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Benessere

Troppe diete fallite, Bordoni: «Non perdete la speranza e allenate la mente»

Il biologo invita alla consapevolezza: alimentare lo spirito per guarire il corpo. Ecco i suoi consigli

cibo mela

Innumerevoli diete fallite, la fine dell’estate che presenta il conto e il morale, inevitabilmente, è a terra. La frustrazione, la rabbia giocano un ruolo importate nella maggior parte dei disturbi del comportamento alimentare. Tra cibo ed emozioni c’è un legame stretto: quante volte presi dalla noia, dalla solitudine, dall’ansia o dallo stress, ci sarà capitato di mettere qualcosa sotto ai denti? Poco male se il pasto dettato dalle emozioni rientra in una dieta equilibrata; problemi più importanti si possono verificare se esso è l’ennesimo carico di calorie per chi ha abitudini alimentari scorrette e magari non fa attività fisica.

Gabriele Bordoni
Il biologo nutrizionista Gabriele Bordoni

«Il rapporto tra cibo ed emozioni è troppo spesso sottovalutato ma guai a perdere le speranze. Il legame tra cibo ed emozioni è un argomento che sento molto e che mi trova molto impegnato in questo periodo – spiega il biologo nutrizionista Gabriele Bordoni – Dopo l’estate infatti, proporrò una serie di incontri di gruppo per fornire degli strumenti utili per una maggiore consapevolezza alimentare e “riaccendere” il fuoco del cambiamento per tutte quelle persone che hanno perso la speranza dopo tante diete fallite».

Il cibo per molti è una via di fuga, una consolazione..
«La scienza ci fornisce sempre più dettagli sull’attivazione epigenetica del nostro genoma ma il problema di molti è che quando si è tristi si mangia, quando si è arrabbiati si mangia, quando ci si sente soli si mangia. Vede come le sue problematiche siano distanti dalle frontiere “scientifiche”? I dati statistici ci dicono che il numero di pensieri che le persone hanno in un giorno riguardo al cibo possono arrivare fino a duecento». Imparare a conoscersi, a gestire le emozioni e non andare di corsa verso il frigorifero, è un allenamento importante, fondamentale, per il nostro benessere psicofisico.

In questo senso, quindi il problema non è il cibo ma il rapporto con lo stesso?
«Esatto. Credo molto nell’importanza di educare al “come” mangiare, non soltanto al “cosa” mangiare. La mente è uno strumento potente e, se lasciata a se stessa, è schiava tanto delle emozioni quanto delle abitudini. Nel suo illuminante e toccante libro “Ho mangiato Abbastanza”, che ovviamente ne consiglio la lettura, Giorgio Serafini Prosperi afferma che il mangiare in maniera compulsiva (non consapevole) sia una malattia emotiva che ha dei sintomi fisici e che si cura attraverso un programma spirituale. Questa affermazione non può che trovarmi pienamente in accordo ed è su tale direzione che mi sto impegnando».