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Covid, la provincia di Ancona in zona rossa dal 3 al 5 marzo. Acquaroli: «Poi nuovo provvedimento»

Il presidente ha siglato l'ordinanza che resterà in vigore fino alla scadenza dell'attuale Dpcm. L'Anconetano entra in zona rossa dalle 8 del 3 marzo alla mezzanotte del 5 marzo

Acquaroli
Il presidente Acquaroli firma l'ordinanza che riapre al 50% le lezioni alle superiori

ANCONA – Da domani 3 marzo alle 8 la provincia di Ancona entra in zona rossa. A comunicarlo è il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli in un post sulla sua pagina Facebook.

«Vi comunico che ho firmato l’ordinanza per cui da domani mattina, mercoledì 3 marzo, dalle ore 8, la provincia di Ancona passerà in zona rossa – scrive il governatore -. Il provvedimento sarà valido fino al giorno di scadenza dell’attuale Dpcm ancora in vigore, e cioè venerdì 5 marzo. Per il periodo successivo emaneremo un nuovo provvedimento, non appena sarà noto il testo definitivo del nuovo Dpcm che entrerà in vigore da sabato 6 marzo».

Il presidente della Regione sottolinea che «la situazione è in continuo divenire ed è monitorata costantemente, e l’analisi settimanale dei dati, effettuata ieri, ha evidenziato la necessità di intervenire con un ulteriore provvedimento sulla provincia di Ancona. Restano sempre attenzionati tutti gli altri territori con particolare riguardo all’andamento epidemiologico in crescita sulla provincia di Macerata».

«A tutti – conclude – raccomando il massimo rispetto delle disposizioni contenute nei provvedimenti regionali e nei Dpcm. È fondamentale frenare quanto prima la diffusione del virus. È il momento della massima responsabilità di ciascuno di noi».

In attesa che il Governo vari le nuove regole che entreranno in vigore dal 6 marzo con il nuovo Dpcm, il primo dell'”era Draghi”, fino alle 24 di venerdì 5 marzo varranno le misure previste dal Dpcm Conte.

LE REGOLE IN ZONA ROSSA
Nelle aree che si trovano in zona rossa sono consentiti dalle 5 alle 22, esclusivamente gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma). Da comprovare sull’apposita autocertificazione.

Sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Inoltre è permesso recarsi una volta al giorno dalle 5 alle 22, verso una sola abitazione privata nel proprio comune di residenza, per fare visita a parenti o amici: a spostarsi potranno essere al massimo due persone che potranno portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Solo per chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, tale spostamento è consentito anche entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.

Bar e ristoranti potranno lavorare solo con asporto dalle 5 alle 22 (nei bar solo fino alle 18) e consegna a domicilio. Tra le attività commerciali che potranno restare aperte ci sono, oltre a quelle di generi alimentari: edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, articoli per la prima infanzia, fiori e piante, negozi di elettronica e telecomunicazioni, negozi che vendono cibo per animali domestici, computer, ferramenta, cartolerie, ottica, lavanderie, parrucchieri e barbieri.

Scuola: Con il Dpcm in vigore fino alle 24 del 5 marzo restano in presenza i servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di I grado). Da ordinanza regionale però sono in dad al 100% le seconde e terze classi delle medie nell’Anconetano e nel Maceratese.  Obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. 

Chiusi musei e mostre, sale giochi, scommesse e bingo anche quando nelle tabaccherie. Stop alle competizioni sportive, salvo quelle di interesse nazionale, consentita invece l’attività motoria nei pressi della propria abitazione e l’attività sportiva solo all’aperto in forma individuale.