La paura di invecchiare

Il timore di invecchiare è molto comune, ma in alcune persone diventa una vera fobia che spinge a cancellare ad ogni costo i segni del tempo

Per alcuni è l’idea del proprio corpo che perde vigore e tonicità, con le rughe e i capelli bianchi; per altri è il timore di essere meno efficienti e di perdere lucidità mentale; per altri ancora, è il pensiero di poter restare soli, malati e senza risorse. La paura di invecchiare riguarda molti di noi, per motivi che possono essere assai diversi.

Per la maggior parte delle persone la prospettiva dell’invecchiamento è sgradevole e procura un certo turbamento, che resta tuttavia limitato e con cui si convive senza problemi. Per una minoranza, però, il malessere raggiunge l’intensità di un vero disturbo e compromette in modo significativo il funzionamento personale e sociale.

Si manifesta con ansia e panico di fronte a segni fisici di invecchiamento (rughe, cedimenti cutanei, minore forza fisica), pensieri pessimistici sul futuro, polarizzazione su idee di decadimento e morte, ricerca spasmodica di arrestare o negare il processo di invecchiamento, anche con un ricorso massiccio alla chirurgia estetica. In altri casi, dominano sentimenti depressivi di apatia, vuoto, perdita di stimoli.

La psicoterapeuta Lucia Montesi
La psicoterapeuta Lucia Montesi

I canoni di bellezza proposti nella società attuale spingono a debellare con ogni mezzo i segni dell’età: il corpo bello e attraente è giovane, tonico, prestante. Anche la mente deve essere brillante, veloce, scattante. La pubblicità propone quasi solo protagonisti giovani: gli anziani, negli spot pubblicitari, compaiono raramente e di solito per provare apparecchi acustici, indossare pannolini per l’incontinenza o, nel migliore dei casi, badare ai nipotini. Non va meglio nel mondo della moda, dove è ancora più impensabile l’idea di modelle e modelli attempati.

L’equivalenza tra invecchiamento e perdita di desiderabilità, fascino e attrattiva, in cui siamo immersi e che continuamente respiriamo anche inconsapevolmente, crea un substrato a cui si aggiungono ulteriori fattori più personali.

Non avere il controllo sullo scorrere del tempo e sulle modificazioni del corpo fa sentire impotenti e destabilizza soprattutto le persone più ansiose, i perfezionisti e i narcisisti. Rimpiangere il tempo passato può significare che non si sta vivendo il presente; la prospettiva di un tempo a disposizione che si riduce sempre di più e della maggiore vicinanza della morte mette in risalto la mancata realizzazione personale, gli obiettivi non raggiunti, i fallimenti.

Alcuni temono di perdere un ruolo sociale, un potere, di sentirsi esclusi da una comunità incentrata sul produrre beni e guadagni e che su questa efficienza produttiva basa gran parte del valore personale.

Il timore di diventare dipendenti dagli altri, di essere di peso, di ammalarsi, di restare soli, di morire, possono essere il vero motivo profondo che fa apparire così terribile invecchiare, ma non sempre sono percepiti come tali: possono restare inconsapevoli ed essere spostati sul corpo, generando un accanimento nel cancellare i segni del tempo.

Altri meccanismi di negazione sono l’esasperare comportamenti e stili di vita giovanili, anche quando dall’esterno appaiono ridicoli e avvilenti, o cercare partner molto più giovani.

Eppure, le ricerche sulla qualità di vita delle persone anziane mostrano un quadro diverso rispetto allo stereotipo dell’anziano e contraddicono le aspettative fosche. Al terrore di invecchiare che assale la persona non ancora anziana, si contrappone invece un buon grado di soddisfazione riferito da molte persone ultrasessantacinquenni. Fanno una vita attiva, stimolante, oppure si godono volentieri il maggior tempo libero a disposizione. Viaggiano, curano le proprie passioni, sono attive nella comunità e nel volontariato. Se ci si concentra sulla personalità, il modo di essere, le azioni, ciò che insomma di noi dura e non deperisce col tempo, anche questa parte dell’esistenza  può essere vissuta con pienezza e appagamento.

Invecchiare comporta anche nuove acquisizioni e vantaggi: una maggior consapevolezza di sé, dei propri limiti e capacità, una maggiore capacità di prendere decisioni, aspettative più realistiche. Si diventa meno dipendenti dai giudizi e dalle critiche altrui, più consapevoli di cosa si vuole da una relazione di coppia o dagli amici, ci sono meno remore a esprimere quello che si pensa. L’esperienza accumulata aiuta ad avere una visione più ampia e flessibile dei problemi, mentre diventano più chiari i valori, cosa conta davvero nella propria vita.

Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta

Piane di Camerata Picena (AN)
Montecosaro Scalo (MC)
Consulenza anche via Skype
Tel. 339.5428950