Allattare al seno con consapevolezza e informazione

Le consulenti de La Leche League spiegano ai futuri o ai neo genitori come affrontare questo percorso, tra reali preoccupazioni e falsi miti. Alla Biblioteca La Fornace Moie ogni sabato mattina uno spazio tutto per loro e per le famiglie per condivere questo momento

«Allattare è naturale dal punto di vista biologico; ma allo stesso tempo è un atto che va appreso, non è solamente istintivo», spiega Carla Gigli, consulente della Vallesina per La Leche League. «Fino a non molti anni fa le donne apprendevano ad allattare fin da piccine osservando la mamma, le zie, le cugine, le sorelle e badando ai bambini piccoli della famiglia, rendendosi conto di ciò che fa parte della normalità nell’accudire un neonato – prosegue Gigli -. Da alcuni decenni questo sostegno di tipo famigliare è venuto a mancare, per tanti motivi di ordine culturale e sociale. Purtroppo una mamma che oggi si occupa di un bambino, quasi sempre non ha avuto un’esperienza diretta (spesso il primo bimbo che deve accudire è proprio il suo), e non è così frequente vedere allattare altre donne. Una gestante che voglia capire come si fa a far funzionare bene l’allattamento può quindi beneficiare moltissimo di uno scambio di informazioni e di esperienze con altre mamme che allattano, frequentando corsi (pre e post parto), leggendo e informandosi in molti modi (libri, riviste, siti), partendo dai primi mesi della gravidanza e proseguendo lungo tutti i nove mesi per arrivare preparate al momento del parto e dell’avvio dell’allattamento».

Perché è importante allattare?
«Il latte umano è l’alimento fisiologico per i bambini. Da sempre la natura ha predisposto un alimento completo ed unico per i cuccioli di uomo che risponde in maniera ineguagliabile ai loro bisogni. Il latte materno è specie-specifico, cioè è adatto alla specie umana ed ogni mamma produce il latte specifico per il suo bambino. Allattare fa bene al bambino perché oltre ad avere tutti i nutrienti necessari, risponde a tutti i bisogni del bambino fisici e psicologici (sete, fame, contatto fisico, sicurezza, calore, conforto), si digerisce facilmente, si adegua all’età del bambino e ai bisogni del momento. Inoltre è un tessuto vivo con cellule che difendono il suo organismo e aumentano le difese immunitarie. Il bambino allattato ha minori probabilità di ammalarsi di malattie anche importanti nell’età adulta (l’elenco di queste aumenta di giorno in giorno). Allattare fa bene alla mamma: dopo il parto stimola le contrazioni uterine e questo aiuta l’utero a tornare più rapidamente alle dimensioni originarie. Inoltre allattare riduce il rischio di cancro al seno e alle ovaie, protegge dall’osteoporosi e grazie al particolare equilibrio ormonale aiuta la mamma a prendersi cura del bambino (l’ossitocina è un ormone “altruista” e la prolattina un ormone “materno”). Allattare è comodo, perché lo si può fare dappertutto, non pesa sul bilancio famigliare e – grazie al risparmio per la diminuzione percentuale di moltissime malattie – è un investimento in salute per l’intera società».

A chi ci si può rivolgere, gratuitamente, sia per avere informazioni sia in caso di difficoltà? Ad esempio, l’associazione La Leche League come sostiene le neomamme?
«Le mamme possono rivolgersi senza dubbio alle strutture sanitarie del territorio, in particolare ai consultori dove ci sono ostetriche a disposizione per le mamme che hanno bisogno di sostegno, e sono gratuite. Esistono servizi a pagamento, come quelli prestati da ostetriche o IBCLC (Consulenti professionali in allattamento, figure ancora poco diffuse nel nostro territorio). Ma si può avere sostegno gratuitamente da La Leche League, che è un’associazione internazionale di volontariato apolitica, aconfessionale e senza scopo di lucro, ed ha come unico scopo quello di informare e sostenere le mamme che desiderano allattare i loro figli. Le consulenti (volontarie) forniscono questo tipo di sostegno tramite contatti telefonici e di posta elettronica, la distribuzione delle pubblicazioni, l’organizzazione di incontri a cadenza mensile. Le consulenti sono tutte mamme che hanno allattato e hanno seguito una formazione sui temi inerenti l’allattamento. Durante gli incontri si ritrovano mamme in attesa e mamme insieme ai propri neonati e bambini allattati, ci si scambiano informazioni e si possono condividere esperienze e soluzioni pratiche: in ogni incontro si trattano aspetti differenti per venire incontro alle esigenze di ciascun partecipante, e sono sempre benvenuti i bambini, i papà e chiunque sia interessato a partecipare. Sia le consulenze sia gli incontri sono gratuiti. In Vallesina ci sono incontri a Moie di Maiolati di sabato mattina dalle 10 alle 12 presso la sala Binario 9 e ¾ della Biblioteca La Fornace. In provincia di Ancona, anche a Castel D’Emilio (frazione di Agugliano), sempre di sabato mattina dalle 10 alle 12. (Per informazioni: Carla 334.2893805 carla6gig@gmail.com per gli incontri a Moie e Maria Grazia mggioia1970@libero.it per gli incontri ad Agugliano. Può essere molto utile anche consultare il sito www.lllitalia.org o l’account di FaceBook www.facebook.com/La.Leche.League.Italia)».

Quali difficoltà può incontrare una neomamma?
«Non è assolutamente detto che si debbano incontrare difficoltà: molti allattamenti per fortuna iniziano e proseguono bene e con la soddisfazione di mamma e bambino. Talvolta purtroppo le cose non vanno subito per il verso giusto, più frequentemente nei primi giorni di vita, e l’allattamento ne risente subito: un parto prematuro o difficile, oppure problemi di salute del bambino, un frenulo corto della bocca o una candida… ma più solitamente un bimbo che non è stato attaccato spesso e presto al seno e che non ha imparato a poppare correttamente, possono causare scarsità di latte, ragadi, ingorghi alla mamma e di conseguenza scarsa crescita nel bambino. Proprio perché i primissimi giorni sono così importanti affinché l’allattamento cominci nel migliore dei modi, è importante che la mamma conosca le migliori strategie per cominciare bene, e anche cosa fare e chi consultare se le cose non vanno del tutto per il verso giusto».

Colostro e montata lattea, come “lavora” il nostro seno?
«Il colostro è il primo latte che il seno produce nei primi giorni di allattamento. Questo latte speciale è povero di grassi e ricco di carboidrati, proteine e soprattutto anticorpi per aiutare il bimbo a mantenersi sano. È estremamente facile da digerire, è scarso in quantità ma di elevato contenuto nutrizionale per il neonato. Ha un effetto lassativo, aiuta il bambino ad eliminare le prime feci, contribuisce all’espulsione dell’eccesso di bilirubina ed aiuta a prevenire l’ittero. Se la mamma allatta il suo bambino il più presto e il più spesso possibile subito dopo il parto, il suo seno comincerà a produrre latte maturo verso il terzo o quarto giorno dopo la nascita, poi aumenterà in quantità e comincerà ad apparire più liquido e di colore più chiaro. L’arrivo del latte maturo è anche denominato “montata lattea”, durante la quale il seno si ingrossa. In questi primissimi giorni è molto importante allattare il neonato a richiesta e spesso (almeno 9 – 12 volte nelle 24 ore) per permettere al neonato di ricevere tutti i benefici del colostro e di stimolare la produzione di un’abbondante quantità di latte maturo. L’allattamento frequente, inoltre, previene l’ingorgo cioè una montata lattea così eccessiva da riempire troppo il seno (che si infiamma e diventa caldo, duro, gonfio) fino a provocare dolore alla mamma e difficoltà per il bimbo ad ottenere latte».

Allattamento a richiesta, usare o no la bilancia?
«Molte mamme non sanno che il latte materno viene digerito molto rapidamente. Invece di guardare l’orologio, la mamma dovrebbe osservare il suo bambino per capire se ha fame, cercando segni quali il riflesso di ricerca (o di “rooting”), se si morde o si succhia le manine o le dita oppure piange, avendo ben presente che il pianto è un segno tardivo di fame. Un bambino sano, nato a termine, di solito ha bisogno di poppare almeno 8-12 volte nell’arco delle 24 ore. Non bisognerebbe lasciare che un neonato superi l’intervallo delle 3 ore, sia per assicurarsi che il bambino mangi abbastanza e non rischi di disidratarsi, sia perché il seno sia stimolato a produrre latte a sufficienza. Il corpo della mamma, infatti, produce tanto latte in base a quanto ne viene estratto dal bambino (o dal tiralatte, nel caso in cui il bambino non possa poppare direttamente dal seno, o lo faccia male). Nelle prime settimane i bambini hanno bisogno di poppare dalle 10 alle 12 volte al giorno. Imponendo a un bambino di meno di sei settimane degli orari che gli impediscano forzatamente di nutrirsi al seno tutte le volte che lo desidera (più spesso durante gli “scatti di crescita”) si può correre il rischio di limitare il suo accrescimento di peso. Recenti ricerche hanno dimostrato che limitando la durata delle poppate e riducendone la frequenza non solo si corre il rischio di ridurre la produzione di latte, ma anche di limitarne il contenuto di grassi. L’allattamento a richiesta è quindi il metodo migliore per garantire la crescita del bambino».

Scatti di crescita, mito o realtà? Che cosa succede durante questi periodi?
«Ogni mamma può produrre il latte necessario per il suo bambino se lo allatta realmente a richiesta e se lo attacca al seno correttamente; più il bambino “chiede” al seno e più il corpo materno produce latte; è evidente che, se la suzione viene convogliata altrove (ciucci, biberon, tisane), il corpo si comporta di conseguenza immaginando che il bambino abbia un bisogno inferiore alla realtà. I bambini hanno degli “scatti di crescita” (o “crisi di crescita”): improvvisamente paiono insaziabili, di colpo pieni di bisogni da soddisfare, lamentosi, vogliono ciucciare molto più spesso. Tipicamente questi periodi sono intorno alle 2-3 settimane, intorno alle 6 settimane ed intorno ai 3 mesi. Gli scatti di crescita in genere durano da un paio di giorni ad una settimana. In questi momenti è facile per dei neogenitori interpretare questi segnali come una scarsa produzione di latte da parte della madre e pensare di risolvere introducendo un’aggiunta di formula artificiale. Nulla di tutto questo. Semplicemente il bambino sta trasmettendo alla madre la sua richiesta di “fabbricare” più latte. È sufficiente, ancora una volta, assecondare il bambino ed attaccarlo ogni volta che lo richiede e per tutto il tempo che lo richiede (e solitamente succede che vogliano ciucciare molto durante la notte) e il corpo della mamma in breve tempo aumenterà la produzione (ed il bambino tornerà tranquillo). Questi momenti mettono a dura prova i genitori, ci si sente molto stanchi e ci si sente in ansia. Spesso la mamma si sente stressata e preoccupata nei confronti della sua esperienza di allattamento, specialmente se ha dubbi che il bambino non mangi abbastanza. Ma già il fatto di conoscere l’esistenza degli scatti di crescita aiuta ad affrontare questi momenti con maggior sicurezza».