Centro Pagina - cronaca e attualità

Benessere

Cataratta, un velo sul mondo

E’ la principale causa di cecità nel mondo moderno, colpisce con l’avanzare dell’età, ma non mancano purtroppo casi precoci. L’intervento chirurgico è oggi sempre meno invasivo

Ad un tratto il nulla o i volti che diventano sfocati. La linea sottile tra vederci e non vederci si chiama cataratta e curarla in tempo significa star meglio e prevenire eventuali complicanze.

Dottor Massimo Consoli

Un falso mito da sfatare è infatti proprio quello di aspettare fino a quando la situazione del non vedere bene diventa ingestibile: prima ci si opera …meglio è! Prima o poi ci si farà i conti dato che tutto, o quasi, dipende dall’avanzare dell’età. Abbiamo chiesto all’esperto dottor Massimo Consoli, dirigente medico della U.O. Oculistica Asur Marche Area Vasta 2 Jesi, di parlarci della cataratta, che colpisce anche gli under 40.

Che cosa è la cataratta?
«È una opacizzazione del cristallino, una lente biconvessa situata dietro l’iride all’interno del bulbo oculare e grande quanto una lenticchia, più o meno. La cataratta è la principale causa di cecità trattabile del mondo industrializzato».

Chi può essere affetto da cataratta?
«L’over 60. Esistono vari tipi di cataratta ma la più frequente è quella senile, basti pensare che a 65 anni metà della popolazione sviluppa tale condizione e che dopo i 75 anni la percentuale raggiunge il 90%».

E’ possibile nascere già con una cataratta?
«Sì, e queste sono forme note come cataratte congenite e fortunatamente piuttosto rare, rappresentando meno dell’1% del totale dei casi di cataratta. Spesso i bambini con cataratta congenita l’hanno ereditata o da uno dei genitori o dai nonni. Oltre all’ereditarietà altre cause sono i disordini metabolici e soprattutto infezioni del gruppo TORCH contratte dalla madre durante i primi mesi di gravidanza».

Quali sono le cause più frequenti, escludendo le forme congenite?
«Oltre alla familiarità ed alla predisposizione genetica, le principali cause sono: l’età, i raggi ultravioletti, il fumo, il diabete, l’alcool, alcune importanti terapie cortisoniche, antitumorali ed i traumi diretti dell’occhio. L’opacizzazione progressiva del cristallino può’ iniziare dal suo nucleo centrale, oppure dall’involucro fatto di fibre intrecciate che lo avvolge e lo sostiene. Si sviluppano così cataratte di vario genere: nucleari, corticali, sottocapsulari, polari posteriori, a cavaliere, pulverulente, ecc. ecc. Anche i traumi contusivi o perforanti degli occhi possono causare una cataratta, si tratta in questo caso della causa più frequente tra le persone sotto i 40 anni. Anche malattie sistemiche come diabete e ipotiroidismo possono essere una delle cause iatrogene più frequenti. L’uso cronico di corticosteroidi può accelerare il processo di opacizzazione di una particolare zona del cristallino provocando una cataratta corticale posteriore. Molti studi scientifici hanno collegato strettamente la comparsa di una cataratta al consumo eccessivo di alcool e all’esposizione diretta al fumo di sigaretta».

Ci sono anche cause secondarie?
«Sì, come una chirurgia oculare, l’infiammazione cronica degli occhi ed alcuni tipi di glaucoma e miopia elevata. La causa più comune delle cataratte secondarie è l’uveite: infiammazione cronica di una qualunque delle componenti interne dell’occhio come l’iride, il corpo ciliare e la coroide.
Altre cause secondarie della cataratta possono essere gli interventi chirurgici all’occhio per il trattamento del glaucoma e del distacco della retina. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso può provocare cataratta così come la miopia elevata.
Inoltre distrofie ereditarie come la retinite pigmentosa, l’amaurosi congenita di leber, le sindromi di wagner e stickler possono essere associate alle tipiche cataratte subcapsulari posteriori».

Quali possono essere i sintomi di una cataratta?
«Lo sviluppo di una cataratta è normalmente un processo lento e progressivo, talvolta i sintomi sono talmente diluiti nel tempo da essere difficilmente evidenziati dai pazienti, alte volte questi segnali sono più rapidi ed importanti.
I sintomi visivi più frequenti possono essere: annebbiamenti transitori o permanenti della vista; senso di facile abbagliamento nella visione controluce; aloni luminosi o colorati intorno alle luci puntiformi; transitori miglioramenti della visione per vicino; riduzione della sensibilità al contrasto; difficoltà nel distinguere i colori; “fame” di luce, lentezza nell’adattamento al buio; latenza nella messa a fuoco a varie distanze; affaticamento alla lettura; disturbi durante la guida notturna; talvolta anche sensazione di bruciore e stanchezza oculare».

Si può ritardare?
«La comparsa della cataratta non è solo collegata all’invecchiamento ma anche allo stile di vita. Un importante meccanismo nello sviluppo della cataratta è il danno ossidativo prodotto dal particolare metabolismo del glucosio nel cristallino, ma anche il fumo è un importante fattore di stress ossidativo. Comunque le regole d’oro per ritardarne lo sviluppo potremmo sintetizzarle in: mangiare frutta e verdura, non fumare, portare occhiali da sole, controllare la glicemia e non usare colliri cortisonici senza controllo medico».

Ci sono farmaci in commercio che curano la cataratta?
«No, purtroppo allo stato attuale non esistono farmaci che possano curare la cataratta in qualsiasi stadio essa si trovi. L’unica terapia possibile è l’intervento chirurgico».

Allora, quando operare?
«Molte persone credono ancora che sia necessario aspettare a lungo prima di sottoporsi all’intervento. Anni fa in effetti si doveva attendere la “maturazione” della cataratta, ovvero aspettare che diventasse dura e riducesse in modo importante la visione.
Oggi non è più così! Anzi, è da evitare un eccessivo indurimento e opacamento del cristallino per ridurre al minimo l’uso degli ultrasuoni e rendere meno invasivo l’intervento. Sarà il paziente con il consiglio tecnico del chirurgo a decidere il momento giusto per l’intervento: questo permetterà di recuperare la miglior vista con il minor rischio possibile».

Cosa succede se non si opera?
«Nel giro di qualche mese, o anno, progressivamente il cristallino si opacizza completamente diventando sempre più disidratato e duro fino a togliere completamente la visione. Questo purtroppo è quello che succede ancora in tanti Paesi in via di sviluppo dove non esistono strutture medico sanitarie adeguate: in queste zone del mondo la cataratta è ancora la prima causa di cecità».

L’intervento chirurgico richiede il ricovero?
«Non è necessario se si esegue in regime ambulatoriale, dove viene comunque effettuato in sale operatorie ad elevato grado di sterilità. Le più recenti tecniche micro chirurgiche per l’intervento di cataratta utilizzano strumenti mini-invasivi che aiutano il chirurgo a frammentare ed asportare il nucleo opaco del cristallino senza danneggiare le delicate strutture presenti all’interno dell’occhio. Con l’ausilio del microscopio l’operatore inserisce una piccola sonda del diametro di 0.8 mm. che vibrando a frequenze ultrasoniche polverizza le fibre del cristallino permettendone la loro completa aspirazione. Tale tecnica consente di asportare la cataratta attraverso un’apertura di soli 2.75 millimetri, la stessa apertura attraverso la quale viene poi iniettata una lente artificiale pieghevole, che una volta posizionata si apre come un fiore stabilizzandosi definitivamente nella sede prestabilita. Questa tecnica viene chiamata Facoemulsificazione e permette di rispettare notevolmente l’anatomia dell’occhio».

Per chi, in aggiunta alla cataratta, ha già un difetto visivo?
«Per le persone che prima della diagnosi di cataratta erano miopi, ipermetropi od astigmatiche, l’intervento è risolutivo in quanto il difetto visivo iniziale può essere corretto con l’introduzione di un cristallino artificiale tarato in modo da neutralizzare in toto od in parte il vizio di rifrazione preesistente. I miopi e gli ipermetropi elevati ritornano a vedere come non hanno mai potuto fare in precedenza, riducendo la necessità dell’occhiale alla sola lettura e talvolta abbandonandolo per sempre».

Agnese Testadiferro

© riproduzione riservata