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Benessere

Estratti a freddo, solo il cuore della natura

Con la nutrizionista Letizia Saturni andiamo alla scoperta dei nuovi centrifugati di frutta e verdura, da molti considerati elisir di lunga vita, per scoprire che sì, sono ottimi e ricchi di proprietà antiossidanti, ma lo spreco di frutta è notevole!

Da un paio di anni a questa parte l’elettrodomestico più venduto in Italia è lo slow juicer, ovvero l’estrattore di succhi a freddo. Non parliamo di tecnologia avanzata, negli Usa è in commercio già da più di 50 anni, ma oggi lo strumento conosce una grande popolarità perchè i succhi estratti a freddo sono diventati di gran moda: si dice che siano un’ottima fonte di micronutrienti (vitamine, sali minerali, oligoelementi, etc.), che siano altamente digeribili rispetto ai cibi solidi, dunque che siano un alimento energetico e dietetico. Di succhi e centrifughe oggi si parla molto, si fanno convegni e nelle città impazzano locali specializzati in centrifugati e dintorni. Ma cosa c’è di vero nelle proprietà miracolose dei succhi di frutta e verdura? Lo abbiamo chiesto alla specialista in Scienze dell’Alimentazione, insegnante, nutrizionista, blogger e tanto altro ancora, Letizia Saturni.

Dottoressa Letizia Saturni, specialista in Scienze dell’Alimentazione, insegnante, nutrizionista

Cominciamo a fare un po’ di chiarezza sulle differenze tra succhi, centrifugati ed estratti.
«Nel gradino del benessere, all’ultimo posto mettiamo i succhi di frutta commerciali, ricchi di zuccheri, esaltatori di sapori e conservanti. Anche tra questi prodotti è bene fare mille distinzioni, ce ne sono di migliori di altri specie tra i succhi di nuova generazione, ma il punto di partenza è che sono preparati per stare sugli scaffali e per durare a lungo, quindi in tutti c’è una componente chimica. Ecco perchè per bere la frutta è meglio spremerla con un centrifugatore o possibilmente con un estrattore».

Tra centrifugati ed estratti la differenza è data dalla lavorazione a freddo.
«Freddo è in realtà un termine improprio, c’è comunque un processo di spremitura che provoca un po’ di calore, anche se la velocità è molto ridotta. La differenza rispetto al centrifugato è che il succo è completamente liquido, sembra proprio acqua colorata, molto più gustoso, e dà proprio la sensazione di frutta in bocca. Più che estratto a freddo lo chiamerei succo vivo, perchè è la vitalità della frutta che finisce nel bicchiere».

Quali sono gli aspetti positivi degli estratti?
«Nella spremitura viene scartata tutta la fibra quindi i nutrienti sono immediatamente assimilati. I dati dicono che la frutta e la verdura vengono digerite dal nostro corpo mediamente in 3-5 ore e solo il 17% dei principi nutritivi vengono assimilati. L’estrazione garantisce invece l’assimilazione del 65% dei principi in un tempo che non supera i 15 minuti».

E quali le controindicazioni?
«Il grande spreco di frutta, perchè solo una piccola parte finisce nel bicchiere. Si parla tanto di riduzione dello spreco e gli estratti vanno purtroppo nella direzione opposta. E poi gli alti costi degli estrattori: se sono buoni, sono anche molto costosi».

Quanto ai costi, anche frutta e verdura non scherzano…
«Su questo non sono molto d’accordo. Se si segue la stagionalità frutta e verdura non sono così costose. Se vuoi le fragole a natale o i mandarini a settembre li paghi di più, ma se ti adatti al loro tempo risparmi».

Gli estratti vanno bevuti subito o possono essere conservati?
«Meglio subito. Per conservarli, al massimo un paio di giorni, è bene spruzzare un po’ di limone e metterli al riparo dall’aria e dalla luce».

Gli estratti sono davvero una miniera di salute?
«Gli elisir di lunga vita non esistono. Nessun alimento è magico, nessuno in sé è mortale. Gli estratti hanno ottime proprietà anti invecchiamento e anti ossidanti, ma devono essere inseriti all’interno di una dieta bilanciata e comprensiva di tutto, cioè la dieta mediterranea. Ricordiamo che ogni giorno dovremmo assumere 5 porzioni di frutta o verdura, diciamo che gli estratti sono un modo alternativo per assumerle, magari per i bambini che non amano mangiarne o per gli adulti che non riescono a digerirle bene».

Tra il mangiare una pera e berne l’estratto cosa è meglio?
«Risponderei l’estratto, se non fosse, ripeto, per l’enorme spreco. L’ideale sarebbe però fare un sorso e masticarlo: trattenere il succo in bocca aiuta ad assimilare alcuni preziosi componenti».

Ovviamente impazzano le ricette: estratti di frutta e verdura combinate insieme per potenziarne gli effetti…
«Non credo agli effetti moltiplicatori. Le varie combinazioni sono semmai questioni di gusto. Semmai posso suggerire di guarnire l’estratto con pezzettini di Topinambur o zenzero».

Matteo Belluti