Tonya, Margot Robbie tra acrobazie su ghiaccio e scandalo

Una commedia nera che è il ritratto tragico e al tempo stesso ironico di una donna forte e di una società bisognosa di creare miti per poi distruggerli

Tonya
Margot Robbie nel film "Tonya" (Foto: Lucky Red)

La scritta che appare all’inizio di Tonya, dal 29 marzo al cinema con Lucky Red, spiega in modo sintetico ed efficace com’è costruito il film che racconta la storia di successi, delusioni e scandalo della pattinatrice sul ghiaccio Tonya Harding: “Tratto da interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia con Tonya Harding e Jeff Gillooly”. Il film diretto dall’australiano Craig Gillespie (già regista di Lars e una ragazza tutta sua) non adotta una narrazione convenzionale. La sceneggiatura, che si sviluppa come una commedia nera, è stata realizzata tutta intorno a due interviste straordinarie e contrastanti, fatte dallo stesso sceneggiatore Steven Rogers a Tonya e a suo marito Jeff.

Tonya Harding è stata una pattinatrice sul ghiaccio nota per il suo temperamento focoso. Tra fine anni ’80 e inizi anni ’90 ha dato spettacolo sul ghiaccio, prima pattinatrice americana a eseguire un triplo axel, ma si è anche macchiata di un torbido fattaccio di antisportività criminale: il 6 gennaio 1994 la pattinatrice connazionale Nancy Kerrigan fu aggredita, colpita al ginocchio destro con una sbarra, dopo una sessione di allenamento ai Campionati nazionali, e fu costretta a ritirarsi momentaneamente, con il titolo nazionale andato alla Harding. Dietro questa aggressione c’erano il marito di Tonya, Jeff Gillooly, e il suo amico Shane Stant.

La vita turbolenta di Tonya viene portata al cinema con il volto di Margot Robbie, attrice che è anche produttrice del film. Determinata ed efficace la sua prova attoriale, non a caso ha ricevuto una nomination all’Oscar. A invece l’Oscar, invece, è stata la sua collega Allison Janney – migliore attrice non protagonista –  che interpreta con cinismo LaVona Harding, l’anaffettiva e durissima mamma di Tonya. Il film è il ritratto tragico e al tempo stesso ironico di una donna forte e di una società bisognosa di creare miti per poi distruggerli.

È abbastanza immersivo godere delle piroette tutte muscoli ed esplosività della Tonya Harding del grande schermo: il suo stile ruvido e muscolare, poco aggraziato, non convinceva le giurie, ma è invece un’infusione di energia genuina, che va oltre le mossette affettate delle artiste del ghiaccio. La seconda parte del film concede parecchie sacche di stanchezza: la struttura narrativa a mo’ di interviste dà brio, all’inizio, ma poi viene un po’ a noia, complice anche la durata un po’ eccessiva del film (2 ore).

Tonya Harding oggi ha 47 anni. Ha visto il film e ne è rimasta colpita positivamente. «Quando abbiamo invitato Tonya alla proiezione privata non sapevamo come l’avrebbe presa: dev’essere molto strano vedere una versione della tua vita rappresentata sul grande schermo – ha raccontato lo sceneggiatore -. Quando alla fine l’abbiamo vista entusiasta, siamo stati felicissimi! Guardando il film si è commossa fino alle lacrime, ma si è anche divertita a vedere i suoi numeri acrobatici riprodotti in modo così meticoloso. Ha apprezzato soprattutto le interpretazioni degli attori, e ci ha detto che Margot è riuscita perfettamente a cogliere quello che stava passando in quel momento della sua vita. Ha perfino riso alle battute!».

Ecco il trailer del film Tonya: