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Vegan Day: non solo alimentazione, ma un vero e proprio stile di vita

Nella Giornata Mondiale dedicata alla filosofia vegana mettiamo in luce tutti gli aspetti volti ad apportare benefici per la salute e notevoli passi avanti nella tutela dell’ambiente

1 novembre, il Vegan Day celebra l'alimentazione vegana
1 novembre, il Vegan Day celebra l'alimentazione vegana

Il primo novembre di ogni anno si festeggia la Giornata Mondiale Vegan, giorno scelto perché è in questa data che fu fondata a Londra la prima società vegana nel lontano 1944.

Il vegano, detto anche vegan, è colui che ha scelto consapevolmente di eliminare dalla propria dieta il consumo di qualsiasi prodotto che sia di origine animale e di adottare uno stile di vita che esclude l’acquisto ed il consumo di prodotti che possano derivare dalla sofferenza e dallo sfruttamento di un animale, come ad esempio la lana, la seta ed anche alcuni cosmetici.

Niente carne, pesce, latte, latticini e derivati, uova o miele: l’alimentazione vegana in realtà è un vero e proprio stile di vita, di gran lunga più stringente rispetto a quello dei vegetariani, che non coinvolge solo le scelte che finiscono sulla tavola, ma che ha risvolti importanti anche su quello che si decide di fare e di indossare, influenzando notevolmente anche quelle che apparentemente potrebbero sembrare le più banali azioni e scelte della vita quotidiana.

Durante questa giornata si organizzano in tutto il mondo campagne ed attività di divulgazione della filosofia vegana e atti di denuncia contro lo sfruttamento degli animali: il filone di pensiero vegan, infatti, prevede il boicottaggio di attività che coinvolgano esseri viventi rinchiusi in habitat forzati, come avviene ad esempio negli acquari ed esclude completamente anche la partecipazione a spettacoli, palii, circhi, corride o manifestazioni che coinvolgano animali costretti a subire usanze e ricorrenze del padron-uomo.

Studi dimostrano che la dieta vegana apporta considerevoli benefici al nostro organismo

Si tende ancora ad additare la dieta vegan accusandola di privazioni potenzialmente pericolose per la nostra salute, timori però smentiti dalle ricerche scientifiche di settore che affermano l’esatto contrario. Uno stile alimentare vegano vario ed equilibrato è oggi un realtà che porterebbe numerosi benefici all’organismo, e ad affermarlo, tra gli altri, è stato anche il nostro Ministero della Salute, che nel 2015 ha così sdoganato le diete a base vegetale attraverso una pubblicazione ufficiale: «È noto che una dieta vegetariana conferisca protezione dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di neoplasie, in particolare colon e tratto gastroenterico e vie respiratorie, e sia associata a una riduzione della mortalità per tutte le cause. Rispetto alle diete vegetariane la dieta vegana sembra offrire un’ulteriore protezione dall’insorgenza di obesità, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e mortalità cardiovascolare, soprattutto nel sesso maschile».

Il documento attesta i molteplici effetti benefici sulla salute dell’alimentazione vegetariana e vegana, tra i quali troviamo elencati il contenimento del peso corporeo ed il calo verificato dei livelli di zucchero nel sangue e dei trigliceridi, con un conseguente miglioramento del metabolismo degli aminoacidi. Si tratta di vantaggi riscontrabili addirittura anche solo seguendo tale dieta per 48 ore, probabilmente a causa della maggior presenza di antiossidanti e fibre veicolate da verdura e frutta fresca, protagoniste assolute di tale alimentazione.

Negli ultimi anni sempre più sportivi si sono avvicinati al vegan, mettendo da parte i pregiudizi e spesso arrivando anche ad un incremento delle proprie prestazioni atletiche, ed è stato anche stabilito dai pediatri che l’esclusione di carne e derivati animali nella dieta dei bambini non farebbe correre «nessun pericolo per la salute».

Vegan: non solo dieta, ma un vero e proprio stile di vita
Vegan: non solo dieta, ma un vero e proprio stile di vita

Nella filosofica vegana è forte la convinzione che lo stile di vita adottato non soltanto riduca lo sfruttamento e la sofferenza delle specie animali, ma potrebbe essere al contempo un punto di svolta nella tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo, grazie al calo che comporterebbe nella percentuale di deforestazioni e nella massiccia industrializzazione che si rendono attualmente necessarie per accogliere e sostenere pascoli ed allevamenti di bestiame.