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Dipendenze da alcol, droghe e gioco d’azzardo: gli effetti del Covid

L'emergenza sanitaria da coronavirus ha favorito un aumento delle condotte di abuso, rendendo manifeste anche problematiche prima sommerse

bicchiere di whisky, alcol
Foto di Felix Wolf da Pixabay

Durante il lockdown si è osservato un notevole aumento dell’abuso di alcol, cocaina e gioco d’azzardo online. L’ansia, la solitudine e la noia dell’isolamento sociale sono infatti ancora più difficili da gestire per chi presenta queste problematiche, spingendo a rifugiarsi ancora di più nelle proprie modalità disfunzionali di gestione dello stress.
Le persone già in trattamento hanno avuto, inoltre, maggiori difficoltà ad accedere ai servizi (malgrado questi non abbiano mai cessato di funzionare), incrementando ulteriormente i rischi di ricadute. Ma la situazione particolare che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo potrebbe aver generato anche nuovi casi di disturbo da uso di sostanze e dipendenze comportamentali, oltre a quelli già esistenti, favorendo il passaggio da un uso occasionale ad uno patologico.

Lucia Montesi
La psicoterapeuta Lucia Montesi

Abbiamo un quadro di come l’emergenza sanitaria abbia influito su questo tipo di disagio grazie ai resoconti dei Servizi per le Dipendenze e delle chiamate ai numeri verdi messi a disposizione dall’Istituto Superiore di Sanità (800-558822 per il gioco d’azzardo, 800-186070 per le droghe, 800-632000 per l’alcol, servizi anonimi e gratuiti di ascolto, accoglienza e informazione), a cui si sono rivolti sia le persone con queste problematiche, sia i loro familiari.

Il periodo di lockdown, con le note restrizioni e la convivenza forzata in casa, ha portato alla luce problematiche che prima restavano nascoste, rendendo manifesti comportamenti che prima si nascondevano più facilmente. L’improvvisa impossibilità, o comunque difficoltà, a mettere in atto i consueti comportamenti compulsivi o di dipendenza, ha infatti comportato un aumento dello stress, disturbi del sonno, irritabilità, deteriorando anche le relazioni in famiglia e acuendo i conflitti, a volte fino a condotte aggressive e violente. In chi ha sviluppato una dipendenza, l’astinenza può infatti avere conseguenze fisiche e psicologiche molto importanti; la difficoltà a gestire i propri stati emotivi senza il ricorso alla sostanza o al comportamento può far emergere nuove forme di malessere, come attacchi di panico o depressione o scoppi di aggressività.

Anche una volta terminato il lockdown, permangono restrizioni e cambiamenti delle abitudini quotidiane e una condizione di incertezza del futuro che generano stress e ansia, soprattutto in persone che hanno già una sofferenza emotiva.
Inoltre, ricordiamo che tuttora molte persone si trovano in isolamento domiciliare perché positive o per aver avuto contatto con positivi, in attesa del tampone. Le persone che hanno più difficoltà a elaborare l’angoscia legata alla nuova condizione di vita rischiano dunque di ricorrere a sostanze o comportamenti come il gioco per metterla a tacere.

Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, i giocatori hanno chiamato i servizi esponendo la difficoltà a tollerare l’impossibilità di andare a giocare, altri hanno chiesto aiuto per resistere proprio mentre sentivano l’impulso di giocare, altri ancora hanno espresso preoccupazioni di tipo economico. Molti hanno chiesto aiuto per riuscire a parlare con i familiari del proprio problema. I familiari, dal canto loro, hanno espresso la difficoltà a rapportarsi con i loro cari, a coinvolgerli distogliendoli dall’interesse ossessivo verso il gioco online. Molti giocatori si sono infatti rivolti al gioco online, con la chiusura delle sale slot e le limitazioni alle uscite.

Riguardo al consumo di sostanze stupefacenti, durante la fase 1 si è osservato un sensibile calo dello spaccio in strada, probabilmente a favore del mercato illecito sul web, soprattutto per le nuove sostanze psicoattive, che in quanto nuove sono anche più pericolose perchè gli effetti sono ancora incerti. Il mercato si è modificato a causa delle difficoltà nel trasporto delle sostanze, a favore di un peggioramento della qualità e a maggiori rischio di astinenza e overdose.
Per quanto riguarda i rischi medici, i consumatori di oppiacei, oppioidi sintetici e metanfetamine sono a maggior rischio di complicanze da Covid a causa dei danni che queste sostanze producono sulla salute dei polmoni, della riduzione della frequenza respiratoria e del restringimento dei vasi sanguigni.

Oltre alle maggiori difficoltà in chi è già dipendente da alcol da tempo, l’emergenza sanitaria ha anche favorito un incremento del consumo di alcolici nella popolazione, con probabili nuovi casi di disturbi da uso di alcol. Bere alcol non protegge dal virus, come alcuni erroneamente credono, sulla base dell’osservazione che i prodotti a base alcolica vengono raccomandati per eliminare il virus dalle superfici. Al contrario, l’abuso di alcol indebolisce il sistema immunitario e aumenta il rischio di complicanze respiratorie. Chi ha una dipendenza da alcol, in condizioni di isolamento sociale si trova a dover fronteggiare ansia, eventuali sintomi di astinenza e comportamenti aggressivi verso sé e gli altri.
Non sappiamo ancora se il maggior consumo di alcol sia stato determinato dallo stress delle restrizioni, o se l’alcol abbia sostituito altre sostanze stupefacenti più difficili da reperire durante il lockdown. I consumatori di sostanze illegali potrebbero infatti aver rivolto il loro interesse all’alcol o agli psicofarmaci, sviluppando una diversa forma di dipendenza. Si ipotizza comunque che in quanto sostanza psicoattiva di più facile reperimento, sia stata più facilmente utilizzata per i suoi effetti sia euforizzanti che estranianti per fronteggiare la sofferenza di un periodo per molti critico.

Per alcune persone questa esperienza ha significato prendere per la prima volta consapevolezza di avere un problema, non poterlo più nascondere neanche a se stessi, essere costretti a confrontarcisi e decidersi finalmente a chiedere aiuto o attivarsi per un cambiamento. In parte, quindi, questa particolare circostanza è stata utile per far emergere una domanda d’aiuto. Ora occorrerà concentrare l’attenzione per intercettare e accogliere anche le domande di aiuto ancora sommerse, per un intervento più precoce ed efficace.

Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta
Piane di Camerata Picena (AN)
Montecosaro Scalo (MC)
Per appuntamento tel. 339.5428950
Prestazioni psicologiche anche online e a distanza