Come favorire il sonno del bambino

Rituali, regolarità, un atteggiamento fermo e sereno dei genitori: gli accorgimenti utili per favorire il sonno dei piccoli

Foto di repertorio

Il momento di andare a dormire diventa, per alcune famiglie, un braccio di ferro che si ripete sistematicamente ogni sera: il bambino vuole ancora giocare o guardare la tv anche se è tardi, oppure cerca di infilarsi nel lettone dei genitori e non vuole andare nel suo letto, o ancora fa fatica ad addormentarsi da solo, piange e richiama la presenza dei genitori.

Cedere al sonno suscita timore: addormentarsi significa staccarsi dalla mamma e dal papà, dalle cose familiari, per entrare in un mondo buio e sconosciuto. Il bimbo può temere allora di restare solo, di perdere il controllo, di essere abbandonato. Anche gli incubi sono frequenti in età infantile e riflettono i sentimenti che il bambino sperimenta nella vita quotidiana: gelosia, rivalità, i primi insuccessi e le prime paure. Il bambino piccolo fa anche fatica a distinguere fantasia e realtà, perciò vive come reali gli eventi paurosi del sogno o i mostri che immagina nascosti nel buio.

La psicoterapeuta Lucia Montesi

Cosa possono fare i genitori per agevolare il momento dell’addormentamento? Alcuni accorgimenti possono rendere più sereno questo passaggio dalla veglia al mondo della notte, rendendolo più prevedibile grazie a una regolarità e a rituali tranquillizzanti:

  •  L’ orario della nanna deve essere stabilito chiaramente da entrambi i genitori e dovrebbe essere mantenuto il più possibile costante. Possono esserci delle eccezioni in occasioni speciali, come durante l’estate, oppure in caso di eventi particolari, ma sempre spiegando al bambino il motivo dell’eccezione, perché comprenda che non è casuale.
  • Se il bambino fa i capricci per non andare a dormire, occorre restare calmi e non cedere, mantenersi fermi, sicuri e tranquilli, dando così un contenimento al bambino e alle sue emozioni.
  • Ogni bambino, così come accade agli adulti, ha un proprio rituale prima di andare a dormire. Potrebbe trattarsi di fare il bagno, indossare il pigiama e poi leggere qualche pagina di un libro, oppure di fare un gioco tranquillo, raccontarsi la giornata trascorsa e bere una tazza di latte. Al di là dei singoli gesti, peculiari per ciascuno, è la sequenza sempre uguale che è rassicurante, perché si ripete ogni sera in modo prevedibile dando al bambino una sensazione di sicurezza e controllo. Più il rituale è frutto delle scelte del bimbo, piuttosto che dei suggerimenti del genitore, più risulta efficace.
  • I giochi di movimento, i programmi televisivi eccitanti, cellulari e tablet offrono una stimolazione eccessiva che non facilita il sonno e andrebbero evitati nell’ultima parte della serata.
  • Se il bambino ha paura del buio, si può lasciare accesa una piccola luce. Altri modi per rassicurarlo possono essere la musica di un carillon o la presenza del suo giocattolo preferito. Se ha paura dei mostri, rassicurarlo che non esistono nella realtà in modo concreto, perlustrando insieme a lui  la stanza. Occorre resistere alla tentazione di portare il bimbo nel letto dei genitori e aiutarlo con costanza, pazienza e fermezza a tranquillizzarsi nel proprio lettino. Se è il piccolo a spostarsi nel lettone, occorre riportarlo con dolcezza e fermezza nel suo letto, rassicurandolo ogni volta e trasmettendogli serenità e fiducia.
  • Se si sveglia spaventato per un incubo, un abbraccio è la migliore rassicurazione. Si può restare per un po’ a consolarlo ma poi è importante che lo si lasci riaddormentare nel suo letto, senza portarlo con sé nel lettone. Il giorno seguente, gli si può chiedere di raccontare cosa ha sognato; si può creare insieme un gioco o fare un disegno sul contenuto dell’incubo: questo significa dare un volto concreto alla paura vaga e angosciosa dell’incubo, per renderla più controllabile e quindi meno minacciosa. Esprimere la paura mettendola in parole o trasformandola in un disegno è una strategia per affrontarla e superarla.
  • Il momento del risveglio è importante quanto quello dell’addormentamento e va curato rendendolo piacevole e rispettando per quanto possibile, e compatibilmente con gli impegni dei genitori, il ritmo naturale del bambino e i suoi tempi. Dare al bambino il tempo di vestirsi da solo è utile allo sviluppo della sua autonomia e delle sue capacità, mentre mangiare insieme con calma è un’occasione di intimità per cominciare in modo  gradevole la giornata.

Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta
Piane di Camerata Picena (AN)
Montecosaro Scalo (MC)
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Tel. 339.5428950