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L’influenza e i falsi miti da sfatare

Siamo sicuri che mangiare poco e chiudersi in casa siano buoni antidoti contro l’influenza? Come si può prevenire un virus e quanto è importante vaccinarsi? Ne parliamo con la dottoressa Giovanna Giuseppucci

Con la stagione fredda si riscontra sempre una maggior incidenza delle patologie dell’apparato respiratorio: dal banale raffreddore, al mal di gola, all’influenza. Per curare l’influenza in maniera intelligente è necessario però conoscere bene il “nemico” e sfatare molti falsi miti. Ne parliamo con la dottoressa Giovanna Giuseppucci, titolare dell’omonima farmacia di Fabriano.

Dottoressa che cos’è l’influenza?

«L’influenza è una malattia infettiva acuta, fortemente contagiosa; colpisce le vie respiratorie superiori e inferiori, manifestandosi con sintomi quali febbre, tosse, starnuti, malessere generale e dolori muscolo-scheletrici. Responsabili dell’influenza sono virus di vari generi che si trasmettono rapidamente per via aerea, mediante goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti e le conversazioni. Questo tipo di trasmissione si ha soprattutto tra individui che popolano spazi chiusi e questo spiega perché all’interno di grandi comunità, come scuole, asili, case di riposo per anziani, si possa raggiungere anche il 50% delle persone presenti contagiate in 1-2 settimane (il periodo di incubazione può variare da 1 a 5 giorni). Esiste però anche un contagio di natura indiretta, dal momento che il virus può persistere per ore all’esterno del corpo, specialmente in condizioni di freddo e di bassa umidità. In linea generale i virus influenzali resistono infatti per qualche settimana a temperature prossime ai 0-4 °C, mentre vengono inattivati dal calore, dai raggi UV e dai comuni disinfettanti».

Come si manifesta?

«L’influenza insorge con una sintomatologia caratterizzata da brividi di freddo, febbre (da moderata a elevata), cefalea intensa (soprattutto frontale), dolori muscolari, perdita di appetito e stato di prostrazione; quasi immediatamente subentrano poi i sintomi respiratori, che includono rinorrea (naso che cola), starnuti, lacrimazione e tosse, dapprima secca, poi di tipo catarrale con espettorato mucoso. A questi sintomi generali si aggiungono talvolta manifestazioni a carico del tratto gastrointestinale (nausea, vomito e diarrea), soprattutto nei bambini. In genere si risolve positivamente in 3-6 giorni, altre volte può presentarsi in forma particolarmente attenuata o complicarsi con superinfezioni batteriche. Questo accade perché i virus influenzali distruggono le cellule della mucosa respiratoria, favorendo la penetrazione di agenti patogeni batterici, a loro volta responsabili di bronchiti, polmoniti, broncopolmoniti, otiti e sinusiti. Tutte queste complicanze sono più frequenti nelle persone con malattie croniche (asma, diabete, malattie renali, cardiovascolari e dismetaboliche), negli anziani, nei bambini e negli immunocompromessi».

Come possiamo curarla?

«La cura è solo sintomatica, con l’impiego di antipiretici per abbassare la febbre, decongestionanti nasali, sciroppi fluidificanti, antinfiammatori. Per affrontare l’influenza dobbiamo però anche sfatare dei falsi miti. Ad esempio non è vero che con la febbre sia meglio mangiare poco, perché il nostro sistema immunitario ha bisogno di nutrienti per combattere il virus. In caso di solo raffreddore, il riposo non è indicato, anzi una moderata attività fisica all’aria aperta può dare sollievo dai sintomi, specialmente la sera. Coprirsi molto, poi, è indicato solo quando la febbre sta salendo, altrimenti bisogna lasciare che il sudore evapori; è infatti con la sudorazione che il nostro organismo cerca di far scendere la temperatura sottraendo calore, e infagottarsi troppo ostacola il processo. In caso di tosse, essa è di solito il modo attraverso cui il corpo si libera del muco. Quando è secca non dobbiamo quindi solo sedarla, ma è bene associare un mucolitico per fare in modo che il catarro si sciolga e venga espettorato. Respirare del vapore o aumentare  il tasso di umidità nell’aria può aiutare a lenire la gola secca, mentre bere molti liquidi aiuta a sciogliere il muco e ne agevola l’espulsione. Per quanto riguarda il ricorso a terapie antibiotiche, infine, è utile e non dannoso solo in caso di complicazioni batteriche e rigorosamente su diagnosi e prescrizione medica. La comune influenza è infatti di origine virale e l’abuso di antibiotici, oltre a indebolire il nostro sistema immunitario, ha promosso lo sviluppo di batteri resistenti ai farmaci».

Come possiamo prevenire l’influenza?

«Per prevenire l’influenza e ridurne le complicanze nei soggetti a rischio, la vaccinazione è certamente il mezzo più efficace. Il periodo migliore per vaccinarsi è fra novembre e dicembre e occorre ricordare che sono necessari 10 giorni affinché si istauri la copertura vaccinale. La vaccinazione antinfluenzale deve essere però ripetuta ogni anno perché ha una durata di 6-12 mesi e protegge solo dai virus prevalenti in un anno specifico, mentre non può proteggere da tutti i virus influenzali, che si modificano di continuo. In generale, tuttavia, chi si vaccina ha bassa probabilità di ammalarsi e se si ammala la forma influenzale è più leggera. Per non diffondere o contrarre l’influenza è inoltre opportuno rispettare semplici norme igieniche, come: non frequentare locali affollati e poco aerati; cambiare l’aria negli ambienti chiusi (bastano 5 minuti ogni ora); lavarsi spesso le mani con acqua e sapone; coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce usando fazzoletti di carta usa e getta; assumere cibi ricchi di vitamina C e bere molta acqua. Esistono infine ottimi rimedi naturali sotto forma di integratori alimentari in grado di stimolare il sistema immunitario e alzare le nostre difese contro i mali di stagione: fate una cura con integratori specifici a base di echinacea, eleuterococco, sambuco, pappa reale e così via e passerete l’inverno indenni!».

Giovanna Giuseppucci, farmacista e formulatrice, cura la produzione dei laboratori cosmetico e galenico e il settore intolleranze alimentari presso la Farmacia Giuseppucci di Fabriano, in Piazzale Matteotti 20.