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Cronaca

«Quel carabiniere mi ha presa a schiaffi e pugni». Ballerina di un night di Corridonia condannata per calunnia

La donna, oggi 29enne, è stata condannata a un anno e quattro mesi. Il fatto risale al 2014 quando aggredì un militare tentando di colpirlo con una bottiglia di birra

MACERATA – Fuori dal night aveva litigato con delle colleghe, poi aveva aggredito un carabiniere. Arrestata, in tribunale aveva negato l’aggressione e anzi, aveva rincarato dicendo di essere stata presa a schiaffi e a pugni dal militare. Una figurante di sala di 29 anni è stata condannata oggi per calunnia a un anno e quattro mesi di reclusione.

Il fatto risale a marzo del 2014. La donna, all’epoca 23enne, lavorava come figurante di sala in un night club, alle 5 del mattino dopo il lavoro si era ritrovata con delle amiche in un bar poco distante a Corridonia. Erano in una saletta interna e a un certo punto, tra le giovani era scoppiata una lite. Il titolare, non riuscendo a calmarle, aveva chiamato i carabinieri. Sul posto era intervenuta una pattuglia del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Macerata, ma la giovane invece di tranquillizzarsi aveva aggredito i carabinieri, prima con insulti e minacce, poi aveva afferrato una bottiglia di birra, piena ma senza tappo, con la quale avrebbe cercato di colpire uno dei due militari. Dalla bottiglia era fuoriuscita della birra che aveva reso il pavimento scivoloso e uno dei carabinieri era finito a terra riportando lesioni a una mano e a una spalla (e riportando una prognosi di cinque giorni).

Per la 23enne era scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e la mattina stessa era stata condotta in tribunale per il processo per direttissima. Nel corso dell’udienza la figurante di sala aveva negato di aver aggredito i militari e al giudice Giovanni Maria Manzoni riferì di essere stata presa a schiaffi e pugni da un carabiniere (lo stesso che si era fatto male durante l’intervento) durante le operazioni di arresto. Con l’avvocato Mauro Chiariotti per la resistenza patteggiò tre mesi di reclusione, ma il giudice dispose la trasmissione degli atti in procura per accertamenti sulle dichiarazioni accusatorie rese dalla giovane. Ne seguì un’indagine che accertò il corretto operato del militare e che portò alla contestazione del reato di calunnia nei confronti della figurante di sala.

Oggi la discussione davanti al giudice Francesca Preziosi e al pubblico ministero Francesca D’Arienzo. Il giudice ha condannato la donna, che oggi ha 29 anni, a un anno e quattro mesi di reclusione. Il pm aveva chiesto due anni.