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Cronaca

Ascoli, violento scontro in carcere tra detenuti. Protesta il sindacato degli agenti

Un recluso con problemi psichiatrici avrebbe aggredito un altro detenuto mandandolo al Pronto soccorso dell'ospedale. Il Sappe chiede la chiusura del Reparto di Salute mentale perché non a norma

polizia penitenziaria

ASCOLI PICENO – Un altro episodio di violenza nel carcere di Ascoli. Un detenuto marocchino, sembra con problemi psichiatrici, ha aggredito un altro detenuto colpendo al volto e alla testa. Il fatto sarebbe accaduto mentre i due stavano uscendo dalle loro celle per andare nella zona aperta dell’istituto. A riferire l’episodio è il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria.

Secondo il sindacato la vittima dell’aggressione, per le ferite riportate nello scontro è dovuto alle ricorrere alle cure del Pronto soccorso dell’ospedale. Solo l‘intervento degli agenti del carcere ha evitato che la vicenda avesse un esito drammatico.

Il marocchino, ristretto nel reparto di salute mentale dell’istituto di Marino del Tronto, secondo il Sappe già il 22 gennaio scorso aveva manifestato sintomi di forte aggressività, rivolgendosi contro un agente penitenziario per fortuna senza conseguenze.

«Il problema dei detenuti psichiatrici da gestire all’interno delle strutture penitenziarie ha assunto problematiche ormai drammatiche – sostiene il sindacato autonomo di categoria – e lo sono ancor più in istituti come quello di Ascoli Piceno, totalmente inadatti a detenere persone con queste caratteristiche, perché privi di assistenza medica terapeutica di locali idonei, come i passeggi e l’infermeria che creano inevitabile contatti con la restante popolazione detenuta».

Da qui la richiesta del Seppe di chiusura del reparto di Salute mentale, fino alla sua messa a norma. E questo per la sicurezza sia dei detenuti che di tutto il personale che lavora nella struttura.

Il supercarcere di Marino del Tronto è un penitenziario dove sono ospitati reclusi per reati comuni ma anche personaggi noti della malavita o della criminalità organizzata, tra cui nel passato Raffaele Cutolo e Totò Riina. Per questo è dotato anche di un reparto di massima sicurezza dove le regole sono più stringenti e ferree rispetto alle altre zone dell’istituto.

E sembra che proprio in questo reparto, negli ultimi giorni qualcuno abbia tentato di fare entrare un telefonino nascondendolo in un pacco di farina spedito dall’esterno. Ma il maldestro e forse anche ingenuo tentativo, visti i metaldetector e i vari controlli di sicurezza che ci sono nel carcere, non è riuscito.