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Cronaca

Appignano, con promesse d’amore gli spilla 11mila euro: condannata per circonvenzione

La vittima è un giovane, all'epoca dei fatti 37enne, affetto da problemi psichici. Un anno e quattro mesi di reclusione per la 30enne piemontese. Assolto il coimputato

MACERATA – All’epoca lei aveva 23 anni, lui 37. Lei gli aveva sussurrato promesse d’amore e lui, che non sapeva distinguere il vero dal falso, la sincerità dalla menzogna, aveva creduto in quelle parole. Pur di averla con sé si era detto pronto a tutto e in otto mesi le aveva versato 11mila euro. Questa mattina lei, che oggi ha 30 anni, è stata condannata per circonvenzione di incapace a un anno e quattro mesi di reclusione, pena sospesa. Il coimputato, un 31enne, è stato invece assolto.

La vicenda è stata rievocata questa mattina in aula, in tribunale a Macerata nel corso della discussione del processo. Il pubblico ministero Stefano Lanari nel corso della requisitoria ha ripercorso tutti i fatti chiedendo al giudice Federico Simonelli che entrambi gli imputati venissero condannati. La vittima, un uomo di Appignano che oggi ha 44 anni, è affetto da oligofrenia, una sindrome che comporta uno sviluppo mentale inferiore alla norma e che quindi lo rende facilmente raggirabile ed è questo che per il pm sarebbe accaduto sette anni fa.

L’avvocato Vanni Vecchioli

L’uomo a dicembre del 2013 aveva conosciuto una giovane che non era del posto, E.G., 23enne piemontese, che gli aveva promesso di instaurare con lui una relazione sentimentale. Poi però, di volta in volta con scuse diverse lei lo avrebbe indotto a donarle dei soldi e alla fine tra versamenti sulla Poste pay e ricariche telefoniche, il 37enne aveva scucito in otto mesi (fino ad agosto del 2014) circa 11mila euro. Alcuni versamenti erano stati fatti anche su una Poste pay intestata a un giovane V.C.F., oggi 31enne, originario di Torino e per questo motivo anche lui è finito sotto processo per circonvenzione di incapace. Per entrambi il pubblico ministero ha concluso chiedendo la condanna ma il giudice ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di V.C.F., mentre ha condannato a un anno e quattro mesi la giovane. La donna era difesa dall’avvocato Vanni Vecchioli, mentre la vittima era parte civile con l’avvocato Pierfrancesco Tasso.