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Vaccini col contagocce, Anaao Assomed: «Gran battage pubblicitario e poi non si trovano»

Il segretario regionale del sindacato dei medici dirigenti lamenta la carenza di dosi dell'antinfluenzale e l'obbligatorietà stabilita per gli operatori sanitari. Ecco cosa ci ha detto

ANCONA – «Un gran battage pubblicitario e poi i vaccini antinfluenzali non si trovano». A lanciare l’allarme sulla carenza di dosi che arrivano col contagocce negli ambulatori dei medici marchigiani è Oriano Mercante, segretario regionale di Anaao Assomed, il sindacato dei medici dirigenti, e medico del lavoro.

«Ho cercato invano di avere dosi di vaccino antinfluenzale per l’ambulatorio – prosegue -, anche contattando direttamente le case farmaceutiche, ma non è possibile averli perché per ora le uniche dosi disponibili sono riservate alle fasce deboli della popolazione». Mercante pone l’accento sui numerosi appelli rivolti dai medici a spingere più persone possibili a vaccinarsi, quando poi però non ci sono dosi sufficienti, «una incongruenza spaventosa: per ora solo gli ospedali sono ben forniti», ma per ampliare la platea di popolazione da vaccinare gli attuali numeri non bastano. L’Asur Marche aveva annunciato l’acquisto di un 40% in più di vaccini con l’arrivo di 421mila dosi, che però per ora i medici e pediatri ricevono col contagocce a fronte di una richiesta cresciuta in maniera consistente.

Oriano Mercante, segretario regionale Anaao Assomed

Oltre a denunciarne la carenza, il segretario regionale di Anaao Assomed si dice contrario all’«obbligatorietà alla vaccinazione antinfluenzale, sancita per gli operatori sanitari, con la Delibera Regionale 986 del 27/7/2020», Mercante puntualizza che «c’è una sentenza della Cassazione che stabilisce che le Regioni non hanno facoltà di rendere obbligatorio un trattamento sanitario». Insomma secondo Anaao Assomed ci sono «aspetti di grande contraddizione: siamo d’accordo sul raccomandare le vaccinazioni ma non sull’obbligo che non riteniamo legittimo, specie alla luce del fatto che non c’è disponibilità per la popolazione».

Ma grandi richieste in questi giorni stanno fioccando anche nei drive in per sottoporsi ai tamponi e dove in alcuni punti si sono toccate «code chilometriche» sottolinea Oriano Mercante. «Alcuni si sottopongono al tampone per paura e in maniera, a volte, anche ingiustificata e questo non aiuta il sistema sanitario». Anaoo spezza una lancia in favore dei tamponi antigenici rapidi che consentono una risposta immediata prima di confermare un eventuale esito positivo con il molecolare e che oltre ad accorciare i tempi di screening e di conseguenza di tracciamento, permettono anche un non trascurabile risparmio di risorse, visto che il costo di un tampone molecolare che costa il doppio dell’antigenico rapido.