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Benessere

Io dallo psicologo? Non sono mica matto!

La figura dello psicologo è ancora oggetto di molti pregiudizi: che si occupi dei "matti", che tanto parlare non serve a niente, che basti sfogarsi con un amico, che chiedere aiuto sia un segno di debolezza. Preconcetti che impediscono a molti di accedere ad un aiuto qualificato e di uscire prima da una condizione di sofferenza

«Io dallo psicologo? Non sono mica matto!», «No, io non ci credo in queste cose», «Parlare non serve a niente», «I problemi bisogna risolverseli da soli», «Ti spillano solo quattrini», «Parlo con un amico, è lo stesso», «Chi non ci è passato non può capire». Sono solo alcuni dei pregiudizi sulla figura dello psicologo, alimentati dalle scarse conoscenze sul suo ruolo professionale, dalla confusione con figure affini e da una immagine distorta veicolata dai media.

Lo psicologo è un professionista laureato in Psicologia che può svolgere interventi di prevenzione, diagnosi, sostegno psicologico, riabilitazione, ricerca, didattica, occupandosi sia di individui che di gruppi. Spesso lo psicologo è anche psicoterapeuta, titolo che si ottiene dopo appositi corsi di specializzazione almeno quadriennali, e che permette di esercitare la psicoterapia, ovvero la cura dei disturbi psichici. Esistono diversi tipi di psicoterapia, con diversi orientamenti teorici e differenti tecniche: la psicoanalisi, la psicoterapia sistemica, la psicoterapia cognitivo-comportamentale sono solo alcuni esempi.

Lo psicologo non è un medico e non somministra farmaci; il suo strumento di lavoro è soprattutto il colloquio. «Parlare dei problemi non serve a niente!», obiettano in molti. In realtà, è attraverso il linguaggio che noi diamo un senso alla realtà, diamo una interpretazione agli eventi, e in base a come li interpretiamo, ne ricaviamo dolore, o rabbia, o piacere, o paura. Esplorare nuove chiavi di lettura degli eventi insieme allo psicologo può cambiare il modo in cui leggiamo la realtà e di conseguenza il nostro stato d’animo. Del resto, si è osservato tramite le tecniche di imaging che la psicoterapia produce nelle aree cerebrali le stesse modificazioni neurofisiologiche indotte dagli psicofarmaci. Insomma, non sono solo parole.

«Lo psicologo cura i matti» è un altro pregiudizio che trattiene molti dal chiedere aiuto, per imbarazzo e vergogna. Con “matto” si intende in genere la patologia mentale più grave, come le psicosi, la schizofrenia. Lo psicologo si occupa in piccola parte anche di questi disturbi, ma principalmente tratta problematiche comuni a molti, difficoltà tra genitori e figli, crisi di coppia, problemi scolastici, fasi della vita particolarmente stressanti come l’adolescenza, la menopausa, una separazione, una malattia, un lutto: condizioni che possono capitare a tutti.

«Devo farcela da solo»: per molti chiedere un aiuto psicologico è un segno di debolezza. Certo è possibile riuscire a risollevarsi da soli, ma è anche più saggio ricorrere subito a un supporto evitando ripetuti tentativi infruttuosi e il prolungarsi della sofferenza, quando una guida esterna può agevolare e velocizzare il percorso. E anche il lavoro che si fa in psicoterapia, è comunque un “farcela da soli”, perché è la persona che assumendo su di sé lo sforzo e l’impegno ottiene il cambiamento.

«A che serve uno psicologo se posso parlare con un amico?». Un amico può offrire la sua vicinanza e magari dei consigli dettati dalla sua esperienza, che però resta, appunto, la propria esperienza e non quella di chi chiede aiuto. L’amico è coinvolto affettivamente e non ha la lucidità e l’oggettività di un estraneo, inoltre non possiede le conoscenze teoriche e tecniche che permettono allo psicologo di inquadrare un problema in termini di meccanismi mentali o di dinamiche relazionali e di modificarli.

Molti pensano poi che chi “non ci è passato” non possa capire il problema di un altro e quindi aiutarlo a risolverlo. Capita ad esempio che madri che hanno un problema coi figli pretendano una psicologa donna con figli, credendo siano condizioni necessarie perché la professionista possa aiutarla, oppure persone malate di cancro preferiscono rivolgersi a uno psicologo anch’egli malato. In realtà, l’aver vissuto la stessa esperienza non sempre è una risorsa, può anzi diventare un handicap. Lo psicologo in ogni caso possiede un bagaglio teorico e umano e una capacità empatica di immedesimarsi nella sofferenza degli altri che gli consentono di affrontare anche problematiche di cui non ha avuto esperienza diretta.

Per quanto riguarda i costi, questi variano dal servizio pubblico agli studi privati. Anche gli studi privati a volte applicano delle tariffe agevolate; inoltre il costo dipende anche dalla durata e dalla frequenza delle sedute che possono variare in modo anche consistente tra i diversi orientamenti teorici. (Dott.ssa Lucia Montesi Psicologa Psicoterapeuta Piane di Camerata Picena (AN) Tel. 339.5428950)

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