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Benessere

Ballare, saltare, lanciare una palla: ecco come l’attività fisica aiuta i ragazzi a crescere

Tra gli effetti collaterali del lockdown c’è stato anche questo: niente più spogliatoio; niente più partite o gare. Una riflessione a 360 gradi sul movimento e lo sport con Roberta Cesaroni, mental coach e coach adolescenziale

Tra gli effetti collaterali del lockdown c’è proprio questo: dagli allenamenti più volte a settimana al nulla; niente più spogliatoio; niente più partite di qualunque sport. Ma chi soffre di più sono i ragazzi che praticano attività in squadra, il vuoto di pomeriggi per chi, e sono migliaia, era abituato all’impegno sportivo. I più grandicelli si sono organizzati: videochat di allenamento in casa per mantenersi in forma ma certo non è la stessa cosa che scendere in campo e stare con gli amici.

Lo sport può essere la chiave per dare “movimento” a questa routine, letteralmente. Lo sport praticato durante l’infanzia e l’adolescenza è talmente importante che può ridurre il rischio di contrarre alcune malattie in età adulta, come la demenza e il morbo di Parkinson. Questo il risultato di una ricerca condotta dalla Deakin University di Melbourne che ha dimostrato quanto praticare un’attività sportiva dai primi anni di vita sia determinante per prevenire un deficit cognitivo e prevenire un deficit cognitivo.

Sport, crescita e metabolismo
Avviare i bambini allo sport è importantissimo, non solo per il loro sviluppo sociale ma soprattutto per la loro crescita fisica. Assicura uno sviluppo di ossa e muscoli, migliora il metabolismo, agevola le capacità coordinative, favorisce l’orientamento, la forza, la resistenza e la velocità. Gli snack sono sempre più calorici e invitanti: la tentazione è davvero enorme. Le conseguenze sono che l’obesità infantile è sempre più un fattore rischio.
Con le attività motorie il bambino non solo aiuta il suo organismo a bruciare più velocemente ma innesca tutte quelle condizioni per cui la socializzazione diventa lo stimolo per continuare, crescere e dare di più. Lo sport nell’età scolastica aiuta a “fare squadra” a credere nel proprio ruolo e in quello degli altri. Gli stimoli aiutano a crescere e a dare di più. 
Il consiglio per i genitori è osservare il bambino e vedere se ha delle predisposizioni per qualche attività, fate sperimentare più sport per scoprire se qualcuno di essi potrebbe essere inaspettatamente un’attività piacevole. Nella peggiore delle ipotesi, qualora lo sport non sia gradito al bambino, avrà quantomeno fatto nuovi amici.

Sport e attività cognitive
La ricerca mostra che l’esercizio fisico, che si tratti di sport di squadra, sport individuali o anche solo di andare fuori a giocare, rende più creativi e più attenti quando serve concentrazione e apprendimento. È sempre più riconosciuto a livello scientifico che l’attività fisica sia determinante per il funzionamento cognitivo e neurale dei bambini oltre ad avere diversi benefici fisiologici e psicologici. I risultati di diverse ricerche mostrano come alti livelli di attività fisica migliorino il funzionamento cognitivo e i risultati accademici nei bambini in età scolare (Carson et al., 2016).
In uno studio del 2014 dell’Università del Nord del Texas, i ricercatori hanno scoperto che l’attività aerobica tra i bambini ha portato a punteggi più alti nei test di lettura e matematica. Gli scienziati dell’Università dell’Illinois, utilizzando i dati della risonanza magnetica per misurare le dimensioni del cervello, hanno scoperto che i bambini di nove e dieci anni fisicamente attivi avevano un ippocampo più grande dei loro coetanei sedentari e hanno ottenuto punteggi più alti nei test di memoria.

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La capacità di inibizione
Una meta analisi del 2016 di Jackson e colleghi, ad esempio, ha mostrato che un programma strutturato di allenamento rivolto a bambini tra i 7 e i 12 si associ ad un miglioramento significativo della capacità di inibizione; si tratta di un insieme di capacità che ci permettono di regolare il nostro comportamento in modo da fornire una risposta adeguata alla situazione in cui ci troviamo: è  un’importante funzione cognitiva alla base di diversi processi mentali complessi come l’intelligenza, l’interazione sociale e l’abilità di risolvere problemi complessi.

Perché l’esercizio fisico è la chiave della cognizione? 
“Esistono molti meccanismi diversi“, afferma Hillman. “Non li capiamo tutti, ma uno di quelli di base è che in risposta all’esercizio cardiovascolare, c’è un aumento del flusso sanguigno. Il sangue trasporta ossigeno, che nutre il tessuto cerebrale. Un altro è che le molecole neuro-protettive aumentano durante l’esercizio e sono correlate, tra le altre cose, alla memoria”.
La linea di base è il movimento: anche un singolo momento di moderato esercizio fisico migliora la funzione cerebrale. Dice Hillman: “Se mi chiedessi di progettare un giorno di scuola perfetto, si tratterebbe di lezioni di 45 minuti, con intervalli di 10-15 minuti in modo che possano ottenere i benefici dell’attività esterna.”

Sport, apprendimento e saltare con la corda
Il cervello umano si è evoluto per integrarsi e rispondere ai segnali di tutti e cinque i sensi – non solo della vista – che può aiutare a spiegare perché gli stimoli cinestetici e tattili sono una spinta all’apprendimento. Un esempio importante di questa capacità del cervello sono i risultati sempre maggiori che si ottengono con bambini con problemi come la dislessia: molti specialisti fanno esercitare i ragazzi con le parole mentre saltano su un trampolino. Attività ripetitive, ritmiche, multisensoriali come saltare la corda, ballare, saltare e lanciare una palla coinvolgono il corpo, non solo la mente, aiutandoci ad assorbire meglio le informazioni e conservarle più a lungo. Il movimento, specialmente quando è divertente, ci distoglie anche da ciò che potrebbe essere altrimenti percepito come un compito oneroso.

e poi gli adolescenti
Gli adolescenti che praticano lo sport, inoltre, sono più sicuri, perché la pratica sportiva migliora la stima e il movimento serve a controllare le emozioni e a combattere lo stress: possono così scaricare tensioni, ansia e stanchezza derivanti dalla scuola e dallo studio.
E i genitori?
Bisogna sostenere e incoraggiare i ragazzi, evitando aspettative troppo elevate e pressioni esagerate, utilizzando critiche costruttive e cercando sempre di gratificarli per i loro successi.

Roberta Cesaroni
(cell. 345.1408208)
Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni Life Mental Coach – Coach Adolescenziale Spa&Wellness Coach Manager