Centro Pagina - cronaca e attualità

Benessere

Figli, genitori e il ruolo delle emozioni nel viaggio della crescita

Diventare grandi significa imparare a muoversi e a parlare, immagazzinare ogni giorno informazioni e usarle ogni volta che servono. Un primo piano su questo tema con la mental coach adolescenziale Roberta Cesaroni

Da Pixabay-Greyerbaby

Crescere è davvero un’attività molto complessa e farlo richiede ai nostri figli un impegno su diversi fronti. Crescere infatti comporta imparare a muoversi e a parlare, immagazzinare ogni giorno moltissime informazioni e usarle ogni volta che servono. E comporta anche imparare a convivere con un aspetto molto affascinante e delicato dell’essere umano le emozioni.
Le emozioni sono vita per ognuno di noi e, come per tutti gli altri aspetti della crescita, il sostegno e il contributo dei genitori sono essenziali per aiutare bambini e ragazzi a gestire serenamente le proprie emozioni.

Roberta Cesaroni Mental Coach – Coach Adolescenziale

Perché è così importante parlare di emozioni per vivere una vita serena?
Perché i bambini che imparano a vivere e manifestare in modo costruttivo i propri sentimenti sono bambini più sereni e, in generale, con un livello di autostima più elevato rispetto a chi dimostra poca confidenza con gli stati d’animo. Inoltre, conoscere il mondo emotivo permette di interpretare meglio i comportamenti degli altri e di rapportarsi in modo più utile con ciò che accade nella vita. Questi benefici sono molto importanti e quindi come genitori dobbiamo offrirli ai nostri figli, insegnando loro il modo per capire e gestire le emozioni in modo utile.

Una breve analisi di cosa sono le emozioni.

Le emozioni hanno tre caratteristiche principali:

  1. sono condizioni soggettive di cui facciamo esperienza;
  2. sono qualcosa di intimo e privato, che riguarda la nostra vita interiore;
  3. sono transitorie, perché hanno un inizio, uno sviluppo e una fine.

Dal punto di vista dell’evoluzione dell’uomo, le emozioni sembrano avere un ruolo molto chiaro: servono a farci reagire di fronte a determinate situazioni. Uno dei problemi principali che le persone hanno con le emozioni è che tendono a considerarle come “stati permanenti”. Così accade che ne subiscano gli effetti anche per periodi piuttosto lunghi, avendo difficoltà a dormire la notte, sentendosi distratti sul lavoro o essendo assenti nei rapporti con gli altri.


Possono inoltre vedere le cose da un punto di vista un po’ offuscato, filtrando la realtà attraverso quello che stanno provando in quel momento. E spesso accade che, di fronte a queste emozioni, siano portati a credere che sarà così per sempre. In altre parole spesso ci dimentichiamo (o ancora non ci è chiaro) cosa sono effettivamente le emozioni.

Ecco quello che dobbiamo insegnare ai nostri figli, dopo averlo compreso noi per primi. Ogni emozione è un segnale importante che ci offre un suggerimento su come agire. Quindi, ascoltare le emozioni è sicuramente importante ed è ancora più importante evitare di farcene travolgere. Le emozioni vanno considerate come dei segnali.

LEGGI ANCHE: Le “parole” per crescere tuo figlio. Ecco 7 atteggiamenti da seguire per la sua autostima

Ora che abbiamo capito meglio cosa sono le emozioni, vediamo come trattare quelle dei nostri figli.

  1. Il rispetto
  2. Il sostegno
  3. L’incoraggiamento
  4. La rassicurazione
  5. La comunicazione
  6. La consapevolezza

Ci accorgeremo che, nel viaggio di crescita dei nostri figli, c’è un continuo rinnovare anche la nostra crescita di persone adulte.
Un lavoro interiore molto complesso e al tempo stesso molto stimolante che ci porta a confrontarci con la nostra storia personale.
Uno dei più famosi esperti di intelligenza emotiva è sicuramente Daniel Goleman, psicologo statunitense, il quale sostiene che riconoscere le proprie emozioni, saperle gestire e provare empatia sono le abilità che influenzano di più la vita dell’uomo e le sue probabilità di successo e di felicità.

Da Pixabay-LisaLiza

Nella fase della crescita dei bambini possiamo fornire loro gli strumenti più preziosi per riconoscere e affrontare le loro emozioni. Non sempre però siamo in grado di farlo nel modo più corretto. In merito ci può essere utile una mappatura fatta da uno psicologo dello sviluppo, John Gottman, il quale ha descritto quattro tipologie di genitori, distinguendole in base al tipo di relazione che instaurano con le emozioni dei loro figli.
– La prima categoria è quella dei genitori noncuranti.
– La seconda categoria è quella dei genitori censori.
– La terza categoria è quella dei genitori lassisti.
– La quarta categoria è quella dei genitori allenatori emotivi.

Roberta Cesaroni
(cell. 345.1408208)
Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni Life Mental Coach – Coach Adolescenziale Spa&Wellness Coach Manager