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Benessere

Perchè il caldo ci dà alla testa

Le alte temperature rendono meno efficienti le funzioni cognitive superiori, favoriscono i comportamenti aggressivi e peggiorano i disturbi d'ansia. Il nostro approfondimento

«Quanta gente maleducata e nervosa c’è in giro in questi giorni…sarà il caldo che dà alla testa!». È una battuta che sento spesso ultimamente. È detta in tono ironico, ma in realtà corrisponde a ciò che è comprovato anche dagli studi scientifici: le alte temperature hanno un effetto negativo sul nostro funzionamento cognitivo e anche sul nostro comportamento, rendendoci più aggressivi.

Il caldo, in particolare quello umido, ci influenza negativamente per diversi motivi, diretti e indiretti. Quando fa molto caldo, il corpo deve spendere una gran quantità di energia (sotto forma di glucosio) per mantenere la temperatura interna in un intervallo accettabile e salutare, sottraendo così carburante al cervello e rendendo meno efficienti le funzioni cognitive: siamo meno capaci di riflettere, di collegare le idee, di mantenere la concentrazione, di prendere decisioni, di orientarci nello spazio. I riflessi sono rallentati a tal punto, che si ritiene che guidare in un’automobile in cui la temperatura superi i 35 gradi equivalga a guidare in stato di ebrezza.

Gli improvvisi sbalzi di temperatura nel passaggio dal caldo esterno al freddo dell’aria condizionata e viceversa influenzano la produzione di ormoni provocando irrequietezza, nervosismo, difficoltà del sonno e sintomi ansiosi.

Si è osservato che nei mesi più caldi si registra un picco nella frequenza di omicidi, violenze domestiche, stupri e abuso di sostanze. Una possibile spiegazione è nel fatto che il caldo eccessivo stimola la produzione di adrenalina e testosterone da parte dell’organismo, che tenta in questo modo di regolare la propria temperatura. Tuttavia, queste sostanze favoriscono l’aggressività, l’irritabilità, la propensione ai comportamenti violenti e all’uso di sostanze, allentando i freni inibitori e aumentando l’impulsività.

Il caldo incide sul nostro benessere psicofisico anche indirettamente, provocando stress attraverso la perdita del sonno, l’alterazione dei ritmi biologici, la digestione più faticosa, la spossatezza. Ci sentiamo stanchi, rallentati, meno motivati.

Chi soffre d’ansia può andare incontro, con il caldo intenso, ad un’esacerbazione dei sintomi. Le alte temperature, infatti, provocano tachicardia e sudorazione, sintomi simili a quelli dell’ansia, che vanno ad aggiungersi o sovrapporsi al malessere già sperimentato dai soggetti ansiosi. Inoltre, il calo della pressione associato al caldo procura di per sé un senso di agitazione psichica e di confusione mentale.

Chi soffre di attacchi di panico in genere tende ad attribuire un significato patologico a sensazioni corporee che possono essere di per sé fisiologiche, innocue e casuali; è l’interpretazione catastrofica di queste sensazioni come qualcosa di minaccioso e pericoloso che attiva un’escalation di ansia fino all’attacco di panico. Il caldo purtroppo offre molteplici stimoli da cui può innescarsi un attacco di panico. Infatti le sensazioni di spossatezza, di affanno o i giramenti di testa comunemente associati a un caldo intenso, possono scatenare nelle persone che soffrono di ansia e attacchi di panico la convinzione che stia avvenendo qualcosa di grave. Le sensazioni provocate dal caldo vengono caricate eccessivamente di un significato patologico e possono portare così all’attacco di panico.

Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta
Piane di Camerata Picena (AN)
Montecosaro Scalo (MC)
Tel. 339.5428950