così sarebbe stato peggio, l’ho invitato a uscire e andare a prendere un caffè insieme, più che altro per portarlo via dal negozio…ha voluto un anello in argento con il simbolo della Trinacria, ha preteso una collanina d’argento per la sua ragazza…».

Intanto veniva lanciato l’allarme al 112. Ma il bandito voleva di più. «Voglio un orologio!», ha intimato ancora puntando il coltello. Il titolare ha aperto la vetrina e gli ha consegnato l’orologio indicato, per assecondarlo temendo che fuori di sé potesse davvero usare l’arma. A quel punto, con un gesto repentino, il rapinatore ha afferrato la couvette contenente 15 orologi marca “DW” Daniel Wellington (valore 2.600 euro), ma Raffaeli ha opposto resistenza per impedire che li prendesse e per tutta risposta è stato afferrato per il collo. «Io ti strozzo se non mi dai tutto!», era completamente fuori controllo. Ha infilato gli orologi in una busta e insieme al titolare sono usciti dal negozio. A quel punto, i militari erano già stati allertati e per impedire che si pensasse a una rapina, il bandito ha chiesto uno scontrino da esibire ai Carabinieri se nel frattempo fossero arrivati, così da sostenere che li aveva pagati. All’arrivo dei militari, il bandito ha cercato di allontanarsi verso il bar Piccadilly senza fornire le sue generalità come richiesto dagli inquirenti. In un crescendo di tensione, il 33enne ha anche minacciato uno degli operanti, a quel punto è scattato l’arresto per rapina aggravata dall’uso di arma bianca. Il punteruolo è stato sequestrato. Secondo quanto ricostruito, sembra che il giovane prima della gioielleria “Arte Oro” avesse minacciato con il punteruolo e rapinato due anziane facendosi consegnare loro del denaro e avesse consumato una rapina in un bar della città, con le stesse modalità. Sul posto, oltre alle pattuglie del Norm della Compagnia Carabinieri di Jesi e della Stazione di Chiaravalle è anche intervenuta un’ambulanza. Il giovane, in stato di arresto, è stato portato in ospedale dove è stato sedato.

Il rapinatore portato all’esterno della gioielleria dal titolare Federico Raffaeli