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Covid e inconscio, ecco perché sogniamo di più

Con la pandemia è cambiata anche la nostra vita onirica: fasi Rem più numerose e più durature rendono i sogni più vividi. La psicoterapeuta Lucia Montesi svela le immagini più ricorrenti e spiega i motivi che si celano dietro questa attività

Foto di Claudio_Scott da Pixabay

Incubi come essere contagiati, non riuscire a respirare, perdere un proprio caro, ma anche sogni piacevoli e nostalgici come stare in mezzo alla folla di un concerto o abbracciare altre persone senza dover mettere la mascherina. Molti hanno notato che dall’inizio della pandemia stanno facendo sogni strani e più vividi o angoscianti del solito. Sono stati avviati anche diversi studi tuttora in corso sui sogni in epoca Covid e tutti concordano su un’ osservazione: il virus ha comportato un aumento dei sogni ricordati (più 35%), dei sogni con contenuto negativo (più 15%) e, soprattutto, ha reso i sogni più intensi, dettagliati e vividi.

Per spiegare questi effetti, sono state avanzate diverse ipotesi. Una possibile spiegazione chiama in causa l’aumento del tempo di sonno nel periodo del lockdown. Senza gli abituali impegni quotidiani, senza la sveglia puntata per andare in fretta al lavoro, molte persone hanno dormito più del solito, con un aumento del sonno mattutino. I sogni avvengono soprattutto nella fase REM del ciclo del sonno (ciclo che si ripete più volte durante la notte), e la fase REM diventa progressivamente più lunga ad ogni ripetizione. Dormendo di più, si hanno più fasi REM, di maggiore durata, aumentando così la probabilità di fare sogni e di ricordarli. Anche il fatto di svegliarsi in modo più graduale e non brusco come avviene con la sveglia favorisce il ricordo del sogno, della sua sequenza e dei dettagli.

D’altra parte, molte persone durante il lockdown non hanno affatto dormito più del solito, anzi, hanno riscontrato disturbi del sonno, con insonnia e frequenti risvegli, che in molti casi perdurano tuttora anche una volta terminata la quarantena. Questo dato sembra contraddire l’ipotesi precedente, ma in realtà potrebbe restare ugualmente valida, poiché in questo caso sarebbero i frequenti risvegli ad aumentare la probabilità di ricordare i sogni, soprattutto se il risveglio avviene mentre ci troviamo nella fase REM.

Un’altra ipotesi chiama in causa lo stress, le emozioni negative, le angosce che abbiamo vissuto nel lockdown e continuiamo a vivere, una condizione di malessere che, da un lato, come già detto può provocare frequenti risvegli aumentando la possibilità di ricordare i sogni, dall’altro si riversa direttamente nei sogni. È noto infatti che i nostri sogni tendono a rispecchiare ciò che viviamo durante la veglia; se viviamo in una condizione di caos sia fisico che emotivo, questa si riversa nel sogno che diventa a sua volta più intenso e vivido e con contenuti maggiormente negativi e disturbanti.

Lucia Montesi
La psicoterapeuta Lucia Montesi

Alterazioni del sonno e sogni spiacevoli sono del resto sintomi tipici dei disturbi post traumatici, ovvero quei disturbi che sono correlati ad eventi altamente stressanti. La pandemia ha fatto registrare un significativo incremento di diagnosi di disturbo post-traumatico di stress, con un prevedibile aumento anche di sogni angosciosi e incubi, in particolare dei sogni in cui viene rivissuto l’evento stressante.

Che funzione hanno i sogni, e in particolare i sogni che facciamo in questo peculiare momento storico? Esistono diverse ipotesi sulla funzione dei sogni. Una teoria sostiene che servano a prepararci ad affrontare un problema: ci aiutano ad elaborare una realtà rendendola accettabile, trasformando angosce indefinite in pensieri, preparandoci al pericolo, offrendoci a volte possibili soluzioni. Possono mettere in scena il pericolo che temiamo o ciò che invece desideriamo e che vorremmo recuperare. Sembra anche che i sogni ci servano a sfogare le angosce, infatti durante il sogno l’area cerebrale legata alle emozioni risulta più attiva del 30% rispetto alla veglia, mentre quella deputata al pensiero razionale è ipoattiva. Nei sogni trasportiamo le esperienze recenti con una connotazione emotiva negativa e il sogno potrebbe aiutare a sciogliere la carica emotiva.

I temi più frequenti nei sogni dell’epoca Covid rispecchiano la paura di contrarre il virus, le frustrazioni per il distanziamento sociale, i timori relativi a dimenticanza e inosservanza delle norme. A volte il legame con la realtà è palese: sogni in cui temiamo di essere malati o morire, in cui scopriamo di avere qualche sintomo, o in cui ci accorgiamo di aver dimenticato la mascherina. I sogni, tuttavia, presentano spesso degli elementi che non sono immediatamente identificabili e che hanno piuttosto un significato simbolico e possono rimandare ad altro. Poiché il virus è invisibile, può presentarsi nel sogno in forma metaforica e prendere le sembianze di insetti, disastri naturali, mostri, sparatorie. Molti durante il lockdown hanno sognato la scuola, come simbolo di un luogo in cui si è obbligati a stare rispettando delle regole e soggetti a varie limitazioni, metafora della situazione con cui stiamo cercando di convivere.

Dott.ssa Lucia Montesi Psicologa Psicoterapeuta
Piane di Camerata Picena (AN)
Montecosaro Scalo (MC)
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