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Dormire separati, è sempre un segno di crisi della coppia? I benefici secondo la psicologa

Dormire in letti o camere separate non sempre significa che nella coppia qualcosa non va. Ecco i benefici del "divorzio del sonno" secondo la psicoterapeuta Lucia Montesi

ragazza al letto la mattina
(Foto di Jan Vašek da Pixabay)

Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna è già un’abitudine diffusa, e anche da noi le coppie che fanno questa scelta sono molte di più di quanto si pensi. Parliamo della decisione di dormire separati, non nel letto matrimoniale, quindi, ma in due letti divisi o proprio in due camere diverse. Viene definito  anche “divorzio del sonno”, con un’espressione infelice che contribuisce ad alimentare l’alone di negatività che in molti suscita l’idea di una coppia che vive insieme ma  non condivide il letto. Di una coppia che non dorme insieme, infatti, si pensa immediatamente che sia una coppia in crisi o comunque in difficoltà, in cui non ci siano intimità, tenerezza, desiderio di vicinanza e sessualità. Ma è davvero così? Non dormire insieme è un segnale che qualcosa non va tra i partner?

Lucia Montesi
La psicoterapeuta Lucia Montesi

In realtà, non è scontato che sia così. Tutt’altro: se la decisione è presa con consapevolezza, maturità e in accordo, può avere effetti benefici non solo sul sonno, ma anche sulla coppia. È ormai assodato che dormire in coppia nello stesso letto peggiora in modo significativo la qualità del sonno. Facile intuirne i motivi: orari diversi legati al lavoro, abitudini diverse prima di addormentarsi, necessità come alzarsi per andare in bagno durante la notte, difficoltà del sonno di uno o entrambi i partner possono influire negativamente. Chi russa o si muove molto o parla nel sonno, può disturbare il riposo dell’altro, soprattutto se il partner ha un sonno leggero. Alcuni amano addormentarsi con la tv accesa o  vogliono leggere qualche pagina a letto o ascoltare musica, mentre magari i partner necessitano di buio e silenzio totali per addormentarsi. Differenze che alla lunga hanno comunque conseguenze sulla possibilità di riposare in modo adeguato e possono portare a malumori e contrasti. La metà delle coppie che dormono insieme lamenta disturbi del sonno e queste riportano anche minore soddisfazione relazionale, maggiori conflitti e minor attività sessuale. Dormire in un letto proprio o ancora meglio in una propria camera, comporta quasi sempre un sonno più ristoratore.

Avere un proprio spazio in cui fare ciò che piace o rilassa prima dell’addormentamento può essere un’occasione per ritrovarsi soli con sé stessi, per dedicarsi del tempo, un momento assolutamente individuale, soprattutto in quelle coppie che trascorrono buona parte della giornata insieme. Questo non esclude che prima di separarsi, si possa trascorrere del tempo insieme sul letto dell’uno o dell’altro per scambiarsi tenerezze, per chiacchierare della giornata o per vivere l’intimità sessuale.

Dormire separati può avere effetti positivi sulla vita intima della coppia perché rende la sessualità meno scontata.  Non a caso, può essere proprio una delle prescrizioni date alle coppie durante una terapia sessuale. Il fatto di non avere sempre il partner accanto, di trovarsi in una stanza diversa, può infatti renderne più percepibile la mancanza e il desiderio. Il fatto di dover decidere di alzarsi e recarsi nella stanza dell’altro per un incontro intimo sottolinea in modo più esplicito il desiderio: l’occasione sessuale deve essere attivamente ricercata e per alcuni ciò la rende più intrigante.

Camere separate per tutti, quindi? No, perché il significato che ognuno attribuisce a questa scelta può essere molto diverso. In alcune coppie,  la proposta di uno di dormire separati può essere percepita dall’altro come rifiuto, tentativo di allontanarsi, atto di protesta ed essere vissuta come un attacco o una ferita. A volte effettivamente lo è: la prima cosa che molti fanno quando litigano è andare a dormire sul divano o comunque rifiutare, almeno sul momento, di condividere lo stesso letto.  Per le coppie già in difficoltà, decidere di dormire separati può essere il colpo finale a una sessualità traballante e può sancirne la fine definitiva, con l’ulteriore alibi della distanza fisica. Ci sono coppie che dormono separate adducendo motivi pratici, ma in realtà non vogliono ammettere con sé stesse che ci sono altre difficoltà alla base, come conflitti, insofferenza, o problemi sessuali che non si vogliono affrontare.

Dormire separati per poi portarsi nel letto i figli è un ulteriore aspetto che denota molto spesso difficoltà non solo nella coppia ma più in generale nello stabilire sani confini nella famiglia. Per quanto i genitori giustifichino questa scelta come una necessità dei figli, occorre prendere consapevolezza che in realtà sono quasi sempre gli adulti che utilizzano la compagnia notturna dei figli per un proprio bisogno o per evitare di doversi confrontare col partner.

Anche in questo caso, come spesso in psicologia, la scelta di un comportamento o di un altro non è di per sé sana o dannosa, ma è necessario vedere a che bisogni risponde e che significato ha per quella persona. Così, scegliere di dormire separati può essere una decisione matura in cui si rispettano le esigenze dell’altro e si ottiene un vantaggio per entrambi, o al contrario un modo per esprimere ostilità e rifiuto o per non affrontare i problemi della coppia.

Dott.ssa Lucia Montesi Psicologa Psicoterapeuta
Piane di Camerata Picena (AN)
Montecosaro Scalo (MC)
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