Le 12 barriere della comunicazione

Ci sono frasi e comportamenti che usiamo quotidianamente e che ostacolano la comunicazione e l'ascolto. Lo psicologo Thomas Gordon ne ha individuate 12. Ecco quali sono

Foto d'archivio

Le barriere della comunicazione, concetto elaborato dallo psicologo americano Thomas Gordon, sono frasi e comportamenti che utilizziamo abitualmente e che ostacolano la comunicazione, rallentandola o bloccandola e provocando nell’altro chiusura o allontanamento.

Tutti le usiamo, a volte sono anzi utili e necessarie, ma spesso le utilizziamo inconsapevolmente anche quando non servono, o anzi, sono controproducenti. Diventano un limite soprattutto quando ascoltiamo qualcuno che ci parla di un suo problema, perché interferiscono con la sua libera espressione, trasmettono giudizi, critiche, o lasciano all’altro la sensazione di non essere ascoltato e compreso.

La psicoterapeuta Lucia Montesi

Vediamo in dettaglio le 12 barriere formulate da Gordon:

  • Ordinare, comandare: quando usiamo frasi che iniziano con “Tu devi…”, “Bisogna che tu…”, o ordiniamo “Fai così!”, imponiamo qualcosa all’altro facendolo sentire inadeguato e stimolando una reazione di rabbia e di ribellione.
  • Minacciare, mettere in guardia: simile alla precedente, ma sottolinea le conseguenze negative di un comportamento (“Se non farai così…”, “Guarda che se continui così…”). Il comportamento voluto viene ottenuto incutendo paura. Più spesso, il risultato è di ostilità e ribellione.
  • Rimproverare, fare la morale: espressioni come “Per il tuo bene dovresti…”, “Non ci si comporta così!”, provocano senso di colpa, chiusura, ribellione e fanno sentire manipolati.
  • Dare consigli e soluzioni: “Io al posto tuo…”, “Perché non fai così…?”, trasmettono sfiducia nella capacità dell’altro di trovare da solo una soluzione, bloccano la comunicazione, danno la sensazione che si ha fretta di concludere il discorso.
  • Convincere con argomentazioni, spiegare: “Tu sbagli perché…”, “In realtà le cose non stanno così…”, induce a porsi sulla difensiva, fa sentire inadeguati e non compresi.
  • Criticare, giudicare: “Sei un irresponsabile!”, “Sei un egoista”, “Non sei capace”, fanno sentire l’altro svalutato, provocano rabbia e, a lungo andare, minano l’autostima.
  • Fare complimenti: “Bravo, hai fatto bene”, “Hai fatto la cosa giusta”, “Tu sei sempre il migliore!”. Può sembrare strano che fare apprezzamenti sia considerato una barriera alla comunicazione. A ben vedere, però, trasmettiamo all’altro il messaggio che se avesse fatto scelte diverse avremmo disapprovato, ed è quindi una comunicazione manipolatoria. Oppure, l’apprezzamento induce nell’altro la sensazione di una aspettativa nei suoi confronti che può risultare ansiogena.
  • Ridicolizzare: osservazioni come “Piangi per ogni cosa!”, “Ti stai comportando come un bambino”, fanno sentire la persona svalutata e suscitano ostilità.
  • Interpretare: dicendo “Tu in realtà non volevi dire questo”, “Sei solo stanco…”, “So che in realtà non sei arrabbiato come dici”, si presume di sapere meglio dell’altro cosa lui pensi o provi ignorando ciò che dichiara. Questo fa sentire incompresi e non rispettati nei propri sentimenti. Anche nel caso l’interpretazione fosse giusta, avrebbe l’effetto di far sentire l’altro scoperto e messo a nudo.
  • Consolare: frasi come “Vedrai che andrà tutto bene” o “Su, non piangere!” bloccano l’espressione delle emozioni, irritano, danno la sensazione di voler tagliare corto perché siamo noi a non reggere il disagio e lo sfogo dell’altro.
  • Fare domande, indagare: “Ma come mai?”, “Ma tu cosa avevi fatto?”, “Ma tu dov’eri?”, “Mi sembra strano che sia andata così”, trasmettono sospetto e sfiducia, fanno sentire all’altro che si mette in dubbio la sua versione dei fatti e fanno sentire non compresi.
  • Cambiare argomento, minimizzare: dire “Non ci pensare!”, “Basta, parliamo di cose allegre!”, “Ti preoccupi troppo”, significa svalutare ciò che l’altro prova e bloccare la comunicazione.

Nelle interazioni quotidiane, è inevitabile utilizzare una o più di queste barriere. Tuttavia,  accorgersi di usarle, essere consapevoli degli effetti che producono, permette di limitarle o calibrarle per migliorare le nostre relazioni.

Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta
Piane di Camerata Picena (AN)
Montecosaro Scalo (MC)
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Tel. 339.5428950