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Cronaca

Ancona: messaggi minatori e foto alla ex moglie, 40enne ai domiciliari con braccialetto elettronico

L'uomo, un 40enne italiano, si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e divieto di comunicare con la ex

La Questura di Ancona
La Questura di Ancona

ANCONA – Tempestava la ex moglie, già separata da lui, con messaggi whatsapp minatori, foto e un pressing psicologico tale da indurle uno stato di ansia e paura, tanto che la donna aveva iniziato a temere per la propria vita. Aveva così cambiato le sue abitudini, gli orari, i luoghi frequentati. E ieri, il personale della Polizia di Stato, nel tardo pomeriggio, ha eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti del “molestatore”, l’ex marito della vittima. Si tratta di un uomo di 40 anni, italiano, responsabile del reato di atti persecutori aggravati, in quanto con sue condotte reiterate, molestava la coniuge separata, inviandole via whatsapp numerosi messaggi, alcuni dei quali anche dal contenuto minatorio, con allegate fotografie varie. Le condotte poste in essere dall’uomo avevano determinato uno stato di ansia e paura nella vittima. L’indagato nel recente passato era già stato destinatario della misura cautelare meno afflittiva del divieto di avvicinamento alla ex moglie, ed era stato condannato per il medesimo reato con sentenza emessa lo scorso ottobre.
All’esito dell’attività investigativa, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona ha avanzato richiesta di applicazione di una idonea misura cautelare nei confronti dell’uomo recidivo, disposta ieri con ordinanza del Gip presso il Tribunale di Ancona. Il personale della Squadra Mobile, dopo aver rintracciato l’indagato nella propria abitazione, gli ha notificato il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari, con installazione del braccialetto elettronico e il divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo con la parte offesa. «La violenza di genere costituisce un crimine odioso, che trova il suo humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto – dice il Questore di Ancona Cesare Capocasa – la Polizia di Stato e le altre componenti sul territorio devono “fare rete” ed accompagnare la vittima nel percorso, che la stessa affronta dopo la denuncia. Quando una donna viene maltrattata è una sconfitta per l’intera società civile e quindi tutti, consapevolmente, dobbiamo fare di più per restituire dignità e sicurezza alle donne».