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Vaccini: i pediatri universitari contro l’autocertificazione

Il rischio è il calo delle coperture vaccinali con la maggiore diffusione delle malattie trasmissibili prevenute dai vaccini

ANCONA – È un no corale all’autocertificazione, quello del mondo accademico e sanitario. Sulla questione vaccini la scienza fa fronte comune e il Collegio dei Professori Ordinari di Pediatria manifesta il suo profondo dissenso e la sua preoccupazione per il depotenziamento dell’obbligo vaccinale che potrebbe derivare dall’autocertificazione. Per iscrivere un bambino a scuola infatti è sufficiente autocertificare lo stato delle vaccinazioni nelle istituzioni scolastiche da 0 a 16 anni.

In sostanza per i Professori di Pediatria l’autocertificazione aumenterebbe il rischio che un numero crescente di bambini possa accedere alla scuola senza aver ricevuto le vaccinazioni, protettive verso quelle malattie trasmissibili «che possono sconvolgere la loro vita e quella delle loro famiglie», come si legge in una nota stampa diffusa dal Collegio Nazionale dei Professori Ordinari di Pediatria. «I sostenitori “no-vax” – prosegue la nota – non hanno mai visto giungere al pronto soccorso pediatrico un bambino non vaccinato in coma per encefalite da morbillo o un lattante in apnea per pertosse o un neonato con compromissione neurologica, cieco e sordo a causa della rosolia contratta dalla madre in gravidanza».

Una protezione indispensabile, quella offerta dai vaccini. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità le vaccinazioni sono in assoluto l’intervento sanitario più importante su scala mondiale.

Carlo Catassi, docente di Pediatria dell’Università Politecnica delle Marche e direttore della Scuola Specializzazione in Pediatria

«Siamo a favore di una politica che garantisca la massima copertura vaccinale a tutti i bambini con le precauzioni che il decreto Lorenzin aveva introdotto – spiega il professor Carlo Catassi docente di Pediatria dell’Università Politecnica delle Marche e direttore della Scuola Specializzazione in Pediatria – solo così è possibile evitare di trovarsi in situazioni in cui un bambino possa correre dei rischi in un ambiente in cui non c’è immunità di gregge. Sappiamo bene che se non si raggiunge il 95% di copertura i virus possono circolare liberamente e causare dei danni. Inoltre è bene sottolineare che fare una circolare che autorizza l’autocertificazione è scorretto da un punto di vista legale, perché la legge sull’autocertificazione esclude la certificazione sanitaria. Questo permetterebbe di bypassare la certificazione con il conseguente rischio di un aumento del numero dei bambini non vaccinati, e noi non lo vogliamo nella maniera più assoluta!»

La Legge Lorenzin, scrivono i professori di Pediatria, ha determinato un incremento della copertura vaccinale, un risultato che non può essere messo in crisi da una Circolare Ministeriale che è in contrasto con la vigente normativa sulla certificazione delle vaccinazioni obbligatorie, e con l’art. 49 del DPR 445/2000 cosiddetto della “sburocratizzazione”, secondo il quale i certificati medici, sanitari non possono essere sostituiti da altro documento.

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